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Astrobio: un futuro sostenibile per l’industria dei rivestimenti

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Intervista a Carlo Salvato e Mirko Zago, rispettivamente direttore commerciale e R&D manager di Astrobio
a cura di Giovanni Cicatiello

L’industria moderna si confronta con l’urgente necessità di integrare la sostenibilità con il progresso economico. In questo contesto, l’adozione di materie prime di origine biologica è cruciale, specialmente nel settore dei rivestimenti.

L’emergenza climatica e la crescente attenzione alla salute impongono soluzioni innovative per ridurre l’impronta di carbonio e aumentare la sicurezza. La divisione Astrobio di Soft Chemicals di Arsago Seprio (Varese) si posiziona come pioniera in questa transizione, offrendo alternative bio-based ai solventi tradizionali.

Materie prime bio-based
Abbiamo incontrato Carlo Salvato e Mirko Zago, rispettivamente direttore commerciale e R&D manager di Astrobio per discutere di sostenibilità e materie prime bio-based.

GC – Ci raccontate la vostra storia, di cosa vi occupate e quali prodotti offrite?
Soft Chemicals è nata nel 2023 dalla fusione di tre aziende: Liberty Chemicals, Poly Chemicals e Soft Chemicals. L’azienda, come le tre dalla cui fusione ha avuto origine, è concentrata in particolare, anche se non esclusivamente, sul tessile, fornendo prodotti chimici per l’intera filiera.
L’operatività sul mercato di Astrobio come divisione ha origini più antiche, iniziando circa 20 anni fa. Nacque per offrire soluzioni per ridurre la tossicità e migliorare le schede di sicurezza dei prodotti nei quali i solventi bio-based sostituivano quelli d’origine completamente fossile.
Oggi Astrobio formula miscele solventi sostenibili prevalentemente a partire da materie prime provenienti da fermentazioni di biomasse. Acquistiamo le molecole che ci servono e le combiniamo in blend (miscele) per replicare il comportamento chimico-fisico dei solventi d’origine fossile. Il nostro scopo è superare i limiti delle singole molecole bio-based, offrendo soluzioni sostenibili e meno tossiche.
Disponiamo di un catalogo prodotti, ma ogni soluzione richiede una discussione tecnica per la specifica applicazione, dato che i nostri solventi non sono sostituti universali. Offriamo alternative bio-based per solventi aromatici, esteri, glicoli, alcoli, chetoni, ammidi, pirrolidoni e paraffine. I nostri prodotti sono progettati per fornire un concreto contributo alla lotta contro i cambiamenti climatici e per essere meno tossici rispetto alle loro controparti fossili. Per ogni nostro solvente, forniamo i dati sulla carbon footprint e sul contenuto biologico mediante certificazioni e dichiarazioni redatte secondo standard riconosciuti internazionalmente.
Come facilmente comprensibile operiamo in un’ampia gamma di settori (per esempio Resins, Coatings & Inks, Oil & Gas, Energy & Lubricants, Surface Treatments, Adhesives & Sealants, Filtration Technologies). L’azienda fattura intorno ai 30 milioni di euro. Abbiamo due siti produttivi; uno ad Arsago Seprio l’altro a Marnate (Varese).

GC – Quali principi vi hanno spinto a concentrarvi sulla sostenibilità e a credere così tanto in questo progetto?
Lo spunto è stato la riduzione della tossicità dei solventi al fine di renderli meno pericolosi per gli addetti ai lavori e per i consumatori finali. Successivamente, la sostenibilità è divenuta un pilastro della nostra politica di sviluppo, affiancando la ridotta tossicità. I materiali sostenibili, come i solventi bio-based, sono fondamentali per la lotta ai cambiamenti climatici perché consentono di ridurre notevolmente le emissioni di gas clima alteranti. Siamo convinti che l’impegno ambientale sia necessario, poiché i costi del non agire e degli inevitabili interventi a posteriori supererebbero di gran lunga quelli di un graduale inserimento di materie prime sostenibili, attualmente più costose delle loro controparti fossili. Crediamo sia cruciale cambiare il modo di lavorare e produrre.
Siamo stati dei pionieri della sostenibilità ambientale, iniziando più di 20 anni fa, quando il tema non era d’attualità. Il nostro approccio è sempre stato quello di porci come punto di riferimento per le aziende sensibili a queste tematiche. L’enorme interesse che riceviamo, senza alcuno sforzo di marketing, e la graduale e costante crescita che ha caratterizzato l’ultimo quinquennio, sono la prova che l’industria sta cambiando verso il “sostenibile”.
Un principio chiave è il supporto alle aziende per la riduzione delle emissioni secondo Scope 3 (emissioni indirette di gas serra che si generano in un’organizzazione aziendale, come quelle derivanti dalle materie prime utilizzate nel processo produttivo). A supporto dei nostri prodotti, forniamo una serie di dati e documentazioni che possono aiutare l’ottenimento di certificazioni di settore e non. Per esempio, EcoLabel ed Ecovadis.
Nella scelta delle nostre materie prime siamo molto attenti al potenziale conflitto con la filiera alimentare, privilegiando l’uso di scarti agricoli e industriali. Sebbene non sempre garantibile al 100%, siamo fiduciosi che con lo sviluppo tecnologico, tali problematiche saranno superate.

