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Efficienza e risparmio: strategie e soluzioni per il futuro durante i P&E Express Campania

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Foto: Massimo Canfora, Obiettivo Aziende

L’innovazione tecnologica, nel settore della verniciatura industriale, non si limita all’aggiornamento di prodotti e impiantistica, ma implica anche la definizione di una strategia e la progettazione di un percorso a lungo termine, volto a massimizzare le prestazioni e ridurre i consumi. Lungo la filiera del rivestimento delle superfici, sono numerose le soluzioni tecnologiche disponibili che consentono di ottenere finiture di alta qualità minimizzando gli sprechi, promuovendo così criteri di sostenibilità. L’incontro P&E Express ospitato nell’Academy Guido Moschini di Laminazione Sottile, a San Marco Evangelista (CE) ha avuto come scopo individuare una linea guida per affrontare i cambiamenti.

La giornata dei P&E Express è pensata appositamente per le aziende di alcune zone d’Italia distanti dalle zone più ricche in termini di occasioni d’incontro per il nostro settore, con l’obiettivo di offrire loro strumenti concreti per migliorare l’efficienza e la sostenibilità dei propri processi produttivi. Questi incontri territoriali portano direttamente alle imprese soluzioni innovative che permettono di risparmiare, in particolare nel campo della verniciatura. Nella seconda parte dell’evento, l’attenzione si amplia coinvolgendo anche i “prescrittori” – progettisti e designer – ai quali vengono presentate le ultime tendenze estetiche e le novità nel mondo delle finiture.
Ospitati nell’Academy Guido Moschini di Laminazione Sottile, importante realtà produttiva del film sottile di alluminio e delle sue applicazioni, l’incontro P&E Express Campania ha visto la partecipazione di importanti “testimonial” che hanno portato le loro esperienze ai partecipanti.

A fare gli onori di casa, in rappresentanza di Massimo Moschini, presidente del gruppo Laminazione Sottile, è stato Ciro Sinagra, Senior Advisor R&D. Sinagra ha accolto i partecipanti e illustrato le molteplici sfaccettature del gruppo, composto da diverse aziende specializzate che coprono l’intera filiera produttiva: dalla produzione del film sottile di alluminio, curata dalla casa madre, alla verniciatura del coil in Italcoat, fino alla realizzazione di vaschette e contenitori per alimenti in Contital, per concludere con IPS – Industrial Packaging Solution, azienda situata in provincia di Alessandria e attiva nella produzione di fogli di alluminio per imballaggio flessibile.

Martina Montinaro, PhD, MBA e Scientific Manager, con una esperienza sia di ricerca universitaria in Italia e all’estero che di responsabile della sostenibilità di una importante azienda terzista di verniciatura, ha presentato al pubblico come affrontare il trasferimento tecnologico per accelerare l’evoluzione dei trattamenti di superficie. Sostiene infatti Martina Montinaro che «l’innovazione tecnologica e organizzativa è fondamentale, ma non sufficiente: serve un cambio di paradigma verso un modello aperto e collaborativo. Nel settore dei coating, in particolare, la complessità normativa, i lunghi tempi di sviluppo e la necessità di test accurati rendono indispensabile il coinvolgimento di reti interdisciplinari e partner qualificati. In questo contesto, il trasferimento tecnologico diventa un asset strategico, non più un passaggio secondario. Per essere efficace, richiede infrastrutture dedicate, figure professionali ibride e una collaborazione strutturata tra ricerca pubblica e industria».
Martina Montinaro, che aiuta e guida le aziende in questo approccio, invita tutti a considerare che: «oggi l’innovazione non può essere più intesa come un’esclusiva di reparti R&S chiusi o come un’attività accessoria. Essa deve diventare un processo distribuito, sistemico, capace di valorizzare la conoscenza scientifica, le competenze industriali, la creatività progettuale e la sensibilità ambientale».

