L’integrazione della parità di genere all’interno delle strategie ESG non è solo un obbligo normativo, ma rappresenta una vera e propria leva strategica per le aziende del settore dei trattamenti delle superfici. Valorizzare il talento femminile significa ampliare il bacino di competenze e idee, favorendo l’innovazione e la competitività.
I contributi riportati in questo articolo rispondono alle seguenti domande:
Ci spieghi il suo ruolo in termini pratici e due aspetti che più la entusiasmano del lavoro che svolge quotidianamente.
Com’è la sua routine professionale?
Non è un lavoro per donne. È un clichè o ritiene che sia effettivamente la realtà?
Se potesse tornare indietro nel tempo, quale consiglio darebbe alla sé stessa degli inizi?
Vuole dare un suggerimento alle nuove generazioni, in particolare donne, che desiderano intraprendere un percorso in questo settore? Come si potrebbe accelerare l’integrazione?
Con determinazione portiamo avanti la nostra rubrica dedicata alle donne del settore dei trattamenti delle superfici, diventata ormai un appuntamento consolidato. E continueremo a farlo, con sempre maggiore convinzione dato che il progetto sta evolvendo e si sta delineando un vero e proprio network. Un insieme di professionalità che, oltre a essere diventate protagoniste delle nostre pagine, hanno trovato nella condivisione un’occasione concreta per dialogare e arricchirsi sul piano professionale.
A chi pensa che si tratti dell’ennesima iniziativa autoreferenziale, rispondiamo che si sbaglia, e lo invitiamo a leggere. In un momento in cui la carenza di manodopera qualificata è una sfida concreta, integrare la parità di genere nelle strategie ESG aziendali porta con sé vantaggi reali: accesso a un bacino più ampio di talenti, incremento della produttività e miglioramento della reputazione.
Lavorare sulla parità non è solo un obbligo normativo per alcune realtà, ma rappresenta una leva strategica da valorizzare, per le aziende di tutte le dimensioni.
Silvia D’Ercole (Renner)
1 – Sono formulatrice nel laboratorio di Ricerca e Sviluppo di Renner Italia. In pratica, mi occupo di progettare e mettere a punto nuove vernici per legno, testando ogni componente per ottenere il giusto equilibrio tra prestazioni tecniche, estetica e sostenibilità. La mia attività si concentra sulla realizzazione di vernici all’acqua per l’esterno. Quello che mi appassiona di più è trovare soluzioni personalizzate a problematiche specifiche: partire da una richiesta e creare una formula che risponda alle esigenze del cliente. La sartorialità del nostro approccio è il tratto distintivo di Renner Italia. L’altro aspetto è il senso di innovazione continua: ogni giorno è diverso. Ogni sfida è nuova.
2 – La giornata inizia con il controllo dei campioni realizzati nei giorni precedenti: verifichiamo se i risultati dei test (come l’essiccazione, l’adesione o la resistenza all’acqua) corrispondono agli obiettivi della formulazione. Poi passo alla parte creativa: dosaggio delle materie prime, preparazione delle nuove miscele, prove comparative… Durante il giorno analizzo i dati di laboratorio, confronto i risultati con i colleghi e aggiorno le schede tecniche. Spesso collaboro con il reparto tecnico e commerciale per personalizzare le formulazioni in base alle richieste dei clienti. Importante anche è il confronto con il reparto produzione. È un lavoro dinamico. Ogni dettaglio conta.
3 – È decisamente un cliché. L’idea che la formulazione o il laboratorio siano ambienti maschili è ormai superata. La verità è che in laboratorio contano la preparazione, la curiosità, la pazienza e la precisione. Qualità che non hanno genere. In Renner, come in molte realtà avanzate, vedo sempre più colleghe che portano competenze, idee nuove e approcci complementari. La diversità, anche di genere, non è un ostacolo: è un valore aggiunto.
