Intervista a Lauro Gatti
Airprotech
Airprotech festeggia i 40 anni dalla sua fondazione. le soluzioni proposte dall’azienda affrontano tutte le principali esigenze di depurazione del settore dei trattamenti delle superfici.

Lauro Gatti è l’imprenditore di Airprotech, azienda impegnata nello sviluppo delle tecnologie per la protezione ambientale. Il suo profilo è stato pubblicato nella prima edizione di “Imprenditori” dei trattamenti delle superfici, e al libro rimandiamo per conoscere gli aspetti caratteriali e umani della sua traiettoria professionale.
Di seguito riportiamo una sintesi dell’interessante scambio di opinioni che abbiamo avuto con Lauro Gatti in occasione della definizione del suo profilo per il libro.
«Airprotech è lo strumento che ho creato, insieme a famiglia e collaboratori, per dare concretezza alla ricerca della neutralità della protezione ambientale rispetto ai costi di processo, mediante recupero dei materiali, quando hanno un valore, ed energetico. Facciamo questo lavoro con convinzione da 40 anni: l’azienda è stata fondata nell’84. Dai progetti sperimentali dell’origine, che proponevamo agli imprenditori più illuminati impegnati nella ricerca di un’etica, misurabile economicamente in base al “fattore rischio”, di prevenzione e preservazione delle risorse ambientali, siamo passati ad essere un’azienda conosciuta e consolidata a livello internazionale – partecipiamo di un gruppo a capitale tedesco, Deurotech – con diverse specializzazioni nel campo dell’ingegneria ambientale:

  • “Tradizionale”. Progettiamo e produciamo scrubber, combustori, sistemi a carboni attivi per risolvere gli aspetti autorizzativi del controllo emissioni
  • “Avanzata”. Ricerchiamo nella protezione ambientale, il pay-back originato dal recupero di materiali separati e ricuperati per il loro riutilizzo (per esempio, gli oli di laminazione nel campo dell’alluminio), sia dagli effluenti gassosi, sia dalle acque reflue. In quest’ultimo caso, il miglior smaltitore è chi produce il refluo, sia perché conosce bene ciò che contiene, sia per una questione d’ottimizzazione dei costi (il conferimento a terzi è un puro costo).
    I combustori permettono, invece, di recuperare il contenuto energetico del residuo.
  • “Innovativa”, nel campo della produzione di batterie elettriche, un campo in grande espansione anche in (nord) Europa, è tra le prime tre aziende che propone tecnologie avanzate per il trattamento delle emissioni dei processi di rivestimento per anodi e catodi (per questi ultimi si utilizzano rivestimenti contenenti soventi di particolare pericolosità – NMP, n metil 2 pirrolidone – dove le emissioni ammesse sono di 1 mg/Nm3), sia mediante recupero termico, sia mediante condensazione e recupero dello stesso prodotto».

«In questi anni – prosegue Lauro Gatti – Airprotech ha avuto una crescita a doppia cifra. Prendendo come riferimento il 2017, il fatturato è passato da 11 milioni di euro agli oltre 30 odierni (chiudiamo il 2023 con un aumento del 30% del fatturato rispetto all’anno precedente, e stimiamo un ulteriore crescita del 25% nel 2024).
Progettiamo, produciamo e installiamo direttamente i nostri impianti: contiamo con oltre 100 tecnici e specialisti, 2 sedi produttive per un totale di 5.000 m2 coperti e 1.500 di magazzino, a cui si affiancano fornitori esterni per lavorazioni e materiali specifici che non trasformiamo internamente. Abbiamo recentemente acquistato un terreno edificabile di circa 20 mila m2, dove stiamo pensando di concentrare tutte le attività, per poter ottimizzare maggiormente i flussi di progettazione-fabbricazione».

«Viste le aspettative di crescita e la situazione occupazionale italiana – sottolinea Lauro Gatti – sono personalmente preoccupato in relazione al reperimento di personale tecnico: non vorrei che proprio quest’ultimo fattore costituisca il vero collo di bottiglia per centrare gli obiettivi di crescita delle aziende che offrono, come Airprotech, tecnologia. In azienda tutti sono fortemente motivati, il turn-over è basso, siamo tutti impegnati a supportare i nuovi collaboratori con formazione e assistenza, ma la scarsità di offerta di lavoro con competenze tecniche è un dato di fatto».

