Editoriale
Risparmio e nuove fonti per l’energia di processo
Le tensioni relative a costi e disponibilità di energia, elettricità e gas, in Europa e in particolare in Italia e Germania, mettono il nostro settore di fronte alla necessità di effettuare delle scelte:
1) non effettuare modifica delle fonti, se si stima che gas (o gasolio), ritornino a breve termine a prezzi ragionevoli. Se i contratti esistenti non sono disattesi dai fornitori e/o si conta sulla moderazione governativa dei fenomeni speculativi sul mercato TTF o sulla rapida fine della guerra condotta dalla Russia contro l’Ucraina, con contestuale stabilizzazione delle forniture, si tratta di una scelta conservativa ragionevole, almeno sul breve termine. Sul medio termine, sarà comunque necessario agire, dato che in Europa il gas è considerata una fonte di transizione
2) agire sui processi attuali per ridurre progressivamente la loro domanda energetica. Per esempio, introducendo sgrassaggi a temperatura ambiente; sostituendo le conversioni tradizionali con sistemi nanotecnologici; utilizzando polveri a bassa temperatura di polimerizzazione o cicli polveri su polveri; rivestendo i forni esistenti con materiali isolanti ad alte prestazioni; attrezzando con scambiatori di calore ad alta efficienza le centrali di trattamento dell’aria e i sistemi di abbattimento dei COV
3) cambiare le fonti energetiche, per esempio introducendo sistemi multi combustibile, gas/pellet o gas/idrogeno; o combustibili alternativi, pellet (biamasse) o idrogeno; o passare a sistemi totalmente elettrici.
Non sono scelte necessariamente alternative tra di loro, anzi è probabile che utilizzando diverse combinazioni possibili, “1+2” o “2+3” (essendo alternative le scelte 1 e 3) si ottengano risultati energeticamente ancora più efficienti.
Per quanto riguarda il cambio delle fonti energetiche, al momento in cui scriviamo l’editoriale l’opzione non incontra grandi favore da parte degli impiantisti, se si escludono alcune eccezioni, che infatti ci hanno segnalato di lavorare intorno ai sistemi multi combustibile ed elettrico.
Sull’uso di biomasse, in particolare pellet di legna, negli scorsi anni abbiamo già illustrato alcune realizzazioni, installate in Italia e Spagna. Oggi sono disponibili sistemi con allontanamento e raccolta automatica delle ceneri e abbattimento del particolato dalle emissioni mediante ciclone e filtro assoluto finale. Il grande vantaggio delle biomasse sono, attualmente, i prezzi comparati (almeno il 50% inferiore ai costi del gas per kWh prodotto) e la loro neutralità in quanto a produzione di anidride carbonica.
Sull’uso di sistemi misti gas/idrogeno, alcune esperienze (anche italiane) sono in fase avanzata d’industrializzazione, utilizzando tecnologie già esistenti di autoproduzione dell’idrogeno mediante pannelli fotovoltaici (idrogeno “verde”), e bruciatori per miscele gas/idrogeno. In questo caso non ci risulta ancora disponibile la relativa analisi economica.
Sommario
Editoriale | Massimo V. Malavolti
Risparmio e nuove fonti per l’energia di processo
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