Editoriale
Prima di usare vernici, controllarle
Uno degli argomenti, che chi vernicia non pone mai in primo piano, riguarda il controllo qualitativo dei prodotti vernicianti acquistati prima del loro utilizzo.
Per tre motivazioni.
La prima è legata al fatto che il notevole sviluppo della finitura a polveri o con prodotti all’acqua ha rallentato le crescite e quindi anche la qualità – in termini assoluti – dei prodotti, fissata a suo tempo come concetto principale nella finitura per ottenere manufatti verniciati validi tecnicamente e concorrenziali dal punto di vista economico.
La seconda motivazione riguarda il fatto che, senza alcun controllo, si dimentica che la responsabilità degli eventuali difetti, manifestatisi successivamente – per fortuna pochissime volte – è sempre e solo di chi vernicia, non disponendo di alcun documento di controllo qualitativo per controbattere questa scomoda posizione.
La terza motivazione è dovuta obbligatoriamente al fatto che, fino a qualche tempo fa, non esistevano metodi di controllo accelerato per conoscere la qualità anticorrosiva delle polveri e delle vernici liquide. Infatti la prova più “accelerata” possibile faceva passare 240-500- 1000 ore (cioè 10, 21 e 42 giorni) prima di ottenere un risultato tra l’altro soggettivo dovuto alla prova di nebbia salina: risultati impossibili quando l’utilizzo dei prodotti vernicianti è immediato o quasi.
Questo argomento è molto sentito dall’Anver, l’Associazione Verniciatura Industriale, che sensibilizza attraverso le pagine di questa rivista associati e non, affinchè verifichino sempre, prima di iniziare la verniciatura, la qualità effettiva delle vernici acquistate, con il metodo di controllo attuale preparato dagli specialisti internazionali della ISO (la norma è ISO 17.463) che in sole 24 ore permette di conoscere la validità anticorrosiva di vernici a polvere e liquide, con una semplice strumentazione e relativo protocollo di utilizzo, detto Metodo Acet, anche senza disporre di un laboratorio organizzato. La norma controlla elettrochimicamente quello per cui la vernice è nata: la resistenza del film come succede in natura.
Il numero di aziende, soprattutto del terzismo di verniciatura, che continua a richiedere, acquistare e applicare prodotti vernicianti in forma empirica, basandosi sulla totale fiducia della qualità del fornitore, che fornisce quello di cui dispone, è la gran maggioranza.
E, a volte, ciò porta a risultati tecnicamente insoddisfacenti, economicamente indesiderabili. Una miglior conoscenza della qualità protettiva del prodotto acquistato prima del suo utilizzo che garantisca i risultati finali, porterebbe ad un atteggiamento più obiettivo e meno empirico verso i problemi che potrebbero crearsi per ogni caso particolare di verniciatura.
Sommario
Editoriale | Danilo O. Malavolti
Prima di usare vernici, controllarle
Opinione dell’utilizzatore | Danilo O. Malavolti
Qualità e flessibilità:
le nanotecnologie come soluzione ottimale per la verniciatura conto terzi
Opinione dell’utilizzatore | Ilaria Cardellicchio
Metra Color,
sempre in prima linea con le innovazioni, internalizza il processo di sverniciatura di ganci e bilancelle installando la tecnologia Fastrip di Alit Technologies
Industria 4.0
Geolocalizzazione:
innovazione e progetti
Piano nazionale “transizione 4.0”.
Uno stimolo per aggiornare impianti, processi e apparecchiature per la verniciatura industriale
Ambiente
Economia circolare
nella verniciatura a polveri
Tecnologie vernicianti
Polimerizzazione uv di vernici in polvere:
radicalica e cationica, differenza sostanziale
Organizzazione e management
Cigni neri e notti stanche
tra empatie, reattanze e distopìe