Pasquale Forenza, Sustainability Manager, ha presentato l’attività svolta all’interno del gruppo DVF, importante realtà tutta italiana di estrusione di profili di alluminio, verniciatura e altri trattamenti di superficie, con sedi produttive in Italia (4 sedi), in Brasile (2 sedi) e in Australia, per la redazione del bilancio di sostenibilità che ha visto una approfondita raccolta di dati per ridurre le emissioni ambientali con un approccio innovativo. A partire dall’analisi dell’LCA attraverso la valutazione degli effetti sulle categorie di impatto, si sono individuate le azioni correttive necessarie per ottenere i risultati richiesti.
Azioni che hanno visto principalmente agire sulle seguenti categorie di impatto:

  • ottimizzazione dei processi produttivi (abiotic depletion, eutrophisation)
  • approvvigionamento sostenibile (GWP, ozone depletion)
  • riduzione delle risorse e delle materie prime (abiotic depletion)
  • eco-design del packaging (eutrophisation, ecotoxicity)
  • efficienza energetica (abiotic depletion)
  • efficienza idrica (abiotic depletion)
  • simbiosi industriale (abiotic depletion, GWP)
  • ottimizzazione dei processi logistici (GWP, ozon layer depletion).

I dettagli dell’approccio di DFV alla sostenibilità saranno pubblicati in uno dei prossimi numeri di Verniciatura Industriale.

Martina D’Alessandro, Process Engineer Specialist di Italcoat ha presentato il nuovo impianto di verniciatura del coil installato recentemente e delle soluzioni adottate per rendere l’impianto ad alta efficienza, a partire dalla catena di fornitura completamente integrata. L’impianto è strutturato in 6 zone, ciascuna delle quali è stata progettata in funzione di esigenze di produttività (fino a 200 m/min), con spessori del film di vernice applicato (grammatura) 0,5–30 g e differenti tipi di vernice (idrofili – poliuretani – viniliche – epossidiche – fenoliche, altro). I forni di essiccazione (8 moduli di riscaldamento e 3 di raffreddamento) sono caratterizzati dalla mancanza di appoggi, utilizzando una tecnologia di flottazione del foglio (per maggiori dettagli vedi VI 683 – marzo 2025).

Matteo Totaro, ingegnere gestionale di MGS Verniciature di Monte Sant’Angelo (FG) ha trattato il tema dell’influenza del gas vettore sull’efficienza del processo di verniciatura a polvere frutto della ricerca universitaria effettuata presso l’Università degli studi di Roma Tor Vergata e applicata all’azienda di famiglia.
Lo studio ha confermato che l’uso dell’azoto nell’elettrodeposizione porta benefici concreti entro un raggio d’azione definito, supportando decisioni d’investimento informate.
Dal punto di vista meccanico, la spruzzatura tradizionale offre migliori prestazioni.
Per le finiture lucide, l’azoto migliora la brillantezza; per quelle opache, l’effetto è eccessivo e quindi indesiderato.
Infine, si registrano miglioramenti nella distensione del film e nella copertura delle aree difficili, come la gabbia di Faraday.
Anche in questo caso si rimanda alla pubblicazione dell’articolo completo in Verniciatura Industriale 672 – aprile 2024.

Nella seconda parte della mattinata le aziende partecipanti hanno presentato le loro soluzioni tecnologiche. In particolare, Cristiano Mariani e Heros Zocchi, rispettivamente titolare e direttore tecnico di Est Chemie hanno presentato le soluzioni per il settore dei trattamenti dell’alluminio, sia di pretrattamento che di trattamento delle acque di processo.
Per la preparazione alla conversione delle superfici di alluminio Est Chemie propone una gamma di prodotti per il lavaggio alcalino, ad alto potere lavante, e una gamma di prodotti di sgrassaggio e disossidanti acidi.
Sono differenti i prodotti no-rinse nanotecnologici, adatti a diverse applicazioni, a base di zirconio/titanio e coadiuvante di adesione, con organosilani e titanio, oppure a base di resine acriliche. Come prodotto passivante, sempre nanotecnologico Heros Zocchi presenta un trattamento a base di poli-organo silani (POS) da policondensazione e titanio chelato.
L’azienda offre soluzioni ad alte prestazioni, tutte formulate e prodotte interamente nello stabilimento italiano. A completamento della proposta, mette a disposizione una serie di servizi pensati per garantire un supporto completo al cliente: dalla consulenza tecnica per la definizione dei processi, alle analisi di laboratorio, fino all’assistenza tecnica – sia in presenza che da remoto – per il monitoraggio dei dosaggi e l’uso ottimale dei prodotti. Non manca infine un servizio di formazione dedicato al personale, volto a garantire competenza e autonomia nella gestione delle soluzioni adottate.

