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Editoriale

Cosa fermerà il lavoro nel nostro settore?

I dati economici dell’industria italiana, in generale – dagli utensili al legno-arredo, dalla meccatronica all’edilizia – dopo un anno record (il 2021), stanno registrando, nei primi tre mesi dell’anno, ancora un segno positivo.

Dal nostro osservatorio come cronisti di quello che vediamo andando in giro per aziende, il lavoro di certo non manca, anzi: spesso invece manca la forza lavoro rispetto alle esigenze reali. L’aumento dei costi energetici, delle materie prime, frutto di una enorme speculazione che, come dice il Ministro dello Sviluppo Economico della Repubblica Italiana Giorgetti, ci ha proiettati in una vera e propria guerra economica, non ha fermato il continuo aumento dei dati di produzione (ultima rilevazione +3,4% su base annua).
Ciò non toglie che, all’orizzonte, si vedono nubi plumbee – non portatrici di pioggia, però: quella manca un po’ in tutta Italia.

Il fattore più preoccupante è quello energetico, soprattutto per chi deve accendere tutti i giorni forni di polimerizzazione, vasche di cataforesi o di pretrattamento. A prescindere da cosa succederà in autunno, è assolutamente necessario cominciare a ripensare i sistemi di accesso all’energia, cominciando a considerare seriamente fonti diverse di approvvigionamento, oltre l’utilizzo monoprodotto del gas metano. Nel prossimo futuro, probabilmente, gli impianti dovranno prevedere sistemi ibridi in cui sono presenti più generatori di calore alimentati da diverse fonti di energia, possibilmente tutti da fonti rinnovabili oppure con un combustibile fossile e una fonte rinnovabile.

Come più volte citato in queste pagine esiste la possibilità di utilizzare una fonte rinnovabile come è il pellet di legno. Ma non è la soluzione adatta per tutte le situazioni, anche se i due casi che portiamo sempre come esempio e da alcuni anni funzionanti, hanno dimostrato che è possibile anche nelle verniciature a polveri che richiedono forni a 180°C con calore costante. Le soluzioni, però, sono già disponibili sul mercato e possono essere utilizzate in sinergia, come, per citarne solo alcune:

  • Fonti di energia alternative
  • Vernici in polvere a bassa temperatura di polimerizzazione
  • Prodotti di pretrattamento attivi a temperatura ambiente

Vi è poi il capitolo dedicato alla sostenibilità, cioè a sistemi per risparmiare sprechi e inquinamento, come:

  • Utilizzo di sottoprodotti della verniciatura a polveri (il limitato scarto di polveri non più utilizzabili nella cabina) per ricavare nuove materie prime secondarie
  • Sistemi di trattamento delle acque “zero scarti”
  • Azoto al posto dell’aria compressa per l’applicazione (risparmio di vernice, aumento di distensione)
  • Filtri ad alta efficienza
  • Applicazione con overspray ridotto o nullo (è la nuova frontiera di ricerca)
  • Strumenti per misurare in continuo lo spessore delle vernici prima di polimerizzazione.

Insomma, le crisi spaventano sempre ma sono l’occasione per affrontare i cambiamenti necessari e per innovare.

Sommario

Editoriale | Patricia Malavolti
Cosa fermerà il lavoro nel nostro settore?

Opinione dell’utilizzatore
Una soluzione i4.0 per recinzioni, portoni e cancelli
di design e alta durabilità di Famavi

Tecnologie vernicianti
All’acqua e durabili:
una soluzione per verniciatura e decorazione
di finestre e porte di PVC

Punti di vista
Le innovazioni tecnologiche da industrializzare
negli impianti in funzionamento
quando i costi del gas metano e dell’energia elettrica
raggiungessero un momento insopportabile

Tecnologie impiantistiche
Chemtec propone una serie di azioni per ridurre il
consumo d’acqua e la dipendenza dai combustibili fossili

Tecnologie applicative
Continua il successo dell’uso dell’azoto nella
spruzzatura di vernici liquide e in polvere

Anticorrosione
I 25 anni di durabilità anticorrosiva di una vernice a polvere termoplastica
applicata a fiamma su supporti metallici, controllata con il metodo acet (iso 17.463)