GC – Quali materie prime sostenibili offrite specificamente per il settore delle vernici e quali vantaggi concreti apporta il loro utilizzo nell’industria?
Come per altre applicazioni, anche nel settore vernici Astrobio offre formulazioni di molecole bio-based progettate per replicare le proprietà chimico-fisiche dei solventi fossili. La nostra forza è creare blend che superano i limiti delle singole molecole bio-based. Lavoriamo con i clienti per individuare la soluzione più idonea, anziché proporre sostituti universali.
Forniamo alternative per solventi problematici come xilene, paraffine e chetoni, difficili da reperire in forma bio. Lavoriamo su parametri cruciali (pressione di vapore, tasso di evaporazione, compatibilità), cercando di replicare il più fedelmente possibile le stesse prestazioni dei prodotti formulati con i solventi tradizionali.
I vantaggi concreti nelle vernici sono:

  • ridotta tossicità. Meno pericolosi, con minori frasi di rischio e pittogrammi, migliorano la sicurezza
  • sostenibilità ambientale. Derivati da biomassa, riducono l’impronta di carbonio rispetto ai derivati fossili. Contribuiscono a diminuire le emissioni Scope 3 e al raggiungimento degli obiettivi di emissioni prefissi
  • prestazione tecnica equivalente. Le formulazioni offrono caratteristiche applicative e di resistenza paragonabili ai solventi tradizionali. Le conferme arrivano da diversi settori produttivi là dove sono già stati introdotti prodotti con queste innovazioni
  • supporto alle certificazioni. Facilitano l’ottenimento di EcoLabel, EPD, e migliorano i punteggi EcoVadis
  • innovazione per nuove linee di prodotto. Ideali per lo sviluppo di nuovi prodotti più sostenibili, evitando complesse modifiche di formulazioni esistenti.

Stiamo esplorando l’uso dei nostri solventi anche nella sintesi di nuove resine per le vernici, sostituendo i solventi organici in processi come la polimerizzazione. Il nostro impegno è offrire soluzioni ecologicamente responsabili e tecnicamente performanti.

GC – Come vedete il momento attuale dell’industria delle vernici per quanto riguarda i temi della sostenibilità?
Il settore delle vernici si trova in una fase complessa riguardo la sostenibilità, tra opportunità e sfide. Negli ultimi cinque anni, abbiamo notato un enorme interesse per le nostre soluzioni. Le richieste provengono spesso da grandi gruppi internazionali, segno di crescente consapevolezza del mercato. Aziende lungimiranti agiscono proattivamente, anticipando future normative. Il Nord Europa è già molto avanzato legislativamente e in termini di interesse. Anche la Cina mostra una crescente attenzione ambientale.
Nonostante l’interesse, la conversione in vendite concrete è ancora lenta. I progetti sono estremamente lunghi, a volte pluriennali. Le cause principali sono pratiche ed economiche, c’è riluttanza a modificare formulazioni e processi esistenti. Si cerca un sostituto “uno a uno” senza adattamenti, cosa complicata. I nostri prodotti sono oggi più costosi dei derivati fossili a causa dei minori volumi produttivi delle molecole bio-based.
Pesa inoltre l’incertezza normativa, l’assenza di linee guida internazionali chiare rende il panorama delle certificazioni complesso e ancora poco chiaro.

Siamo comunque ottimisti. Crediamo che il mercato si orienterà verso soluzioni sostenibili, con i grandi gruppi chimici che iniziano ad investire in bioraffinerie. La sfida è far comprendere che il passaggio al bio-based richiede un cambiamento di mentalità e un approccio responsabile. Astrobio è impegnata a sensibilizzare su questo aspetto, convinta che il futuro sia nell’innovazione sostenibile.