Editoriale
P&E Coating Days 6^ edizione: un’occasione di confronto tecnico e di promozione di cultura industriale
P&E Coating Days non è semplicemente un evento di settore. O meglio, non solo. La sua evoluzione recente racconta qualcosa di più interessante e per certi versi necessario: il tentativo concreto di riportare al centro il contenuto tecnico e il confronto tra operatori, in un contesto che non sia dominato esclusivamente dalla logica commerciale.
Non è un caso che l’impianto stesso dell’evento, in programma il 7 e 8 ottobre 2026 al Gate 4 del Kilometro Rosso di Bergamo, Innovation District, sia costruito attorno a questa idea. Due giornate pensate non come semplice vetrina ma come spazio di lavoro condiviso, in cui tecnologie, applicazioni e criticità convivono e si intrecciano.
Il formato resta il medesimo delle scorse edizioni al Museo della Scienza di Milano: momenti di networking reale tra imprese, sessioni di confronto e percorsi di formazione tecnica che entrano nel merito dei processi. Insomma, un ecosistema cui chi partecipa è chiamato a portare esperienza e mettersi in gioco.
Anche entrando nel dettaglio dei contenuti emerge con forza questa impostazione. La prima giornata attraversa alcuni degli argomenti più attuali del settore: dall’integrazione i 4.0 in vari processi alle nanotecnologie, fino al rapporto sempre più stretto tra superfici e sostenibilità. Si parla ad esempio di elettrificazione e impregnazione, di applicazione robotizzata senza programmazione, di trattamenti fisici dei metalli e di nuove generazioni di rivestimenti. Ma soprattutto si entra nel merito dei problemi reali: nuovi standard di pretrattamento, caratterizzazione delle superfici, gestione dell’energia, chiusura dei cicli delle acque, recupero delle risorse e riformulazione delle polveri fuori standard. Insomma, si parla di tecnologia come risposta operativa.
La seconda giornata amplia ulteriormente lo sguardo, mettendo in relazione finiture, coil coating e settori applicativi avanzati come l’aeronautico e il navale, dove la personalizzazione del servizio e l’aggiornamento impiantistico diventano fattori decisivi. Ecco che si approfondiscono temi di controllo qualità, di elettrochimica, di prototipazione 3D per la mascheratura, fino ad arrivare all’industrializzazione dei cicli speciali e alla tensione continua tra produzione di massa e personalizzazione.
Parallelamente si approfondiscono aspetti ingegneristici spesso trascurati nel dibattito più superficiale: la polimerizzazione, con sistemi a infrarossi e laser, l’applicazione di polveri e liquidi, la gestione dell’aria compressa e l’efficienza dei sistemi di abbattimento come gli RTO elettrici. Temi che raramente trovano spazio nei contesti più “commerciali”, ma che rappresentano il cuore del processo.
A questo si aggiunge un’attenzione concreta alla sostenibilità, affrontata non come dichiarazione di principio ma come sistema industriale complesso, che comprende il recupero energetico dai fanghi e dai reflui, la rigenerazione delle polveri fuori standard, il riutilizzo degli acidi esausti e il recupero di metalli e acqua dai processi galvanici.
I corsi di aggiornamento professionale rafforzano ulteriormente questa dimensione, offrendo momenti di approfondimento mirati e costruiti per chi in produzione lavora davvero: applicatori, terzisti, tecnici, responsabili del controllo qualità.
Tutto questo contribuisce a ridefinire anche il significato del networking. Una parola spesso abusata, svuotata da anni di utilizzo superficiale, ma che in un contesto come questo può recuperare la sua funzione originaria. Perché quando la relazione nasce da un contenuto tecnico, da un dubbio condiviso, da un problema produttivo concreto, smette di essere un esercizio formale e diventa un attivatore di valore.
Il punto oggi è proprio questo: in un’industria che parla continuamente di innovazione, sostenibilità e digitalizzazione, il rischio è quello di fermarsi alla superficie — ed è un paradosso non da poco, per chi di superfici vive.
Le tecnologie avanzano, certo. Ma senza un reale scambio di esperienze, senza casi applicativi presentati e approfonditi apertamente, senza la possibilità di mettere in discussione approcci consolidati, l’innovazione resta dichiarata, più che praticata.
Sommario
EDITORIALE | Ilaria Cardellicchio
P&E Coating Days 6^ edizione: un’occasione di confronto tecnico e di promozione di cultura industriale
L’OPINIONE DELL’UTILIZZATORE
Air.Ver. investe in una nuova granigliatrice automatica all’insegna dell’ottimizzazione della produttività e dell’innovazione nella preparazione superficiale
TECNOLOGIE DI APPLICAZIONE | Wagner
Un assistente digitale per applicare in modo efficiente le polveri, anche con esperienza limitata
TECNOLOGIE IMPIANTISTICHE | Trasmetal
Transizione impiantistica: cosa chiedere oggi all’impiantista di verniciatura
TECNOLOGIE DI APPENSIONE | Rostirolla
Ottimizzazione dell’appensione tramite telai modulari
TECNOLOGIE VERNICIANTI | Giovanni Cicatiello
Un viaggio tra storia e innovazione nella produzione di resine
FACCE NASCOSTE DELLE SUPERFICI | Maria Rosa Spini
Fili Ribelli (Whiskers) – parte 2
TECNOLOGIE E SOSTENIBILITÀ
Recupero dei metalli dai reflui galvanici: efficienza di separazione e sostenibilità reale del processo
TECNOLOGIE IMPIANTISTICHE
ReBox, i nuovi filtri riutilizzabili per cabine a secco
EXPORT
Dal 1 maggio l’accordo UE-Mercosur in applicazione provvisoria
EVENTI
Dietro le quinte delle superfici, Villa Farsetti, Santa Maria di Sala (Venezia), 15 maggio 2026













