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Cicli di finitura ad alta personalizzazione: un’esperienza di industrializzazione dei cicli per conto terzi

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La personalizzazione delle finiture è una tendenza in accelerazione, che si manifesta non solo nell’accorciamento e moltiplicazione dei singoli lotti ma sempre più anche all’interno di ciascun lotto, tra pezzo e pezzo. Vediamo come la verniciatura per conto terzi risponde a questa tendenza, ricercando l’industrializzazione della personalizzazione dei cicli di finitura.

Anbo Industry (Altivole, Treviso, Italia), azienda fondata da Andrea Bonin, è un esempio di quella ricerca dell’industrializzazione dei processi personalizzati dei cicli di finitura che da un lato risponde a una chiara tendenza di mercato, dall’altro la conferma e stimola, offrendo all’industrial design una gamma illimitata di effetti in scala industriale, dunque a prezzi competitivi.
Dispone di due diversi stabilimenti, uno più dedicato alla verniciatura industriale a liquido di materie plastiche e metalli per conto terzi, dove si verniciano lotti di media e grande dimensione, e l’altro dove si applicano cicli ad alta personalizzazione, con differenti tecnologie a partire dalla cubicatura (internazionalmente definita, hydrographic printing), intorno a cui ha sviluppato le sue esperienze d’industrializzazione e un mercato internazionale.

Andrea Bonin ci presenta in queste pagine la traiettoria di Anbo Industry, le sue potenzialità e le aspettative per il futuro.
AB – Anbo Industry è una realtà che nasce una ventina d’anni fa con l’obiettivo, fin da subito, di focalizzarsi e di concentrarsi sul mondo delle lavorazioni e dei trattamenti delle superfici di nicchia, quindi delle verniciature molto particolari – i cosiddetti effetti speciali – e della decorazione industriale tridimensionale, in particolar modo utilizzando la cubicatura.
In quest’ambito, con non pochi sforzi e non pochi investimenti, ci siamo ricavati fin da subito una fascia interessante di clientela in ambito italiano, soprattutto nelle zone settentrionali più manifatturiere e competitive. Spinta commerciale, marketing e investimenti continui ci hanno permesso di accedere anche in campi dove le potenzialità della cubicatura era completamente sconosciuta.
Francamente, credo che le potenzialità di questo processo siano a tutt’oggi in buona parte inespresse, ci sono settori e campi d’applicazione che iniziano solo adesso a prendere atto del tipo di finiture che si possono ottenere, integrandolo con i più avanzati processi di trattamento e verniciatura delle superfici di pezzi di differenti materiali e forme 3D.
Per quanto riguarda le finiture mediante cubicatura oggi la nostra azienda è diventata un riferimento a livello europeo, in termini di numeri e collaborazioni.
Abbiamo sviluppato esperienze in tantissimi settori manifatturieri differenti: probabilmente è questa la caratteristica di Anbo Industry che strategicamente ha influito maggiormente sulla nostra costante crescita. Non ci siamo focalizzati solamente in un unico o pochi settori – cosa che invece ha caratterizzato la proposta generale del mercato della cubicatura, diretta quasi esclusivamente al mondo automotive – abbiamo sempre avuto un focus multisettoriale, una “politica” che ha richiesto una spinta commerciale e di marketing importante.
Per inciso, credo che Anbo Industry sia l’unica realtà a livello europeo che ha un ufficio marketing interno per promuovere l’uso di questa tecnologia, per spiegare ai potenziali clienti le possibilità offerte dai nostri trattamenti, cubicatura compresa.

MVM – Dunque, diversificazione e integrazione di sistemi decorativi, in particolare la cubicatura, con la verniciatura industriale, per ottenere finiture personalizzate su oggetti ottenuti con differenti materiali.
AB – Abbiamo attualmente due stabilimenti produttivi dislocati a circa una ventina di chilometri l’un dall’altro. Una è una realtà che abbiamo assorbito da quasi due anni, attiva nel mondo della verniciatura industriale a liquido, quindi con cicli per supporti metallici, plastici e una gamma di possibili altri materiali.
L’altra è lo stabilimento principale, dove spingiamo molto sulle finiture personalizzate, sviluppiamo le specialties, le lavorazioni di nicchia, sempre con la focalizzazione sull’industria, per un target industriale di aziende di dimensioni medie e grandi, ma anche piccole realtà con produzioni ad alto valore aggiunto.

