Editoriale
Caos
Dall’incertezza con cui abbiamo chiuso un 2024 caratterizzato da tensioni geopolitiche e ideologico-politiche siamo passati direttamente al caos di quest’ultimo mese, con la giostra dei dazi, delle borse, dei movimenti valutari con i relativi effetti negativi sulle aspettative.
Nel caos, abbiamo scoperto che anche l’Europa impone dazi, e le sue burocrazie ne inventano di nuovi con fantasiose denominazioni, oltre a erigere barriere non tariffarie non solo all’esterno dei confini continentali, ma anche a suo interno.
Pur evitando di toccare la struttura ideologica su cui negli ultimi anni si è avviata la costruzione di un sovrastato etico europeo, denominata Green Deal, vengono rimandate per un po’ di tempo alcune delle misure più pericolose per lo sviluppo economico continentale. I dazi altrimenti detti CBAM, per esempio, che avrebbero dovuto imporre un balzello per compensare le emissioni di CO2 dei competitor extraeuropei in settori chiave per economie della trasformazione (sui metalli, per esempio), la cui applicazione è stata rimandata di 2 anni. Rimane la follia di un mercato di scambio dei permessi di emissione (di CO2) aperto non solo a chi produce ma agli attori della finanza internazionale, totalmente disinteressati alle esigenze reali del mercato manifatturiero.
Rimane la scelta burocratica della “migliore tecnologia disponibile” per offerta e domanda energetica, che coincide con l’elettricità da fotovoltaico ed eolico. Rimane la concezione nichilista dell’anidride carbonica come “inquinante”, essendo il carbonio elemento fondamentale della vita come la conosciamo, almeno in quest’angolo dell’universo, e la sua combinazione con l’ossigeno la materia prima per la sua “organicazione”, via fotosintesi clorofilliana. Le 10 pagine dedicate al carbonio da Primo Levi ne “Il Sistema Periodico”, pubblicato per Einaudi nel 1975 e oggetto di innumerevoli riedizioni, sono sufficienti a smascherare, da un lato, il nichilismo della guerra all’anidride carbonica, dall’altro la strumentalità delle creazione di questo nemico per poter dare un’ulteriore spremitura fiscale ai produttori, a vantaggio delle burocrazie parassitarie.
Le organizzazioni imprenditoriali dei paesi manifatturieri, con l’esclusione di quelle legate ai sussidi agricoli, pur con colpevole ritardo iniziano a manifestare il disagio per una costruzione che soffoca sotto migliaia di pagine di regolamenti la capacità di imprendere e innovare, la strada naturale per creare benessere e valorizzare, proteggendolo, anche l’ambiente naturale.
Sommario
Editoriale | Massimo V. Malavolti
Caos
Punto di vista
In Europa si gioca la scommessa mondiale delle nostre aziende
L’opinione dell’utilizzatore
Applicazione in cabina con robot in un’azienda di verniciatura altamente automatizzata
Tecnologie impiantistiche
Efficienza, sostenibilità e controllo intelligente nei processi di pretrattamento delle superfici
Nuove Tecnologie di salvaguardia dell’ambiente:
il riciclo e la rigenerazione di fini e overspray di vernici in polvere
Controllo intelligente dell’applicazione per una verniciatura a polvere più sostenibile ed efficiente
Sostenibilità ESG
WoMat: il futuro dei rivestimenti si tinge di rosa
Donne dei trattamenti di superficie
Lavaggio industriale
Qualcosa si muove nel lavaggio industriale
Ambiente
Acqua, tra scarsità e uso razionale