Michele Peretti, di Eurotherm, ha presentato uno dei fiori all’occhiello dell’azienda impiantistica piemontese: i forni di polimerizzazione a tecnologia ibrida. Questi impianti innovativi sono in grado di funzionare sia con energia proveniente da fonti rinnovabili, come i tetti fotovoltaici, sia con alimentazione a gas. La tecnologia sviluppata da Eurotherm permette non solo di alternare le due fonti energetiche, ma – ed è questo l’aspetto più innovativo – anche di utilizzarle in modo combinato. In particolare, il sistema è progettato per integrare automaticamente il gas nei momenti in cui la produzione di energia da fonti rinnovabili risulta insufficiente, garantendo così continuità ed efficienza operativa.

Uno dei temi fondamentali per risparmiare in produzione è quello di gestire in maniera efficiente la produzione, riducendo i tempi morti e l’intervento della manodopera. Ne ha parlato Simeone Maitan di Euromask, sostenendo che la mascheratura rappresenta un passaggio strategico per garantire alte prestazioni e sostenibilità nel ciclo produttivo. Riducendo la necessità di rilavorazioni, consente di contenere tempi e costi, ottimizzando così l’efficienza complessiva. Una corretta applicazione permette di ottenere finiture uniformi e precise, migliorando sensibilmente la qualità del prodotto finale. Fondamentale nei trattamenti superficiali come verniciatura, cataforesi o sabbiatura, la mascheratura protegge le aree del pezzo che non devono essere lavorate, preservandone l’integrità e assicurando risultati impeccabili.
Per la scelta del sistema di mascheratura adatto Simeone Maitan suggerisce che: «la scelta del sistema di mascheratura più adatto dipende da una serie di fattori tecnici e operativi. Innanzitutto, è fondamentale considerare il tipo di lavorazione da effettuare – che si tratti di verniciatura, sabbiatura, saldatura o altri trattamenti – valutando le esigenze specifiche di ciascun processo. Anche il materiale del pezzo da trattare (metallo, plastica, vetro, ecc.) gioca un ruolo determinante, così come le condizioni ambientali, in particolare le temperature, che potrebbero influenzare la tenuta e la resistenza del materiale di mascheratura. Un altro aspetto importante è la facilità di rimozione: il prodotto ideale deve potersi eliminare senza lasciare residui, evitando così ulteriori operazioni di pulizia. Infine, va considerato anche l’aspetto economico: pur tenendo conto del budget, investire in materiali di qualità può significare un risparmio nel lungo periodo, grazie alla riduzione di difetti e rilavorazioni. Tenendo presenti tutti questi elementi, è possibile individuare la soluzione di mascheratura più efficace e adatta alle specifiche esigenze produttive».

Infine Fulvio Truant di NoxorSokem Group ha terminato la mattinata di presentazione di soluzione tecniche con una panoramica dei prodotti chimici dell’azienda friulana, di cui è direttore tecnico. Oltre ai prodotti di pretrattamento dei metalli alla verniciatura, NoxorSokem presenta una gamma di prodotti per il trattamento delle acque, sia di pretrattamento che delle cabine di verniciatura. L’intervento di Fulvio Truant si è concentrato principalmente sui nuovi formulati che seguono un concetto di chimica verde, «il cui obiettivo primario – spiega – è riuscire a progettare nuovi processi chimici attenti al ridimensionamento e controllo dell’inquinamento, alla sicurezza, all’ottimizzazione energetica e alla minimizzazione della produzione di rifiuti». Secondo questi principi una importante novità è il prodotto per il trattamento delle acque reflue Noxoflok 721 un coagulante di nuova generazione, a base di tannino, quindi di origine naturale, derivato da alberi da foreste controllate, ecologicamente sostenibile, per rispondere alla crescente domanda di prodotti rinnovabili, naturali e non pericolosi per l’ambiente. Lo stesso principio di sostenibilità ambientale è applicato ai prodotti per la sverniciatura.

