EDITORIALE
RIPARTIAMO O “ANDIAMO AVANTI”?
Uno dei verbi che viene usato maggiormente in questi giorni è “ripartire”.
Tra i significati letterali quello che possiamo considerare più attinente è “rimettersi in moto”. Il senso potrebbe avere, di questi tempi, un aspetto conservativo, poiché ri-partire potrebbe voler dire che riprendiamo da dove ci siamo lasciati. Invece il 2020 segnerà inevitabilmente – se vogliamo “sopravvivere” – il momento dove dovremo guardare avanti, facendo un salto di qualità: il “tiremm innanz” dei lombardi, l’”andiamo avanti”, il motto del direttore di questa rivista che avete in mano (o forse state leggendo la versione digitale?).
Da dove cominciare?
Due saranno i “macro argomenti” che dovranno essere approfonditi per guardare al futuro:
- la digitalizzazione
- l’economia circolare.
La digitalizzazione, o informatizzazione, il cui scopo è trasformare le informazioni analogiche in digitali che possono essere usate da sistemi elettronici, è la via intrapresa ormai da anni in diversi settori manifatturieri. Nell’industria della verniciatura stenta ad essere considerata una opportunità per aumentare la produttività e migliorare la qualità sia dal punto di vista organizzativo che di risultati, se non in alcune realtà che guidano i propri comparti. La capacità delle aziende di raccogliere i propri dati e elaborarli con l’aiuto di questi strumenti è una strada ormai tracciata e non si torna più indietro.
Cosa c’entra invece l’economia circolare?
La trasformazione dei sistemi produttivi ed economici lineari odierni, basati sulla filiera estrazione-produzione-consumo- smaltimento, deve trasformarsi in un sistema chiuso dove lo scarto diventa risorsa da immettere di nuovo nel flusso produttivo oppure utilizzabile in modo efficiente da altre filiere per generare valore.
Non si tratta solo di ecologia, quindi, ma di accettazione del fatto che il nostro sistema economico non riesce più a sostenere l’economia degli scarti – le risorse non sono infinite – e per cogliere l’opportunità di essere aziende virtuose conformi agli indicatori di responsabilità sociale d’impresa.
Il primo passo da fare è quello del riutilizzo di sottoprodotti a partire dagli scarti industriali, ad esempio le vernici, per immetterli nel proprio o in altri processi produttivi: nel mercato italiano già alcune aziende – ad esempio i produttori di vernici in polvere Bullcrem Lack e SBS Steel Belt Systems – stanno proponendo ai propri clienti un processo comune virtuoso che, pur richiedendo a ciascuno uno sforzo organizzativo e di superamento delle abitudini, risulta favorevole economicamente per tutti.
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SOMMARIO
Editoriale | Patricia Malavolti
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