Editoriale
Produttività
l recupero di livelli accettabili d’attività economica e ricchezza passa per la via, stretta, dell’aumento della produttività. Stretta, perché nei Paesi in cui viviamo e lavoriamo, quello della produttività (e degli investimenti collegati) è un parametro sconosciuto (o misconosciuto), perché le ipertrofiche amministrazioni pubbliche lo negano per principio o legge, perché la maggioranza delle popolazioni sono ormai convinte che sia il sussidio pubblico la soluzione che permette di galleggiare sulla linea della povertà.
La realtà insiste, al contrario, a dare evidenza che ad amministrazioni e Stati non è dato moltiplicare pani e pesci, come capitato una volta, ma grazie a poteri molto ma molto speciali.
Tocca agire, fare, per cuocere i pani o pescare i pesci, e poi ancora, agire e fare con intelligenza per moltiplicarli, se si vuole davvero programmare l’allontanamento delle nostre società da quella scomoda linea (e dato che siamo tanti, bisogna anche stare attenti a non esaurire legna per forno e pesce da pescare). L’industria manifatturiera, come sempre a partire dalla prima rivoluzione industriale, si assumerà il compito di riprendere a creare, a moltiplicare, e utilizzando sempre meno risorse.
Per questo, bisogna focalizzare l’attenzione sulla produttività, il fondamentale rapporto fra la quantità (o il valore) di quanto prodotto e la quantità (o il valore) dei fattori che hanno contribuito a determinarlo, rapporto che migliora a seconda del “nesso d’efficienza”, la tecnologia, intelligenze ed esperienze accumulate e integrate nei nuovi prodotti, nei nuovi processi, nelle nuove macchine e impianti.
Le tecnologie per migliorare la produttività – concetto distinto dall’aumento dei volumi produttivi (che naturalmente, si spera comunque che possano tornare ad essere in crescita) – sono disponibili, industrializzate o in fase avanzata d’industrializzazione anche nel campo dei trattamenti delle superfici: gestione automatica in continuo dei processi di pretrattamento, sistemi ad alta efficienza per l’applicazione vernici (apparecchiature elettrostatiche, azoto come fluido di trasporto), automazione robotizzata, prodotti vernicianti ad alta reattività, sistemi di trasporto pezzi ad altissima flessibilità, sistemi di tracciabilità (geolocalizzazione di lotti, pezzi, prodotti, flussi dei materiali), sistemi d’ottimizzazione della gestione delle attività 4.0, e così via. In ogni numero della rivista ne diamo conto, con analisi approfondite – certamente, richiedono un impegno di lettura superiore rispetto all’occhiata rapida delle inserzioni pubblicitarie postate nei diversi “social”, ma pensiamo che proprio l’analisi approfondita sia la funzione della stampa tecnica di qualità – che speriamo presto possano tornare ad essere fonte di dibattito “in presenza”, nelle differenti manifestazioni che organizzeremo il prossimo anno, direttamente – P&E a Milano (Italia) e Bilbao (Spagna) – e con partner locali in Colombia e in Messico.
Sommario
Editoriale | Massimo V. Malavolti
Produttività
opinione dell’utilizzatore | Ilaria Cardellicchio
Pretrattamento monostadio di manufatti metallici:
versatilità, semplicità di utilizzo e risparmio economico in un’unica soluzione
tecnologie
Walterscheid Powertrain Group sceglie Tecnofirma per la realizzazione di un nuovo impianto per la verniciatura di giunti cardanici e alberi di trasmissione
aziende storiche
Il nuovo stabilimento della Ravarini Castoldi:
un successo dovuto all’elettrostatica italiana nel mondo
normative
L’applicazione del Regolamento REACH al mondo degli articoli
organizzazione e management
La Motivazione
qualità
Un’analisi della norma 12944:2018
per la verniciatura a polvere dell’acciaio