Al termine della mattinata, dopo un piacevole pranzo di network offerto da Laminazione Sottile una parte dei partecipanti ha potuto visitare il nuovo impianto di verniciatura del coil installato in Italcoat.

Il pomeriggio è stato pensato con l’obiettivo di coinvolgere attivamente i prescrittori – architetti, designer, progettisti e tutti quei decision maker che, nel processo di definizione delle superfici, hanno un ruolo centrale nella scelta delle finiture. L’incontro ha rappresentato un’occasione di confronto e aggiornamento sulle tendenze emergenti, i materiali innovativi con il coinvolgimento di alcune docenti dell’Università degli Studi della Campania.

Grazie al racconto di Alice Palmieri, del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, abbiamo intrapreso un viaggio attraverso i colori e le geometrie del paesaggio urbano, esplorando l’opera dell’artista francese Camille Walala.

A seguire, Andrea Brotini e Salvatore Pisani – rispettivamente direttore commerciale della divisione preverniciati e direttore marketing di Marcegaglia – hanno illustrato le potenzialità di Cromatica, l’acciaio decorato prodotto nello stabilimento di Ravenna dell’azienda, leader nella lavorazione dei coil. Grazie a un innovativo impianto di stampa digitale in linea, è oggi possibile decorare la lamiera in modo personalizzato, dal pezzo unico fino a lunghezze teoricamente “infinite”, aprendo nuove prospettive creative e produttive.

Nel lavoro di Viviana del Naja – architetto e PhD in tecnologia dei materiali – la creatività si traduce in una profonda ricerca sulla percezione, con un focus particolare sull’interazione tra luce, forma e materia. Attraverso l’applicazione di principi provenienti dalle neuroscienze, in particolare nel campo dell’interior design, il suo approccio indaga come la luce, modulata dalla forma e dalla lavorazione dei materiali, possa generare ambienti immersivi e stimolare esperienze sensoriali intense. La materia, illuminata e modellata con consapevolezza, diventa strumento per evocare emozioni, benessere e connessioni profonde con lo spazio.
«Il ruolo dell’architetto e del designer si è evoluto – afferma Viviana del Naja – oggi materiale e immateriale camminano insieme. È necessario sviluppare una comprensione spaziale integrata, che tenga conto della forma, della qualità ambientale e degli stimoli percettivi in grado di attrarre l’utente, sempre più alla ricerca di ambienti armoniosi, accoglienti e positivi per il proprio benessere psico-fisico».

Laura Ricciotti, docente in Material Science al Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, ci ha portati nella dimensione del colore strutturale, il colore visibile che non è definito dai pigmenti ma dalle proprietà degli stessi materiali, cioè dalle loro proprietà che definiscono effetti di interferenza e diffrazione della luce. Infatti «I colori strutturali non dipendono da pigmenti o tinture, ma da interazioni fisiche della luce con micro- o nanostrutture presenti nel materiale» – spiega Laura Ricciotti. A differenza dei pigmenti di sintesi, sono colori che non sbiadiscono e dipendono dal punto di vista.

Infine Ciro Sinagra ha concluso i lavori spiegando alcuni utilizzi del film sottile di alluminio, in contesti quali l’architettura e il design, e alle doti di leggerezza e flessibilità di questo materiale.

Maggiori approfondimenti dui temi trattati nella sessione pomeridiana saranno riportati nella rivista Finiture Green.