Si è svolta lo scorso 16 dicembre la riunione annuale di Assovernici, rivolta ai direttori generali delle aziende associate, con l’obiettivo di presentare una nuova analisi sulle performance economico-finanziarie delle principali realtà del settore. L’iniziativa si inserisce nel quadro delle consolidate attività di monitoraggio e rilevazione svolte dall’Associazione.
Dopo il saluto introduttivo e la presentazione generale della Presidente Benedetta Masi, sono stati illustrati i risultati della ricerca condotta da Cerved.
Il quadro macro-economico per il 2025 evidenzia una situazione di sostanziale stasi, sia in Italia sia nell’Eurozona. Per l’ultimo trimestre dell’anno le previsioni di crescita del PIL risultano in revisione al ribasso, con valori compresi tra 0,4% e 0,5%. La Germania permane in territorio negativo, mentre le prospettive sono più favorevoli in Francia (+0,5%) e Spagna (+0,6%).
In Italia, il rallentamento è in larga parte riconducibile alla flessione del settore delle costruzioni, in particolare nei comparti delle ristrutturazioni e delle riqualificazioni. Mostrano invece una maggiore tenuta le nuove costruzioni e il comparto delle infrastrutture, sostenuto dagli investimenti legati al PNRR, i cui incentivi sono previsti fino alla metà del 2026.
Per quanto riguarda i produttori associati, i dati indicano una debole tenuta delle vendite rispetto al 2024 per il 75% delle aziende. Parallelamente, il 58% delle imprese registra un incremento fino al 10% delle vendite di prodotti caratterizzati da materie prime sostenibili (ad esempio con contenuto di riciclato dichiarato o dotati di certificazioni EPD ed Ecolabel). Tuttavia, circa un quarto delle aziende evidenzia una contrazione del MOL (Margine Operativo Lordo).
Tra le principali criticità segnalate dal settore emergono l’incertezza dei mercati internazionali, legata ai conflitti geopolitici in corso, e le politiche economiche e commerciali dei principali partner globali, inclusi i dazi imposti da Stati Uniti, Cina e altri Paesi.
Un ulteriore elemento di preoccupazione, indicato dal 66,7% delle aziende, riguarda la difficoltà di reperimento di figure tecniche specializzate e, più in generale, di personale qualificato.
Nell’ambito specifico delle vernici industriali la ricerca ha suddiviso i dati tra produttori di vernici in polvere (8 aziende) e quelle di vernici liquide (15 aziende).
Per i produttori di vernici in polvere, l’utile netto aggregato ha registrato due picchi di crescita nel 2021 e nel 2023, riconducibili principalmente al rimbalzo dell’economia post-pandemica e alla presenza di incentivi, in particolare nel comparto edilizio (serramenti). Nel periodo 2019–2024, la crescita complessiva si attesta al di sotto del 2%. Il 2024 rappresenta tuttavia l’anno di maggiore criticità, con i valori minimi di ROI e ROE.
Diversa, seppur in parte analoga, la dinamica dei produttori di vernici liquide: anche in questo caso si osservano picchi nel 2021 e nel 2023, un rallentamento nel 2022 legato alla crisi energetica, ma una ripresa nel 2024, in controtendenza rispetto al settore delle polveri. Nel periodo 2019–2024, la crescita complessiva del comparto liquidi raggiunge il 4%.
Infine, l’analisi delle filiere a valle, riferita ai principali settori di sbocco dell’industria dei rivestimenti organici, evidenzia le maggiori contrazioni nei comparti delle macchine agricole, penalizzato dalla flessione del settore primario, e della produzione di biciclette. In controtendenza, cresce il comparto della produzione di strutture metalliche (+8,4%), trainato dalla realizzazione di infrastrutture e da altre attività edilizie connesse al PNRR.
“L’incontro si è dimostrato un momento imprescindibile di sintesi e confronto – ha commentato Benedetta Masi, Presidente di Assovernici. Riunire i vertici delle aziende associate, infatti, non significa solo analizzare numeri e performance, ma soprattutto consolidare una consapevolezza comune. In un mercato caratterizzato da dinamiche ancora complesse e delicate, la capacità dell’Associazione di fornire dati puntuali e di qualità, come quelli emersi dalla ricerca Cerved, permette ai nostri direttori generali di orientare le proprie strategie, puntando su quei driver di tenuta, come la sostenibilità e l’innovazione, che si confermano pilastri fondamentali per il futuro della filiera”.















