Intervista a Gabriele Ghermandi, Linea Spray
Nel complesso e dinamico mondo della verniciatura industriale, la qualità non è solo una questione di finitura estetica, ma il risultato di una sinergia perfetta tra competenze tecniche, assistenza costante e attrezzature all’avanguardia.
Rifornire questo settore con servizi d’eccellenza significa garantire alle aziende efficienza produttiva, risparmio di materiali e sicurezza per gli operatori. In questo scenario, Linea Spray (Castelfranco Emilia, Modena) si è imposta non solo come rivendita di attrezzature per la verniciatura, ma come un punto di riferimento, capace di coniugare l’innovazione tecnologica con un approccio “sartoriale” verso il cliente. Abbiamo incontrato Gabriele Ghermandi, titolare dell’azienda, per ripercorrerne la storia e analizzare le sfide di questo mercato.
GC – Come nasce Linea Spray?
GG – Le nostre radici affondano nel 1992, quando l’azienda venne fondata da Maurizio Malagoli, insieme ad altre figure. Come molte realtà emiliane di successo, siamo partiti dal basso. Inizialmente, il nostro core business era legato ai distillatori di solvente per il recupero dei reflui di lavaggio. All’epoca, negli anni ’90, c’era un’esigenza crescente di questi apparecchi, non solo per obblighi normativi ma per un reale risparmio economico.
Il passaggio alla verniciatura vera e propria è stato un’evoluzione naturale. Iniziammo a introdurre attrezzature e pompe, e da allora, abbiamo vissuto una crescita costante, specializzandoci sempre di più e trasformandoci da semplici commercianti ad agenti e rivenditori specializzati.
GC – Oggi cosa offre l’azienda, come è organizzata e a quale target si rivolge?
GG – Oggi siamo una realtà strutturata di circa venti persone, con otto commerciali, tecnici specializzati e uffici amministrativi. La nostra forza risiede nella capacità di offrire un “vestito sartoriale” all’azienda che tratta le superfici: non vendiamo solo un prodotto, ma progettiamo soluzioni basate sulle specifiche necessità tecniche, analizzando schede tecniche, viscosità e tipologia di applicazione.
Siamo partner ufficiali e distributori di marchi leader mondiali come Wagner e Graco, ma trattiamo anche Anest Iwata e Sames. Questo multi-marca ci permette di selezionare sempre il meglio per ogni esigenza. Il nostro target è estremamente diversificato: siamo nati servendo l’artigiano e la piccola industria, che 30 anni fa erano il cuore pulsante del territorio, ma oggi siamo fornitori di eccellenze mondiali nei settori dell’indotto dell’automotive di lusso (Ferrari, Lamborghini e Pagani) e della ceramica nel comprensorio di Sassuolo. Forniamo assistenza tecnica costante, manutenzione programmata e consulenza per la progettazione di impianti complessi, sia a liquido che per ambiti specifici come la flessografia.
GC – Cosa offrite in termini di progettazione di impianti?
GG – La progettazione considera diverse variabili tecniche, come la scelta tra sistemi monocomponente o bicomponenti, l’uso di prodotti all’acqua o a solvente e l’eventuale implementazione della tecnologia d’applicazione elettrostatica. Un aspetto cruciale della consulenza riguarda la valutazione degli spazi e l’orientamento verso soluzioni di automazione e robotica.
L’azienda propone sistemi di miscelazione elettronica all’avanguardia, diventati ormai uno standard per settori dove la precisione assoluta nella catalisi e nel dosaggio sono requisiti indispensabili. Oltre alla fase di fornitura, il servizio include il supporto per l’accesso a incentivi come il piano i4.0, aiutando i clienti a comprendere i benefici economici dell’investimento tecnologico. Una volta installato l’impianto, Linea Spray garantisce un supporto post-vendita completo che comprende manutenzione programmata, taratura e assistenza tecnica specializzata, elementi ritenuti basilari per fidelizzare il cliente e assicurare la continuità produttiva.
GC – In oltre trent’anni di attività, come è cambiato il settore della verniciatura?
GG – Il cambiamento è stato radicale, soprattutto sotto il profilo tecnologico. Un tempo, la miscelazione elettronica dei prodotti bicomponenti era diffusa forse al 10% nelle imprese; oggi siamo a livelli del 60-70%. Si è passati dalle semplici pompe a membrana a sistemi elettronici capaci di garantire precisione assoluta nella catalisi.
Un’altra trasformazione enorme riguarda la sensibilità verso il risparmio energetico e di prodotto. Prima, lo scarto di vernice o il costo del solvente erano quasi trascurati; oggi, tra costi di smaltimento elevati e normative ambientali stringenti, le aziende cercano ossessivamente l’efficienza. Infine, si assiste a uno spostamento massiccio verso i prodotti all’acqua, spinto non solo dalla legge ma anche da una maggiore attenzione alla sicurezza sul lavoro.
GC – Quali sono, a suo avviso, le sfide principali del presente e del futuro?
GG – La sfida più grande e urgente è il reperimento di personale qualificato. Facciamo fatica a trovare tecnici che abbiano voglia di mettersi in discussione e imparare un mestiere che definisco ancora “creativo”. C’è una carenza di “vivaio” e di formazione pratica sul campo. Per questo stiamo investendo molto internamente, affiancando i giovani ai nostri tecnici senior per tramandare le competenze.
Sul piano tecnologico, il futuro è già qui con l’automazione e la robotica. Anche l’artigiano oggi cerca il robot, non solo per ovviare alla mancanza di verniciatori esperti, ma per ottenere una ripetibilità del prodotto impossibile da raggiungere manualmente.
Stiamo anche guardando con interesse a innovazioni come le pompe elettriche, che riducono drasticamente i costi energetici legati all’aria compressa, e le tecnologie che ottimizzano l’applicazione deionizzando l’aria, riducendo l’overspray e i difetti d’applicazione.
Infine, c’è la sfida della “disumanizzazione” dei rapporti commerciali. In un mondo dominato da multinazionali e uffici acquisti che guardano solo ai numeri, noi vogliamo continuare a puntare sul rapporto umano e sulla fiducia. I social sono strumenti utili per farci conoscere, ma la differenza la farà sempre la nostra capacità di andare fisicamente in azienda, risolvere un problema e stringere la mano al cliente. Il nostro obiettivo per il 2026 è mantenere i regimi elevati raggiunti, radicandoci ancora di più nel territorio con quella struttura e quell’assistenza che ci hanno permesso di arrivare fin qui.