«Per proposte con contenuto tecnologico, anche nel campo in cui lavora la nostra azienda – prosegue il nostro interlocutore – il mercato italiano continua ad essere importante, in particolare per l’ambito che prima abbiamo definito come “tradizionale”, e per la verniciatura. I tempi sono molto cambiati da quando facevamo le prime proposte di torri di lavaggio e filtri a carboni attivi. La consapevolezza di cercare la riduzione drastica dei costi sociali degli effluenti aeriformi e liquidi, che caratterizza l’industria manifatturiera attuale, è fonte di soddisfazione per il lavoro fatto. In questi 40 anni ho stimolato e partecipato ai diversi gruppi di lavoro volti a definire i contorni delle tecnologie ambientali (per esempio, la BAT, Best Available Technologies, citate nei dispositivi di legge); gli standard armonizzati per la progettazione e produzione di termocombustori, rotoconcentratori, carboni attivi (non a letto sottile); ho caldeggiato e promosso l’associazione italiana dei costruttori di sistemi di trattamento delle emissioni gassose.
Organizzo incontri e momenti formativi in argomento.
L’impegno che – sia personalmente sia con Airprotech – ho dedicato alla strutturazione di questo settore ha di fatto eliminato le soluzioni meno efficienti. Oggi le aziende che offrono environment technology presenti in Italia e in Europa sono ben qualificate.
In questi 40 anni d’attività abbiamo visto un grande sviluppo internazionale, in particolare Cina e Russia, tuttavia Italia e Germania (abbiamo sempre avuto partner tedeschi, alle origini di Airprotech, e oggi, come accennato, partecipiamo di un gruppo a capitale tedesco leader sui mercati internazionali dell’environmental technology) – sono sempre state aree all’avanguardia nell’ambito delle tecnologie ambientali, sia come fornitori, sia come mercati di destinazione delle nostre proposte tecnologiche».

«Insieme ai principali competitor italiani, Airprotech ha lavorato per portare l’immagine dell’impresa italiana a livello di quella tedesca. Quest’ultima ha goduto in particolare di un vantaggio in termini di percezione complessiva di sistema Paese, però in quanto a competitività e contenuto tecnologico le aziende italiane di questo settore sono perfettamente allineate, direi anzi competitive, rispetto agli omologhi tedeschi. Ci siamo guadagnati la credibilità sul campo. Airprotech lavora 12 mesi all’anno, rispetta non solo le specifiche tecniche definite, ma anche le date di consegna. I principali attori italiani del settore – e credo che questo sia anche frutto di un lavoro attento dentro e fuori Airprotech – non sono più considerati improvvisatori di soluzioni, ma innovatori tecnologici.
I nostri impianti sono tutti tailor made. A una prima valutazione tecnico-commerciale fa seguito l’approfondimento tecnico, il ritorno alla valutazione commerciale e, infine, la formalizzazione dell’offerta. Non esiste un impianto uguale all’altro, per ciascun progetto bisogna tener conto dei prodotti contenuti dall’aeriforme, la classificazione di tali prodotti, le concentrazioni, la zona d’installazione, il costo d’investimento, l’efficienza di recupero energetico, i piani di manutenzione, il servizio post vendita di controllo a distanza, e così via. Questa è una delle condizioni che, credo, abbiano consentito il successo della nostra proposta e, in generale, delle migliori aziende del nostro settore».

«Come ho sottolineato in precedenza, il personale di Airprotech è tutto molto motivato, lavora in un ambiente stimolante e confortevole, offrendo soluzioni che, effettivamente, aiutano il cliente a risolvere le sue problematiche, anche autorizzative. L’attenzione ai collaboratori impegnati in azienda è un fattore fondamentale per il successo di mercato. La credibilità è un altro fattore fondamentale per il successo di mercato. Perseverare nello sforzo d’ascolto e dell’offerta di soluzioni su misura, con risultati verificabili e nei tempi corretti, è un altro dei fattori distintivi di Airprotech».

«Infine – conclude Lauro Gatti – ritengo fondamentale l’attenzione alla capitalizzazione dell’azienda: ho sempre creduto fermamente alle potenzialità del nostro lavoro e ho lavorato perché l’azienda potesse affrontare problemi complessi, progetti di grande portata. Per questo è necessario costituire il capitale che permetta di soddisfare anche esigenze di grande scala, mettendo in gioco risorse proprie: affrontiamo commesse che valgono milioni in condizioni di sicurezza per noi e per il cliente che ci dà la propria fiducia».

DAL PRIMO VOLUME DEL LIBRO IMPRENDITORI DEI TRATTAMENTI DELLE SUPERFICI LAURO GATTI E AIRPROTECH

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