Vernici: guardiamo al futuro con fiducia

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Intervista a Pietro Geremia, gruppo San Marco
a cura di Giovanni Cicatiello

Hanno suscitato scalpore le recenti mosse di San Marco Group, che hanno portato alle acquisizioni di Oikos e Borma Wachs Official. Si tratta di aziende che hanno un mercato residuale nel campo industriale, in questo caso, però, ci interessa la visione, controcorrente rispetto alla tendenza alla vendita a grandi gruppi multinazionali.

Grazie a queste due operazioni strategiche, il leader italiano delle pitture e vernici per l’edilizia accelera la sua espansione nel mercato delle finiture decorative e del restauro del legno. Un’operazione chiave che ridefinisce il settore, puntando su innovazione, sostenibilità e sinergie commerciali competitive.
Abbiamo intervistato Pietro Geremia, amministratore delegato del Gruppo San Marco, per approfondire i piani di sviluppo del gruppo e avere un’importante parere sulla situazione attuale del mercato vernici, a fronte delle difficoltà emerse dall’inizio dell’anno.

GC – Con le acquisizioni di Oikos e Borma Wachs completate in rapida successione, il gruppo San Marco ha impresso una forte accelerazione alla sua crescita. Qual è la strategia dietro la scelta di queste due specifiche realtà e come si inseriscono nel vostro piano industriale?
PG – Le acquisizioni di Oikos e Borma Wachs non rappresentano semplicemente un aumento di dimensione, ma un’evoluzione coerente della nostra strategia industriale. Entrambe sono aziende italiane che hanno costruito nel tempo un patrimonio di competenze, innovazione e riconoscibilità nei rispettivi segmenti. Con Oikos rafforziamo la nostra presenza nel mondo delle pitture e delle finiture decorative ad alto valore aggiunto, mentre con Borma Wachs entriamo in modo strutturato nel segmento della protezione e finitura del legno, ampliando la nostra capacità di presidiare il mondo delle superfici. La nostra visione è quella di costruire un gruppo sempre più specializzato, capace di offrire soluzioni complete per la protezione, la decorazione e la valorizzazione dei materiali, mantenendo al tempo stesso l’identità e il posizionamento distintivo di ciascun marchio. È questo il principio che guida il nostro piano industriale: crescere attraverso competenze complementari, non attraverso omologazioni. Oggi il filo conduttore tra Oikos, Borma Wachs (e Volimea, acquisizione dello scorso anno), non è la dimensione, ma la volontà di costruire un gruppo europeo di marchi specialistici preservandone identità, competenze e autonomia. È un percorso distintivo rispetto alle logiche di pura integrazione finanziaria.

GC – L’ingresso di Borma Wachs nel portafoglio del gruppo segna un passo decisivo nel segmento vernici per legno. In che modo intendete integrare il loro know-how con le vostre tecnologie, e quali sviluppi concreti porterà l’introduzione dei prodotti Borma Wachs nell’offerta catalogo?
PG – Borma Wachs porta in dote oltre un secolo di esperienza nel trattamento e nella protezione del legno, un patrimonio tecnico che consideriamo estremamente prezioso. L’obiettivo non è assimilare questa competenza, ma valorizzarla e svilupparla ulteriormente. Vediamo importanti opportunità di collaborazione tra i team di ricerca e sviluppo, sia sul fronte delle formulazioni sostenibili sia nell’evoluzione delle tecnologie applicative. Dal punto di vista dell’offerta, l’ingresso di Borma Wachs ci permette di ampliare il nostro presidio sulle superfici, affiancando alle soluzioni per pareti e facciate una gamma altamente specializzata per il legno. È un passaggio strategico che rafforza la nostra capacità di dialogare con professionisti, progettisti e operatori che sempre più richiedono sistemi integrati e interlocutori competenti.

GC – In merito all’operazione Oikos, Lei ha sottolineato la volontà di proteggere un’eccellenza nazionale da logiche puramente finanziarie. Quali sono i pilastri del progetto industriale per il rilancio di questo marchio storico e come pensate di valorizzarne l’identità “decorativa” senza danneggiare la vostra presenza nel mercato?
PG – Oikos rappresenta una storia unica nel panorama italiano. È un marchio che ha contribuito in modo significativo alla diffusione della cultura della decorazione e che ha saputo anticipare temi oggi centrali come la sostenibilità e la qualità dell’abitare. Il nostro progetto parte da un principio molto chiaro: preservarne l’identità. Oikos continuerà ad avere una propria organizzazione, una propria proposta di valore e un proprio posizionamento distintivo. I pilastri del rilancio riguardano il rafforzamento della rete commerciale, il consolidamento della presenza internazionale, il rilancio dell’innovazione di prodotto e la valorizzazione del patrimonio culturale e progettuale che il marchio rappresenta. Non vediamo sovrapposizioni critiche con gli altri marchi del gruppo San Marco, perché crediamo nella forza di un portafoglio multi-brand ben differenziato. Il nostro obiettivo non è uniformare le identità, ma valorizzarne le specificità per servire mercati, canali e clienti differenti.

GC – Il 2025 è stato un anno record per il gruppo San Marco. Alla luce di questi risultati e delle acquisizioni portate a termine finora, quali sono le prossime sfide per consolidare la vostra leadership nei prossimi anni?
PG – La crescita è importante, e la vera sfida è renderla sostenibile nel tempo. Nei prossimi anni lavoreremo su tre direttrici principali: innovazione, internazionalizzazione e sviluppo delle competenze dei nostri clienti finali. Continueremo a investire in ricerca e sviluppo, nella digitalizzazione dei processi e nella formazione di clienti, applicatori e professionisti. Allo stesso tempo vogliamo rafforzare ulteriormente la nostra presenza nei mercati internazionali ad alto potenziale, mantenendo quella vicinanza al cliente che da sempre rappresenta uno dei nostri punti di forza. Infine, sarà fondamentale integrare con successo le nuove realtà entrate nel Gruppo, creando sinergie industriali e organizzative senza disperdere il valore delle singole identità. È questo equilibrio tra crescita e specializzazione che può consentirci di consolidare il nostro ruolo di riferimento nel panorama europeo.

GC – Come giudica l’influenza dell’attuale situazione geopolitica per le imprese del settore vernici italiano ed europeo?
PG – Viviamo una fase caratterizzata da grande complessità e volatilità. Le tensioni geopolitiche, l’incertezza sui mercati energetici, l’evoluzione delle politiche commerciali e le dinamiche delle materie prime continuano a rappresentare elementi di attenzione per tutto il comparto manifatturiero europeo. Credo però che questa situazione debba essere affrontata non solo come una criticità, ma anche come uno stimolo a rafforzare la competitività delle imprese. Chi saprà investire in innovazione, efficienza produttiva, sostenibilità e internazionalizzazione avrà maggiori capacità di adattamento. L’industria italiana delle vernici dispone di competenze tecnologiche e di una capacità di innovazione riconosciute a livello internazionale. Per questo motivo guardiamo al futuro con prudenza, ma anche con fiducia, consapevoli che la qualità, la specializzazione e la capacità di creare valore continueranno a fare la differenza.