Intervista a Marco, Massimo, Francesco e Riccardo Vitelli, Mirodur
Nel mondo delle vernici industriali la capacità di essere vicini alle richieste del cliente non è più solo un vantaggio competitivo, ma una necessità impellente. In un mercato che richiede risposte rapide, personalizzate e tecnologicamente avanzate, l’eccellenza italiana si distingue per una passione che si tramanda di padre in figlio.
Ad Aprilia (Latina), questa tradizione vive in Mirodur, un’azienda che ha saputo evolversi attraverso tre generazioni. Oggi incontriamo i protagonisti di questa storia (fig. 1): Massimo e Marco Vitelli, amministratori delegati, insieme alla terza generazione rappresentata da Riccardo (figlio di Marco) e Francesco (figlio di Massimo).
Da un negozio in centro a Roma alla produzione di vernici, qual è la storia di Mirodur?
Massimo Vitelli: Tutto ebbe inizio a Roma, in Piazza del Risorgimento, dove la nostra famiglia gestiva da due generazioni un emporio di articoli per la casa e cristalli di fronte a San Pietro. I tre fratelli Mario, Ugo (nostro padre) e Renato, alla fine degli anni ’50, intuirono che il futuro era nell’industria. Attraverso i contatti nelle cristallerie, acquisirono un brevetto belga per una vernice al clorocaucciù applicata dietro gli specchi, chiamata ‘Miroir-durée’ (durata dello specchio), da cui deriva il nome Mirodur. La produzione iniziò nel 1957 alla Magliana, in quello che allora era un piccolo capannone in mezzo alla campagna. Da lì ci spostammo a Pomezia nel 1962 e infine ad Aprilia nel 1982, in quello che è l’attuale stabilimento (fig. 2).
Come vi siete specializzati nel tempo nel settore delle vernici industriali?
Marco Vitelli: Il passaggio cruciale avvenne quando il mercato degli specchi cambiò e noi virammo con decisione verso l’industria. Durante il boom economico, ci specializzammo nelle vernici per metallo mono, bicomponenti e in particolare smalti a forno per mobili metallici e scaffalature. La nostra vera forza è stata lo sviluppo del B2B: non vendiamo solo un prodotto, ma una soluzione customizzata sull’impianto del cliente. Ogni formula è studiata per rispondere a specifiche temperature di forno, tempi d’essiccazione o metodi d’applicazione. Nel 2016, abbiamo ulteriormente rafforzato questa specializzazione acquisendo lo storico colorificio Albesiano Sisa Rossi di Torino, ampliando così il nostro know-how e la nostra presenza nel Nord Italia.
Dalla passione per la meccanica di Renato avete inventato Turbomill, il mulino di macinazione tra i più diffusi al mondo. Qual è la sua storia?
Massimo Vitelli: Questa è la creazione di nostro zio Renato, un vero genio della meccanica. Lui voleva superare i limiti dei mulini di macinazione di pigmenti tradizionali e inventò il primo mulino a immersione, il Turbomill, brevettato nel 1989 (fig. 3). L’idea rivoluzionaria era poter fare la macinazione in tempi più brevi della vernice nella stessa vasca dove era stata precedentemente dispersa, con un cestello che al termine si pulisce quasi da solo ruotando nel solvente, permettendo il cambio colore in pochi minuti. Ad oggi il Turbomill è stato venduto in 75 paesi del mondo, utilizzato anche dalle più grandi multinazionali del settore.
Torniamo alle vernici. Qual è la vostra offerta di prodotti vernicianti per l’industria e a quale mercato vi rivolgete?
Riccardo Vitelli: La nostra gamma copre a 360 gradi le esigenze della general industry. Offriamo vernici a solvente e all’acqua, sistemi anticorrosione avanzati e il sistema tintometrico Miromix, con oltre 25.000 formule colore. Siamo pionieri negli epossidici ad alto solido (HS) e solvent-free per la verniciatura interna di serbatoi e condotte, con certificazioni importanti come Snam e Gazprom. Ci rivolgiamo sia al mercato italiano che a quello internazionale, siglando accordi commerciali con importanti distributori.
Come è strutturata l’azienda tra dipendenti, laboratori e produzione?
Massimo Vitelli: Mirodur si estende su un’area di 15.000 m², con 8.000 m² coperti. Contiamo circa 40 dipendenti. Il cuore dell’innovazione è il nostro laboratorio R&S di 300 m², attrezzato con strumenti all’avanguardia per test di nebbia salina, invecchiamento accelerato (Xeno Test) e resistenza meccanica. Sei tecnici lavorano costantemente al controllo qualità e allo studio di nuovi cicli vernicianti. La produzione è organizzata per flussi: abbiamo 12 serbatoi esterni per i solventi principali e una serie di dispersori e mulini Turbomill di varie potenze che ci permettono di produrre dai piccoli lotti fino a 3.000 litri per volta (fig. 4).
Quanto è importante in Mirodur l’innovazione e l’attenzione alla sostenibilità?
Marco Vitelli: È fondamentale. Siamo certificati ISO 9001, 14001 e 45001. Già da anni abbiamo eliminato sostanze pericolose come il catrame e i pigmenti a base di cromo esavalente e piombo dalla nostra produzione. La nostra ricerca è orientata verso prodotti eco-friendly, riducendo i COV (composti organici volatili) e ottimizzando i processi produttivi per minimizzare l’impatto ambientale e lo spreco di risorse energetiche.
Quali sono i progetti futuri di Mirodur?
Riccardo Vitelli: Il futuro di Mirodur passa per una crescita internazionale sempre più marcata. Partecipiamo attivamente alle principali fiere di settore, come PaintExpo in Germania, che per noi è una vetrina fondamentale per incontrare distributori da tutta Europa e dai paesi dell’Est, dove il marchio Made in Italy è ancora sinonimo di eccellenza assoluta. Non dimentichiamo però l’Italia, dove presidiamo eventi come l’Autopromotec di Bologna per il settore carrozzeria e industria.
Francesco Vitelli: Sul piano operativo, stiamo attuando una profonda riorganizzazione dello stabilimento di Aprilia. L’obiettivo è separare nettamente le aree di stoccaggio delle materie prime da quelle di confezionamento e spedizione, sfruttando meglio l’altezza del magazzino per fare spazio alla nuova linea dedicata alla distribuzione. Mentre il B2B lavora su commessa, il mercato dei rivenditori richiede prodotti pronti a magazzino; questa ristrutturazione logistica ci permetterà di essere ancora più rapidi e flessibili, mantenendo quella qualità che da tre generazioni definisce il nome Mirodur.
