MVM – Una focalizzazione che implica l’industrializzazione dei processi di personalizzazione. Ricordo che, ai suoi albori, la cubicatura aveva un problema di processo discontinuo e piccoli numeri.
AB – Sì, certamente. Noi abbiamo a disposizione 2 linee completamente automatiche:
una gestisce il formato “piccolo e medio” – per piccolo e medio intendiamo sempre una dimensione del film (larghezza) di 1200 mm. Teniamo conto che lo standard europeo è di 1000 mm, le nostre vasche sono di dimensioni superiori e permettono il trasferimento delle grafiche su pezzi a forte sviluppo tridimensionale.
La vasca di questo primo impianto permette, infine di trattare singoli pezzi lunghi fino a 1000 mm. L’impianto sviluppa un ciclo di lavoro in continuo
il secondo impianto automatico, invece, può gestire pezzi di oltre 4.000 mm. Mi risulta che non esistono vasche con questa capacità in Europa, per cicli in continuo.
Tanto per avere un’idea della dimensione dei pezzi che possiamo trattare, cubichiamo cofani funebri, o ancora pannelli per l’isolamento acustico stradale. In questo caso gestiamo pannelli lunghi fino a 4200 mm.

Una terza linea è semiautomatica. Con questa linea processiamo le piccole serie, le campionature, la prototipazione e le attività di ricerca e sviluppo. La vasca ha una superficie effettiva d’immersione fino a 3600 mm, quindi ci permette grande flessibilità d’uso.

MVM – Passiamo ai materiali
AB – Anche per quanto riguarda i supporti, abbiamo una grande libertà d’impiego: le materie plastiche – a partire dall’ABS, che presenta meno problemi di preparazione della superficie – passando per i polimeri più “difficili” come il PP – che richieda una preparazione più lunga, con una fase aggiuntiva di flammatura fuori linea, che riteniamo ancora imprescindibile se si vuole garantire l’adesione della finitura nel tempo – e i metalli, sia ferrosi che non ferrosi. Dall’alluminio all’acciaio, anche inox.
Come già accennato (i cofani), cubichiamo il legno – anche in questo caso è necessaria una fase di preparazione specifica, isolante, direi “sigillante”, dato che il processo prevede la “stampa in acqua” e, soprattutto, un risciacquo successivo – oggetti in vetro e ceramica.
Per tutti questi materiali abbiamo maturato un know-how specifico, in questi vent’anni di sviluppo, tipico di un’azienda che tratta e vernicia con cicli di qualità oggetti di varia natura, con esigenze estetiche e di resistenza di alto livello.

Le fasi di pretrattamento e verniciatura sono, infatti, fondamentali per ottenere superfici esteticamente ineccepibili in entrambi i sensi.
In verniciatura abbiamo fasi d’applicazione robotizzata (3 robot antropomorfi) e, recentemente, abbiamo ampliato il reparto con una nuova area attrezzata per ottenere finiture di livello carrozzeria, in camera bianca. In quest’area l’attività è attualmente ancora manuale, ma abbiamo già in programma l’introduzione di un altro robot antropomorfo, a 6 assi.
Abbiamo un reparto per la levigatura/lucidatura attrezzata con una cabina aspirata di grandi dimensioni, 12.000 x 4.000 mm.
La preparazione dei fondi è pure effettuata in area isolata (applichiamo anche fondi poliestere con relativa area di stuccatura/levigatura).
Infine, per i processi bi o tri-colore oppure pezzi con esigenze estetiche e funzionali speciali, abbiamo attrezzato un’apposita area per l’applicazione delle apposite mascherature.

MVM – In definitiva, processi complessi ma industrializzati
AB – Si, l’industrializzazione è uno degli obiettivi che abbiamo sempre presenti, la possibilità di rendere industriali fasi e processi che di solito sono affrontati artigianalmente. Oltre ai robot antropomorfi e ai vari automatismi – quelli che abbiamo in uso offrono una importante flessibilità d’uso – stiamo valutando anche l’automazione del rivestimento per minuterie, mediante l’installazione di un sistema a rotobarile.
Per concludere, credo che la personalizzazione, a fronte di uno sforzo continuo di industrializzazione e di comunicazione al mercato delle potenzialità dei nostri cicli speciali, sia una delle caratteristiche che distinguono l’offerta della nostra azienda sul mercato, non solo italiano, ma europeo.

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