4 – Mi ripeterei quello che mi son detta all’epoca: “fidati del tuo istinto, non avere paura delle nuove sfide e intraprendi nuove strade rispetto a quello che è sempre stato fatto”. Aggiungerei: “cerca il confronto”. Il consiglio di un collega o la chiacchierata con un commerciale aprono sempre nuove prospettive.
5 – Credo che le nuove generazioni non abbiano bisogno di consigli. Sono curiose, informate, e non si fanno imbrigliare facilmente dagli stereotipi. Anzi, spesso siamo noi a dover imparare da loro: nel modo in cui pretendono parità, nel coraggio con cui cercano ambienti di lavoro più sani e inclusivi. Quello che possiamo fare, piuttosto, è creare le condizioni perché si sentano libere di esprimersi. Servono – specie mentre si formano all’università – più spazi per la formazione tecnica, più esempi visibili di donne in ruoli scientifici e decisionali e una narrazione diversa del nostro mestiere: non grigia e specialistica, ma dinamica, sostenibile, ricca di impatto concreto. L’integrazione passa da un ecosistema che valorizzi i talenti senza chiedere loro di adattarsi a vecchi schemi.
Anne Banuls (Sherwin-Williams)
1 – In qualità di Segment Manager for Architectural Design in Europe presso Sherwin-Williams General Industrial, il mio ruolo è incentrato sulla comprensione delle esigenze del mercato e sulla loro traduzione in iniziative strategiche. Raccolgo informazioni da diverse fonti, tra cui feedback dei clienti, riunioni interne con i team vendite, marketing e R&D, oltre alla partecipazione attiva ad associazioni di settore. Questi insight guidano progetti di innovazione che definiscono il piano di sviluppo dell’azienda per i prossimi tre-cinque anni. Inoltre, supporto il team commerciale nella costruzione di partnership con clienti strategici, nel lancio di nuove collezioni e nella guida di gruppi di lavoro dedicati al progresso delle certificazioni internazionali di qualità come GSB, Qualicoat e Qualisteelcoat.
Ciò che mi entusiasma di più del mio lavoro è il confronto con persone diverse, l’apprendimento continuo da prospettive, accenti e culture differenti. Trovo anche grande soddisfazione nel trasformare l’incertezza iniziale in un percorso strategico chiaro, garantendo il massimo impegno verso i nostri obiettivi.
2 – È dinamica e frenetica: circa il 60% del mio tempo lo trascorro in viaggio per incontrare clienti, progettisti, colleghi e associazioni di settore. Ogni giornata è un mix di proattività, agilità e capacità di anticipazione, per adattarsi costantemente a nuove sfide e opportunità. Le mattine iniziano con la consapevolezza che il tempo volerà, rendendo ogni momento prezioso e coinvolgente. Ma soprattutto, il mio lavoro ruota attorno alle relazioni umane: comprendere dove si trovano le persone nel loro percorso, dove vogliono arrivare e come possiamo collaborare per raggiungere un successo condiviso.
3 – Trent’anni fa, quando ho iniziato la mia carriera, l’industria delle vernici era composta da pochissime donne. Nonostante i progressi, il settore in Europa resta tuttora prevalentemente maschile. Tuttavia, la diversità e l’inclusione nei luoghi di lavoro sono fondamentali: uomini e donne portano approcci e punti di forza diversi, che arricchiscono l’innovazione e il successo. L’ostacolo più grande che ho osservato nella crescita professionale delle donne non è esterno, ma interno: l’insicurezza e la tendenza a cercare la perfezione prima di agire spesso limitano le opportunità di carriera.
4 – Direi a me stessa di non essere timida e di non aver paura di sbagliare: il metodo più efficace per imparare e crescere è il tentativo e l’errore.
5 – Alle nuove generazioni, soprattutto alle donne che vogliono entrare in questo settore, consiglio di ascoltare, osservare e cercare mentori che le ispirino. L’integrazione può essere accelerata attraverso piccoli passi costanti verso il cambiamento. Come disse Confucio: “se vuoi spostare una montagna, inizia spostando piccole pietre”.















