A corredo dell’articolo pubblicato relativo all’assemblea annuale di Assovernici, pubblichiamo una sintesi delle opinioni espresse da alcuni importanti produttori di vernici, e brevi interviste dirette di alti dirigenti di PPG e Zetagì.
Il 2025, per le imprese italiane produttrici di vernici (liquide e polvere), ha avuto un andamento instabile simile al percorso delle montagne russe, con momenti di forte domanda provenienti dal mercato alternati a periodi preoccupanti di stallo che hanno impedito di uniformare scelte e decisioni di lungo periodo.
Le tematiche principali che durante l’anno appena trascorso hanno influenzato il lavoro delle aziende del comparto si possono sintetizzare in 5 macroaree.
ECONOMIA
I comportamenti altalenanti in tema di tariffe doganali del governo USA hanno scatenato la cosiddetta “guerra globale dei dazi”, stravolgendo un mercato dell’import-export abituato a posizioni più stabili, a dover riprogrammare le decisioni in temi come i prezzi di acquisto delle materie prime, prezzi di vendita per l’estero e così via. L’effetto immediato e istintivo è stato un incremento dei prezzi generalizzato con la ricaduta più pesante subita dall’utilizzatore finale di prodotti vernicianti.
Crescite di vendite, quindi, ribassate ma compensate nei numeri di fatturati in crescita a causa del rialzo dei prezzi. In molte aziende in cui i bilanci sono molto legati a una forte percentuale derivante dall’export si stanno progettando piani d’investimento per portare le produzioni all’estero o direttamente con nuovi siti o tramite acquisizioni e accordi che permettano di aggirare lo scacchiere dei dazi che si è creato a livello globale. La crisi di domanda dei settori automotive, vernici industriali e DIY (fai da te) riporta effetti negativi generalizzati sul comparto delle vernici. Una crisi strutturale dell’intera industria chimica europea che negli ultimi due anni «ha chiuso quasi il 10% della sua capacità produttiva ed eliminato 20 mila posti di lavoro» come dichiarato recentemente da Markus Kamieth, CEO Basf e presidente del consiglio europeo dell’industria chimica (CEFIC).
COSTI ENERGETICI
Il perdurare del conflitto della Russia in Ucraina ha continuato a peggiorare i problemi di rifornimento di energia per l’Italia e l’Europa. Le aziende che già avevano vissuto una situazione difficile nel 2024, si sono dovute ridestare dalle speranze di riduzione dei costi energetici per il 2025, dovendo affrontare un costo “bolletta” ancora più gravoso. Nei cicli produttivi i costi energetici incidono così ancora negativamente riducendo i margini di guadagno delle aziende. Situazione che porta anche a rimandare piani di investimento per quelle aziende che vogliono ampliare i reparti di produzione con nuovi macchinari. Pesa in particolare il costo del gas che tende ad essere più costoso che, ad esempio negli Stati Uniti, semplicemente perché in Europa ne abbiamo poco e quindi bisogna trasportarlo. La situazione è poi resa ancora più gravosa dai “costi politici” aggiuntivi (prezzi della CO2, tasse, imposte, oneri di rete) su cui i decisori politici dovrebbero concentrarsi per aiutare le imprese.
DISPOSIZIONI LEGISLATIVE
Uno dei compiti più impegnativi per chi formula, produce e commercializza vernici è oggi rincorrere le decisioni in materia di disposizioni legislative. È il caso della riclassificazione delle sostanze da parte dell’ECHA (European Chemicals Agency, l’agenzia europea per le sostanze chimiche) che sta impegnando grandi risorse in termini di tempo e di personale (regolatorio, laboratorio e altro). Impegno che coinvolge soprattutto i produttori di materie prime e gli uffici acquisti nella gestione sempre più complicata della catena di fornitura. Ad oggi sono 253 le sostanze incluse nella Candidate List e ciò impone alle aziende interessate di rispettare obblighi di comunicazione previsti dal Regolamento REACH. Il più delle volte bisogna però sostituire le sostanze nelle formule e trovare delle alternative a parità di prestazioni applicative finali. Il rispetto degli impegni imposti dalla UE in termini di sostenibilità e sicurezza è diventata ormai una voce importante nei bilanci delle imprese. Ciò comporta anche ristrutturare le organizzazioni prevedendo formazione e personale apposito per la gestione del regulatory-affairs.
RICERCA
Lo sforzo di sviluppare vernici sempre più sostenibili continua, con un mercato interessato all’argomento ma ancora poco propenso a cambiare i propri criteri di scelta di una vernice. Oggi c’è un ampio catalogo di materie prime sostenibili (solventi da biomasse, resine “eco-green”, additivi Pfas-free e molto altro) che permettono nuove formulazioni meno dannose per l’ambiente e i lavoratori. I costi ancora alti di queste scelte e preconcetti da abbattere, che vedono i sistemi ed i cicli tradizionali essere considerati più performanti in termini di applicazione e resistenza nel tempo, ne limitano una decisa diffusione tra gli utilizzatori. Le aziende in tal senso dovranno investire sempre più nella comunicazione per spiegare al mercato i vantaggi del passaggio ai prodotti vernicianti sostenibili.
