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Supervisori di cicli di rivestimento protettivi. La formazione è un’urgenza reale.

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Conclusa la sessione autunnale del corso di formazione per supervisori di cicli protettivi organizzato da Inac (Istituto nazionale anticorrosione) in collaborazione con Anver (Associazione verniciatura industriale) e La Rivista del Colore, dedicato a diverse figure professionali impegnate nel settore dei rivestimenti protettivi delle superfici.

Durante le giornate di formazione, i partecipanti (tecnici, operatori, commerciali, responsabili di produzione) hanno letteralmente toccato con mano cosa significhi “anticorrosione”: non un insieme di nozioni astratte, ma una disciplina tecnica complessa, fatta di preparazione dei substrati, strumenti di misura, interpretazione delle specifiche, conoscenza degli impianti e dei metodi applicativi.
Oggi molte aziende affermano di applicare cicli protettivi “a regola d’arte”. Nella pratica quotidiana tuttavia, persistono ancora abitudini per così dire approssimative: misurazioni sporadiche, interpretazioni “elastiche” delle normative, applicazioni che dipendono più dall’esperienza di un singolo operatore che da procedure standardizzate. Ma occorre prendere consapevolezza del fatto che questo approccio andrà sempre più perdendo di valore, in un momento storico che presenta impianti sempre più sofisticati, normative sempre più stringenti e clienti sempre più esigenti. In questo panorama sì che vale il detto “prevenire è meglio che curare”.

Cosa differenzia questo corso rispetto agli altri
I docenti, prima di tutto. L’importanza di potersi avvalere di professionisti con una solida formazione pratica, oltre che teorica, garantisce il trasferimento di un bagaglio di informazioni direttamente riscontrabili sul campo. La teoria è importante, la pratica è fondamentale.
La docenza del corso Inac è affidata a professionisti che la corrosione la affrontano davvero, ogni giorno: Alberto Giuliani, direttore commerciale dell’azienda Pessina Angelo di Fara Gera d’Adda (BG), esperto di rivestimenti anticorrosivi e antiabrasivi, ispettore certificato Frosio, Ampp e Inac; e Giovanni Cattaneo, titolare dell’omonima azienda della provincia di Bergamo specializzata in rivestimenti anticorrosivi, anch’egli ispettore con certificazioni Frosio, Ampp, Ampp Marine e Inac, con un’esperienza reale nelle applicazioni più critiche. All’esame finale, il giudizio è invece affidato a Vincenzo Festinante, figura di riferimento con esperienza pluriennale in ispezioni e anticorrosione sul campo, ispettore certificato Inac e Frosio.
La formazione può essere uno strumento di competitività, prima ancora che di prevenzione. E un percorso formativo non è solo un’occasione per ottenere un diploma, rilasciato dopo un test finale: è un investimento strategico.
Le aziende che dispongono di supervisori realmente formati riducono drasticamente errori, rilavorazioni e contestazioni; garantiscono continuità di qualità anche in contesti produttivi complessi; rispondono in modo credibile a capitolati sempre più severi e rafforzano la propria reputazione tecnica verso clienti e partner.

La prossima sessione del corso è prevista per la primavera 2026. Per maggiori informazioni scrivere a
icardellicchio@larivistadelcolore.com