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Il PVD tra artigianalità e alta tecnologia nel cuore della fashion valley italiana

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In un settore maturo e storicamente dominato da trattamenti chimici tradizionali come la galvanica, emerge una realtà giovane e dinamica che sta ridefinendo gli standard estetici e funzionali dell'accessorio moda. Abbiamo incontrato Filippo De Pieri, co-fondatore di Milù Finishing, start-up innovativa specializzata nel rivestimento PVD, per comprendere come questa tecnologia avanzata si stia integrando in una filiera produttiva eccellente e quali siano le prospettive per il futuro delle finiture di lusso.

PM – La vostra azienda è una realtà recente nel panorama dei trattamenti delle superfici. Com’è nata l’idea e qual è il vostro posizionamento sul mercato?
FDP – Esattamente: siamo operativi dai primi mesi del 2024, anche se i primi contatti e l’ideazione risalgono al 2022. La genesi è legata alla mia precedente esperienza nel settore degli utensili da taglio, un ambito in cui i trattamenti delle superfici sono fondamentali per sopportare sollecitazioni meccaniche estreme. Quell’esperienza mi ha fornito una solida mentalità tecnica e una profonda conoscenza delle tecnologie del vuoto. La svolta è avvenuta grazie all’incontro con l’amministratore delegato del gruppo Eurmoda, un leader italiano nell’accessoristica di lusso. C’è stata subito sintonia e abbiamo deciso di unire le forze per creare una nuova azienda per offrire rivestimenti PVD (Physical Vapor Deposition) per conto terzi, focalizzata specificamente sull’accessorio moda e sulla componentistica metallica per occhiali. Insieme al mio socio Andrea, abbiamo costituito la società alla fine del 2023.

PM – Entrare a far parte di un gruppo così importante come Eurmoda deve aver rappresentato un’accelerazione significativa. Quali sono stati i vantaggi concreti?
FDP – Il “matrimonio” con il gruppo Eurmoda è stato strategico e basato su un reciproco interesse. Oltre all’evidente supporto economico, che ci ha permesso di partire subito con due macchine PVD (Protec), il vantaggio principale è stato il trasferimento di know-how. Eurmoda è una realtà leader con vari stabilimenti, molto forte nella galvanica e nei pretrattamenti. Questa sinergia ci ha permesso di beneficiare della loro esperienza consolidata, in particolare nella preparazione dei pezzi, un aspetto cruciale per il successo del rivestimento PVD. È un valore aggiunto enorme: possiamo offrire non solo il rivestimento, ma anche una consulenza completa sulla preparazione del substrato.

PM – Avete menzionato il settore dell’occhialeria come uno dei vostri focus principali. Quali sono le peculiarità tecniche e le sfide di questo mercato?
FDP – L’occhialeria è un settore estremamente tecnico e molto legato alla tecnologia, forse ancor più della moda in senso stretto. Trattiamo tutti i componenti metallici, dalle cerniere ai marchi, fino alle astine intere e ai frontali. I materiali predominanti sono l’acciaio e il titanio, su cui applichiamo il PVD direttamente, e leghe come l’alpacca, l’ottone o la zama. In questi ultimi casi, poiché il PVD non offre una protezione completa dalla corrosione, è necessario un pretrattamento galvanico (ad esempio, una base di nichel o bronzo) che funge da primer e supporto anticorrosivo. Questo è un approccio comune anche in altri settori, come la rubinetteria in ottone, dove concorrenti importanti utilizzano la galvanica prima del PVD. La nostra forza sta proprio nella minuteria, dove la dimensione dell’impianto e la gestione dei telai sono più delicate.

PM – Avete scelto la tecnologia ad arco catodico. Quali sono i vantaggi rispetto ad altre varianti del PVD e come si inserisce in un contesto di sostenibilità?
FDP – La nostra scelta tecnica è caduta sull’arco catodico perché è particolarmente prestazionale per i nostri settori applicativi. Una caratteristica importante è che questa tecnologia non richiede l’applicazione preliminare di vernici come primer, a differenza di altri processi PVD. Per quanto riguarda la sostenibilità, il PVD è intrinsecamente una tecnologia a basso impatto ambientale, priva di scarichi idrici e di emissioni nocive. Coerentemente con questa scelta, abbiamo deciso di non utilizzare solventi nei processi di lavaggio pre-trattamento. Utilizziamo esclusivamente detergenti in soluzione acquosa. Questa è una scelta sia ecologica che tecnica: sebbene il solvente sia efficace nella rimozione dello sporco, può presentare problemi di risciacquo che, per il PVD, sono deleteri. Un risciacquo imperfetto comprometterebbe l’adesione del rivestimento. Togliere lo sporco e avere un risciacquo impeccabile è fondamentale; non ottenere un risultato perfetto in questa fase renderebbe inutile tutto il processo successivo.

PM – Il settore della moda e dell’accessoristica è noto per i suoi ritmi frenetici e le continue richieste di innovazione. Come affrontate questa sfida?
FDP – La moda richiede tempistiche di consegna molto stringenti e una flessibilità estrema. Negli ultimi tempi, notiamo una tendenza alla riduzione numerica dei lotti, con una richiesta di tanti pezzi differenti. Chi sopravvive in questo mondo deve essere in grado di adattarsi rapidamente. La ricerca è fondamentale, e in questo siamo avvantaggiati dall’essere all’interno di un gruppo strutturato che ci stimola continuamente. Il PVD è già di per sé una tecnologia innovativa nel settore, ma dobbiamo costantemente fare ricerca per sviluppare nuove finiture, nuovi colori e migliorare le prestazioni, sempre mantenendo quell’aspetto di artigianalità che i grandi marchi continuano ad apprezzare. È un equilibrio delicato tra alta tecnologia e saper fare artigianale.

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