DIGITALIZZAZIONE E AUTOMAZIONE
L’avanzare dell’intelligenza artificiale nei vari ambiti lavorativi segnerà il più importante cambiamento futuro anche per il settore vernici. Esistono già a disposizione integrazioni ai sistemi informatici aziendali (gestionali, marketing) se non vere e proprie nuove applicazioni in grado di facilitare e rivedere secondo nuovi criteri il lavoro quotidiano. Si potrà con l’IA formulare nuovi prodotti prevedendone l’ottimizzazione dei processi produttivi e risultati applicativi della vernice. Per non perdere un treno che sta procedendo in maniera molto rapida le aziende dovranno investire sempre più in questa direzione. Governo ed istituzioni saranno le figure chiave per permettere di aiutare le imprese in questo passaggio epocale, sgravandole dai costi, in previsione, molto impegnativi.
Per avere un quadro ancora più completo della situazione del settore, abbiamo chiesto un parere a due importanti players italiani (PPG e Colorificio Zetagì) sulla loro visione attuale del mercato e le previsioni per l’anno in corso.
Cristoforo Brendas, Business Manager Powder Coatings di PPG
«Il 2025 si è caratterizzato per una dinamica di mercato complessivamente stabile, in linea con il rallentamento osservato a livello nazionale nel settore delle pitture e vernici. Le analisi di mercato evidenziano una fase di stasi, dovuta principalmente alla contrazione di alcuni comparti produttivi e alla persistente incertezza macroeconomica. Nonostante questo contesto sfidante, la nostra azienda ha registrato una crescita organica significativa nel segmento industriale, con un contributo particolarmente positivo dal business delle vernici in polvere, che ha dimostrato una resilienza superiore alla media del settore. I benchmark di riferimento indicano che il 2026 si prospetta come un anno di stabilità, con performance sostanzialmente allineate a quelle dell’esercizio precedente. Alcuni segmenti applicativi, come la verniciatura industriale e le soluzioni ad alto valore aggiunto, potrebbero beneficiare di una progressiva razionalizzazione del mercato e di esigenze prestazionali sempre più avanzate. In questo scenario, la nostra strategia sarà focalizzata sul consolidamento delle posizioni nei settori core e sul rafforzamento della competitività attraverso innovazione, qualità del servizio e sviluppo applicativo.
Vediamo le iniziative e la direzione futura dell’azienda sotto il profilo della sostenibilità: nel 2025 abbiamo ampliato le nostre iniziative ESG, introducendo prodotti a ridotte emissioni, con maggiore efficienza energetica nei processi di applicazione e un uso crescente di materie prime a minor impatto ambientale. I dati di settore confermano una crescente domanda di soluzioni sostenibili e un aumento delle vendite di prodotti con contenuti riciclati o certificazioni ambientali.
Particolare attenzione è stata dedicata alle vernici in polvere, intrinsecamente prive di VOC e più conformi ai requisiti ambientali emergenti. Questo segmento rappresenta un asse strategico per accelerare la transizione verso tecnologie più sostenibili e competitive. Guardando al futuro, prevediamo di rafforzare ulteriormente gli investimenti in innovazione responsabile, con focus sulla riduzione della carbon footprint, il miglioramento dei cicli produttivi e la trasparenza della supply-chain. L’evoluzione normativa e la crescente sensibilità del mercato guideranno l’intero comparto verso modelli produttivi più efficienti e sostenibili».
Lorenzo Bertazzo, CEO di Colorificio Zetagì
«Il biennio 2024-2025 ha rappresentato per Colorificio Zetagì un periodo di consolidamento strategico e crescita internazionale. Nonostante le incertezze del mercato, abbiamo chiuso il 2025 con un segno positivo, trainati da un’eccellente performance nel settore dell’anticorrosione (+11%). Anche in settori come quello industrial e metalli, per i quali la fisiologica tendenza globale ha generalmente registrato flessioni importanti, la nostra azienda ha tenuto bene. L’integrazione in Tambour e Kusto, nonché le recenti acquisizioni di Verinlegno e Barpimo, ci stanno consentendo di evolvere in una holding internazionale in grado di resistere alle oscillazioni del mercato e di competere su ogni fronte, grazie a un’offerta di total coating solutions.
Per il 2026 e per gli anni a venire, riteniamo infatti che saranno premiate le realtà capaci di soluzioni integrate e di una presenza capillare internazionale, anche logistica. La nostra collocazione è oggi quella di un player europeo di riferimento, capace di combinare la qualità italiana con una solidità tecnica e finanziaria internazionale.
In tema di sostenibilità, con l’adozione del piano “Transizione 5.0” gli stabilimenti Zetagì hanno ridotto i consumi di processo e coperto il 40% del fabbisogno energetico aziendale grazie a importanti investimenti sul fotovoltaico. Sul fronte dell’innovazione, stiamo sviluppando soluzioni che utilizzino materie prime rinnovabili e scarti dell’economia circolare, riducendo le emissioni di CO2 senza sacrificare le prestazioni. Sostenibilità per noi è anche generare un impatto positivo sulla comunità e sull’ambiente in cui operiamo, con un impegno e un sostegno costante a progetti di responsabilità sociale d’impresa nel territorio. Importante è, infine, la formazione, non più solo interna all’azienda, ma estesa anche a clienti e partner. Siamo quindi pronti ad affrontare le sfide del 2026 con un modello di business moderno ed evoluto, senza rinunciare ad una tradizione di storia e lavoro che costituisce una struttura fondamentale del nostro DNA».















