Prosegue l’indagine socio-culturale focalizzata sul contributo femminile al settore.

Uno dei 4 obiettivi principali che l’UE vuole perseguire nell’anno delle competenze (2023) è il coinvolgimento di un maggior numero di persone per il mercato del lavoro, soprattutto donne (e giovani).
Che ancora oggi si parli di parità di genere nel mondo del lavoro è un dato di fatto, soprattutto in determinati settori che sembrano mantenere (volontariamente o no) una maggioranza d’occupazione maschile. Pare tuttavia che, almeno nel settore dei trattamenti di superficie, il vento stia lentamente cambiando.
Lo testimonia la presenza sempre più massiccia di donne che, in questo ambito ricoprono diverse mansioni, anche rilevanti, di cui riportiamo le testimonianze.

«Opero nel mondo della verniciatura industriale a polvere -ci racconta Elena Piccinelli, responsabile commerciale di Colortechnology, in provincia di Brescia- settore che negli ultimi anni ha subito una rapidissima evoluzione, che sicuramente continua a registrare una maggioranza d’occupazione maschile ma che si sta sempre più popolando di donne, necessarie alla crescita organica di un’azienda.
La mia integrazione è stata piuttosto semplice: avendo sempre lavorato in ambienti prettamente maschili (in precedenza mi occupavo di materiali elettrici) e consapevole di dovervi entrare in punta di piedi, lavorando a testa bassa per dimostrare le mie capacità e per trasmettere fiducia, sapevo come muovermi. Oggi sono una responsabile commerciale, figura che fino a poco tempo fa era difficile trovare all’interno di un’azienda di verniciatura per conto terzi dove, oltre alle abilità relazionali sono richieste anche precise competenze tecniche per rispondere in modo esaustivo a molteplici richieste.
Donne, credete in quello che fate, ponetevi obiettivi ambiziosi da raggiungere, siate dedite alla collaborazione e allo scambio di idee, praticate il rispetto nei confronti di tutti e pretendetelo di ritorno. Non fatevi mai condizionare dall’esterno e sentitevi sempre libere di esprimervi: chissà mai che un domani esisteranno realtà di verniciatura industriale a polvere costituite da team esclusivamente femminili!».

«Mi occupo dello sviluppo e dell’ottimizzazione dei processi PVD all’interno dell’area R&D di Protec Surface Technologies -ci dice Francesca Marchetti- e, parallelamente, di supporto tecnico e formazione dei clienti per l’utilizzo dei nostri impianti. Il mio lavoro mi consente di mettermi costantemente in gioco, dandomi inoltre la possibilità di concretizzare la teoria acquisita durante il mio percorso universitario.
Sicuramente non è usuale trovare donne che ricoprono un ruolo tecnico: i pregiudizi e i preconcetti sussistono ancora e in molte circostanze. Nell’immaginario collettivo, le operazioni di installazione di un impianto complesso o gli interventi di assistenza tecnica, vengono associati a figure maschili. È un dato di fatto.
Penso alla mia esperienza: più volte ho riscontrato stupore sul volto dei clienti nel vedermi, una sorta di contraccolpo iniziale. Questo tuttavia non è bastato a convincermi che il mio lavoro non fosse adatto a una donna. Anzi, il riscontro positivo finale prova l’esatto opposto.
Se davvero è ciò che volete fare e amate farlo, insistete! È un percorso impervio ma vale la pena percorrerlo.
Per accelerare l’integrazione occorre abbattere il pregiudizio: più donne saranno presenti nei settori tecnici, più le aziende avranno la concreta possibilità di crescere».

Secondo Daniela Andaloni, responsabile di produzione di Protec Surface Technologies «che non sia un lavoro per donne è sicuramente un cliché, la realtà è però che gli ostacoli sono tuttora tanti e i pregiudizi ancora molto diffusi. È quindi necessario non demordere e perseguire la strada intrapresa, perché è soltanto dimostrando il proprio valore che si arriva da qualche parte.
Se potessi tornare indietro, suggerirei alla “me stessa” di qualche anno fa di essere meno timida e più coraggiosa: ci ho messo un po’ per arrivare a esprimere la mia opinione senza temere il giudizio degli altri e ancora oggi sto lavorando su questo aspetto del mio carattere.
Che sia in questo settore o in un altro, mi sento di esortare le donne a impegnarsi al massimo senza lasciarsi scoraggiare. Se vogliamo che il mondo del lavoro cambi e ci accetti appieno, dobbiamo essere le prime a credere fino infondo di potercela fare: più donne ricopriranno ruoli di rilievo, meno ci stupiremo che ciò avvenga».

«Oggi sono tante le donne che lavorano nel campo delle scienze e delle tecnologie -argomenta Nella Rossini, R&D e key account manager di Plasmapps, in provincia di Bari-. Sicuramente c’è ancora molto da lavorare sul riconoscimento del valore delle donne nel mondo della ricerca, pensiamo per esempio al fatto che le posizioni più importanti (anche) in questo settore sono ricoperte principalmente da uomini. Trovare una donna a capo di un dipartimento o responsabile di un centro di ricerca, piuttosto che di un progetto importante, rappresenta un evento di rilievo degno di un articolo da prima pagina. Sono nata, professionalmente parlando, nel gruppo di ricerca di chimica dei plasmi dell’università di Bari, che vanta un’esperienza di più di cinquant’anni di attività, in un gruppo di ricerca prevalentemente femminile. Il nostro mentore, Prof. Riccardo d’Agostino, amava infatti ripetere che il “plasma è rosa”. Quello che mi sento di dire alle nuove generazioni, e che ripeto costantemente ai miei figli è di perseverare nel seguire i propri sogni e le proprie ambizioni, armandosi di pazienza e costanza. Non arrendersi è fondamentale, soprattutto in un mondo in cui parlare di sacrifici e di fallimenti rappresenta un tabù. Io credo, al contrario, che questi ultimi siano indispensabili per forgiare il proprio carattere e avviare il processo di crescita professionale e personale. Bisogna avere passione e amare il proprio lavoro».

Per Valeria Tassotti, che rappresenta la direzione tecnica di Antonio Merloni, un’azienda storica marchigiana che progetta e costruisce recipienti fissi e trasportabili per lo stoccaggio di gas tecnici – soprattutto GPL -, il settore in cui opera è ancora fortemente maschile. Il suo lavoro consiste nel controllare giornalmente, grazie a una squadra di persone opportunamente istruite, la conformità e la sicurezza di ogni prodotto costruito e mantenere i rapporti con gli enti terzi di controllo. Come ci racconta: il mio non è ancora totalmente un lavoro per donne, per i contesti in cui mi imbatto. Nel settore energetico mi trovo a dialogare con clienti da tutto il mondo e, statisticamente, parlo con soli uomini. Da un punto di vista più tecnico devo ammettere però che, ogni volta che ho a che fare con delle donne, c’è una comprensione velocissima dell’obiettivo del lavoro».

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