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Dentro la cataforesi di Farina Verniciatura

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Una nuova generazione alla guida della storica azienda di Correggio: Roberto Bartoli traccia la rotta verso diversificazione e aumento dei volumi.

Dal 2023 Farina Verniciatura, storica realtà dedicata alla verniciatura a polvere, è passata sotto il controllo di Bartoli Luca che ne ha acquisito la proprietà. Oggi alla guida della società, che rimane indipendente dall’azienda madre e con cui in parte crea sinergie commerciali, c’è Roberto Bartoli, nel cui DNA è scritta la verniciatura industriale.

La sua è una storia che vale la pena farsi raccontare: «ho iniziato a lavorare a 16 anni, durante i periodi estivi, nell’altra azienda di famiglia a Formigine, la Bartoli Luca, fondata nel 1982 da mio nonno come carrozzeria e poi trasformata da mio padre in una verniciatura industriale. Mio padre ha iniziato a gestirla da giovanissimo e la porta avanti ancora oggi. Io, prima di entrare in azienda, ho seguito un percorso di laurea in marketing e organizzazione d’impresa a Reggio Emilia, continuando comunque a collaborare con l’azienda tra studio e lavoro. Nel luglio 2023 abbiamo acquisito questa nuova realtà, la Farina Verniciatura, e mi è stato chiesto di gestirla direttamente. Oggi mi occupo della direzione insieme a un collaboratore tecnico che segue la parte impiantistica» spiega Bartoli.

L’azienda di Formigine, la Bartoli Luca e Farina Verniciatura di Correggio, sono realtà che lavorano in parallelo ma in mercati differenti: la prima è focalizzata sulla verniciatura a liquido nell’ambito dell’anticorrosione, grandi strutture di carpenteria metallica e verniciature industriali in cantiere, mentre l’azienda di Correggio si rivolge a settori industriali diversi legati all’automotive e pezzi in serie.

L’impianto di cataforesi e di verniciatura a polvere

Fondata inizialmente come realtà specializzata nella verniciatura a polvere, Farina Verniciatura ha successivamente ampliato le proprie competenze introducendo la cataforesi epossidica (cosiddetta “nera”) nel 2007, processo che oggi rappresenta circa il 70% del business, a fronte di un 30% dedicato ancora alla verniciatura in polvere.
La produzione si concentra soprattutto su minuteria e pezzi di piccole/medie dimensioni che necessitano di una protezione anticorrosiva di alta prestazione. Per questo motivo molti pezzi hanno un trattamento di cataforesi e vengono così consegnati ai clienti, senza ulteriori passaggi. Prima del processo di cataforesi i pezzi sono sottoposti a un pretrattamento, a più stadi, che comprende un decappaggio in linea e una fosfatazione tricationica con sali di ferro, per garantire l’adesione anche su alluminio e zinco. Parte dei pezzi vengono poi condotti all’ impianto di verniciatura a polvere.

Come spiega Bartoli: «nel nostro impianto è presente una linea di decappaggio, che utilizza un trattamento acido per la rimozione della calamina e delle impurità derivanti dalle lavorazioni di carpenteria, fino a uno spessore di circa 4-5 millimetri. Oltre questa soglia, qualora siano ancora presenti residui, si procede con la sabbiatura che realizziamo internamente. Si tratta di una dotazione particolarmente efficiente: la linea di decappaggio, integrata nel processo produttivo, consente infatti di evitare un passaggio aggiuntivo. Credo che, nella nostra area, siamo gli unici ad averne una installata in linea».

Il cuore dell’azienda: la cataforesi

L’impianto così come è stato strutturato, si è rivelato perfetto per lavorazioni di minuteria, soprattutto di piccole e medie dimensioni e con volumi elevati. Questo tipo di produzione consente di saturare al meglio l’impianto e di mantenere un prezzo altamente competitivo, tema necessario quando ci si confronta con settori come quello dell’automotive.

«Ci sono lavorazioni con volumi molto alti, dove il prezzo è l’elemento determinante; su altre invece si può ragionare diversamente. Attualmente, l’automotive per noi pesa circa il 12-13% del fatturato, una quota stabile ma in crescita rispetto a quando siamo entrati nel settore: in origine rappresentava solo il 5-6%» spiega Bartoli che specifica «negli ultimi mesi abbiamo investito molto nella manutenzione degli impianti, sostituendo le pistole automatiche e aggiungendo uno stadio di pretrattamento nel ciclo di cataforesi, con una nuova vasca di contenimento.
Al momento non sono previsti ulteriori investimenti strutturali, ma stiamo lavorando molto da un punto di vista commerciale per ampliare la nostra presenza sul mercato e consolidare la crescita».

Il futuro

Roberto Bartoli ha ben chiari gli obiettivi di crescita dell’azienda che gestisce: consolidare la solidità mantenendo tutti i dipendenti e implementando alcune nuove figure. «Abbiamo già potenziato l’impianto di verniciatura a polvere, che oggi lavora 8-9 ore al giorno contro le 3-4 di prima e stiamo ampliando il parco clienti, puntando su settori diversi e su lavorazioni più complesse, anche con fasi di montaggio o mascheratura. Siamo strutturati per farlo e penso che anche quest’anno potremmo chiudere con un fatturato soddisfacente e in crescita rispetto all’anno scorso».