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Editoriale

Cose belle e bellezza

Uno degli obiettivi dei processi di trattamento delle superfici è il miglioramento estetico di una superficie, rendere bello un oggetto.
È un obiettivo linguisticamente scorretto, il termine bellezza è in via di espunzione dalla neolingua. In “Dogmi e tabù. Viaggio tra le parole del pensiero comodo” (pubblicato su il Foglio Quotidiano, anno XXIX numero 53), Ginevra Leganza segnala la tendenza attuale, linguisticamente corretta, di affrontare il tema del bello e della bellezza in modo inclusivo. Se proprio si deve affrontare: è uno dei temi “su cui è meglio tacere per non mandare la cena di traverso agli amici”. Tollerato l’approccio body positivity (un “diversamente bello” più attuale), comunque è il concetto stesso di bello e bellezza ad essere messo in discussione. Con il “Mito della bellezza”, Naomi Wolf (“femminista fissata con le querele”, sottolinea l’autrice) ha decostruito il concetto di bello negli anni 80: bello è un concetto puramente sociale e patriarcale, radicato nel kantiano “bello è ciò che piace universalmente e senza concetto”.
Nel nostro campo vorrei segnalare autori e fatti estranei alla “Lourdes linguistica” (Roberto Huges) – che l’autrice citata traduce in “cultura del piagnisteo” – e dunque linguisticamente scorretti:
A. Reza Arabnia con il suo “Il segreto italiano” (Treccani Libri, 2023), studio interdisciplinare, a livello accademico, intorno “al segreto di un Paese (l’Italia) che, malgrado i tanti ostacoli al fare impresa, è il secondo Paese manifatturiero in Europa e uno dei primi al mondo […]. Per me [il segreto è costituito dalle] sue tante bellezze – la bellezza dei suoi monumenti, la bellezza delle sue opere d’arte, la bellezza dei suoi mari, di montagne, boschi, laghi, colline, cibo, lo stile elegante e gentile e altro, altro e ancora altro – in grado di generare flussi di energia che riempiono la sorgente principale: la bellezza della sua anima umana. È una bellezza con tante capacità: intuito, concretezza, determinazione […].
Filippo Maitan con il programma dell’associazione che presiede, Fare bene. Prossimo appuntamento sabato 16 marzo nelle sale del Museo Nazionale di Matera, per trattare di “Cose belle e bellezza”.
La redazione e prossima pubblicazione di una guida dei “Laboratori” di riferimento per i trattamenti delle superfici, che la nostra casa editrice metterà a disposizione di aziende e tecnici che vogliono certificare la qualità (e “bellezza”) di prodotti e pezzi trattati, e ricercarne il miglioramento continuo (sarà presentata in ottobre durante la cena dei P&E Milano Coating Days).

Sommario

Editoriale | Massimo V. Malavolti
Cose belle e bellezza

L’opinione dell’utilizzatore
Acciaio preverniciato per un futuro sostenibile

P&E Milano Coating Days
Anidride carbonica per lavare le superfici

L’efficacia delle IA nelle linee di produzione

Ambiente
Una posizione di rispetto internazionale nel campo della tecnologie ambientali. I 40 anni di Airprotech

La verniciatura industriale e l’economia circolare

Tecnologie vernicianti
Un primer conduttivo a polveri per la perfetta adesione della finitura nei cicli bistrato

Materie prime sostenibili per innovare le vernici

Innovazione tecnologica
Il nuovo brevetto unitario europeo

Regolamentazione
Esg: approfondimenti (iv)

Anver Tour
In Spagna il primo Anver Tour 2024

In questo numero: