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Dalla preparazione delle superfici alla gestione delle acque e della sicurezza operativa, le tecnologie di pretrattamento evolvono per rispondere alle nuove esigenze della verniciatura industriale

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Estratto della relazione presentata durante i P&E Express Caserta da
Heros Zocchi, EST Chemie
Nella verniciatura industriale dell’alluminio la fase di pretrattamento rappresenta un tema determinante non solo per le prestazioni finali del manufatto, ma anche per l’efficienza, la stabilità e la sostenibilità complessiva del processo. In questo contesto, l’innovazione non riguarda tanto la sequenza delle fasi, quanto il modo in cui vengono progettate

In Est Chemie, lo sviluppo di nuove formulazioni di detergenza/pretrattamento è guidato da una duplice esigenza: garantire un elevato livello di pulizia e, al tempo stesso, semplificare la gestione delle acque reflue.
Il punto di partenza resta il ciclo classico di pretrattamento, tipico delle linee di coil coating e dei processi di verniciatura dell’alluminio (fig. 2): uno sgrassaggio alcalino per rimuovere oli e contaminanti derivanti dalla laminazione [e altri processi di trasformazione, ndr], seguito da risciacqui intermedi, una disossidazione acida – a base di acido solforico (definita anche “sgrassaggio acido”) – e infine il trattamento di conversione che prepara la superficie alla successiva applicazione della vernice.

Detergenti e gestione delle acque: il ruolo chiave dei tensioattivi

Uno degli aspetti più interessanti delle nuove formulazioni riguarda la scelta dei tensioattivi (fig. 3). Le nuove linee di sgrassanti alcalini concepite e sviluppate da Est Chemie si basano su tensioattivi di natura glucosidica, più facilmente trattabili negli impianti chimico-fisici rispetto alle soluzioni tradizionali. Le formulazioni sono state differenziate in funzione del contenuto tensioattivo: da prodotti più energici, destinati a situazioni di contaminazione critica, fino a sgrassanti–depatinanti a basso contenuto di tensioattivi.
Questa modularità consente di adattare il ciclo di pretrattamento alle esigenze specifiche del l’utilizzatore, in particolare quando il trattamento finale delle acque prevede sistemi di affinamento avanzati, come l’utilizzo di carboni attivi. Il risultato è una riduzione dei costi operativi e un miglior controllo dell’impatto ambientale.
Un approccio analogo è stato applicato anche agli sgrassanti acidi utilizzati nella fase di disossidazione dell’alluminio. Pur mantenendo concentrazioni operative standard (1–3%), il contenuto di tensioattivi è stato significativamente ridotto, con benefici economici e ambientali evidenti nella fase di trattamento delle acque.

Conversione superficiale: nanotecnologie e sistemi no rinse

La fase di conversione rappresenta oggi il vero terreno di innovazione tecnologica. Le soluzioni sviluppate da Est Chemie seguono tre direttrici principali.
La prima è costituita da trattamenti nanotecnologici a base di silani idrolizzati, caricati con metalli come zirconio e titanio. Questi sistemi agiscono come primer di adesione, migliorando sia l’ancoraggio della vernice sia la resistenza alla corrosione, e quindi la durabilità del manufatto.

La seconda direttrice riguarda i sistemi no-rinse, che eliminano la necessità di un risciacquo successivo. Si tratta di formulazioni a base di resine acriliche, anch’esse caricate con metalli, progettate per semplificare l’impianto e ridurre consumi idrici ed energetici.

Infine, la nuova generazione di prodotti abbandona la chimica tradizionale basata su esafluorozirconati ed esafluorotitanati. In queste soluzioni, zirconio e titanio sono chelati in ambiente alcalino, evitando l’uso di acidi fluorurati e migliorando sia il profilo ambientale sia la sicurezza operativa.

Un elemento trasversale a tutte le tecnologie presentate è l’attenzione alla classificazione CLP. La riduzione della pericolosità intrinseca dei prodotti consente di proporre formulazioni prive del pittogramma “corrosivo”, spesso sostituito da una semplice indicazione di “irritante”. Questo aspetto, tutt’altro che secondario, facilita la gestione in reparto e risponde alle esigenze di RSPP e operatori di linea.

Compatibilità con le nuove vernici: la collaborazione con il Politecnico

Est Chemie sta inoltre collaborando con il Politecnico di Milano a un’attività di ricerca mirata a garantire la piena compatibilità dei trattamenti di pre-verniciatura con le nuove resine vernicianti, in particolare in ambito alimentare, dove il contenuto di bisfenolo A deve essere pari a zero.
Attraverso processi di policondensazione e funzionalizzazione dei silani, i trattamenti vengono progettati in funzione della matrice resinosa finale desiderata, poliuretanica o acrilica o vinilica o fenolica. Questo approccio consente di ridurre problematiche applicative tipiche dei sistemi a base resina, come il deterioramento dei rulli o la formazione di residui filamentosi, migliorando al contempo la stabilità del processo.

Conclusioni

Infine, è chiaro un cambio di paradigma: Est Chemie non si propone più come solo fornitore di prodotti chimici, ma come partner capace di affiancare il cliente nel miglioramento e la risoluzione dei problemi di processo: formuliamo e produciamo prodotti su misura, in funzione dell’analisi delle esigenze tipiche di ciascun utilizzatore delle nostre soluzioni
In questa visione rientra anche l’ottenimento dell’autorizzazione alla categoria 8 dell’Albo Gestori Ambientali, che consente di operare come intermediari nello smaltimento dei rifiuti. Un tassello che completa un servizio a 360 gradi, capace di seguire il ciclo produttivo dalla preparazione superficiale fino alla gestione delle fasi finali, ambientali comprese.
Un approccio che riflette l’evoluzione della verniciatura industriale: meno chimica standardizzata, più ingegneria di processo, con un’attenzione crescente a sostenibilità, sicurezza operativa e prestazioni nel lungo periodo, elementi oggi imprescindibili per la competitività degli impianti.