728 x 90

Verniciatura Industriale 639-640

Image

In copertina

Euroimpianti

Visita il sito

Editoriale

Vernici all’acqua:
trascurata una delle più importanti tecnologie ambientali

L’inquinamento ambientale, dovuto alle emissioni di solventi emesse nell’ambiente, raggiungerebbe il milione di tonnellate se non ci fossero in funzionamento gli impianti di abbattimento a base di carboni attivi autorigeneranti e i post combustori – questi ultimi a costi d’investimento e operativi non indifferenti. I solventi rimanenti sarebbero solo quelli emessi nella verniciatura con essiccazione in ambiente: come, ad esempio, nell’anticorrosione di opere civili e industriali, nella segnaletica e traccianti stradali, nelle verniciature navali, ferroviarie e altro ancora.

Viene quindi subito alla mente la possibilità di sostituire questi prodotti con le vernici all’acqua (fondi e smalti), che ridurrebbero di oltre il 95% circa quella notevole cifra citata.

Invece esse sono ancora una nicchia sul mercato industriale (3-5%) e addirittura praticamente “zero” nel settore dell’anticorrosione, dopo 50 e più anni da quando Franco Ferri della ditta omonima di Treviglio (Bg) lanciò industrialmente per la prima volta in Italia le resine alchidiche idrosolubili essiccanti ad aria e da cuocere a forno (1969) e molto più tardi, nel 1997, le dispersioni poliuretaniche autoreticolanti senza uso di cosolventi  per la filmazione.

Certamente le difficoltà create dal loro utilizzo nel settore industriale sono dovute soprattutto al “solvente acqua”, che fatica a evaporare dal film applicato per l’elevato “calore latente di evaporazione” – che impedisce la perfetta filmazione durante l’appassimento, con tutti i difetti che si creano (mancanza di elevata brillantezza; formazione di bollicine; poca resistenza ai fenomeni fisici e altro) assieme alla necessità di un elevato consumo energetico per il condizionamento interno della cabina di applicazione, ancora percepito come una preparazione esagerata e costosa.

La soluzione all’annoso problema quindi non deve essere ricercata nelle modifiche formulative delle vernici all’acqua, bensì nei sistemi applicativi, che possono aggirare gli ostacoli creati dall’acqua presente nei film.

Uno dei più indicati è l’uso di azoto nella spruzzatura in sostituzione dell’aria compressa, perché la formazione del film con appropriate apparecchiature avviene rapidamente, in quanto la sua velocità di evaporazione dal film è doppia rispetto a quella dell’aria compressa e inoltre, l’azoto che si forma nell’apparecchiatura è sui 50°C, facendo evaporare più rapidamente l’acqua rimasta nel film, completando la formazione della pellicola verniciante (brillantezza, appassimento totale, nessuna sensibilizzazione dell’umidità ambientale e altro ancora).
Provare per credere.

Sommario

Editoriale | Danilo O. Malavolti
Vernici all’acqua:
trascurata una delle più importanti tecnologie ambientali

Opinione dell’utilizzatore | Patricia Malavolti
Uno strumento per rinnovare e modificare
la percezione di prodotti in serie

Eventi 
P&E Milano Coating Days inaugura il ritorno alla normalità per il settore della verniciatura industriale e dei trattamenti di superficie con un nuovo formato che accosta parte espositiva e parte formativa

Ad arricchire P&E Milano Coating Days 2021 una selezione di pezzi trattati con le più moderne tecnologie di rivestimento superficiale disponibili sul mercato

Economia circolare 
Economia circolare:
la verniciatura industriale é un processo che permette facile recupero e riutilizzo dei rifiuti solidi e acquosi, creati durante le varie operazioni

Sostenibilità 
Abbattimento solventi di verniciatura con impianti a carboni attivi autorigeneranti:
una tecnologia a costi contenuti di investimento e di operatività

Vernici in polvere 
Migliorano sempre di più le vernici in polvere per legno e derivati grazie a Covestro

Tecnologie impiantistiche 
Innovazioni impiantistiche di verniciatura industriale di manufatti metallici e plastici:
alcune industrializzate, altre no