Il Digital Product Passport (DPP) è una delle principali iniziative dell’Unione Europea per promuovere la sostenibilità e la tracciabilità dei prodotti, come parte del regolamento Ecodesign for Sustainable Products Regulation (ESPR). Questo strumento digitale raccoglie informazioni dettagliate sul ciclo di vita di un prodotto, dalla produzione allo smaltimento, e sarà obbligatorio per diverse categorie di prodotti nei prossimi anni.
Il Digital Product Passport (DPP), o passaporto digitale del prodotto, è uno strumento pensato per migliorare la trasparenza e la tracciabilità lungo l’intera filiera di un bene. Previsto dal Green Deal europeo e parte integrante delle politiche sull’economia circolare, il DPP raccoglie e rende accessibili le informazioni chiave su un prodotto durante tutto il suo ciclo di vita: origine delle materie prime, processi produttivi, riparabilità, riciclabilità, impronta ambientale.
L’obiettivo principale è quello di fornire a consumatori, aziende e autorità uno strumento digitale consultabile, spesso tramite QR code o tecnologie RFID, per conoscere la “storia” del prodotto e fare scelte più consapevoli.
Il DPP sarà obbligatorio in Europa per diversi settori a partire dal 2026, con un’implementazione graduale che coinvolgerà inizialmente testi, batterie ed elettronica. Si tratta di una svolta cruciale per la sostenibilità industriale, la lotta al greenwashing e la promozione di un’economia più responsabile e trasparente.
Scadenze e settori coinvolti
Le scadenze per l’implementazione del DPP variano a seconda del settore e saranno definite attraverso atti delegati successivi al regolamento ESPR. Attualmente, le informazioni disponibili indicano che:
Batterie: Il regolamento (UE) 2023/1542 prevede l’obbligo del DPP per le batterie industriali ricaricabili a partire dal 18 febbraio 2026.
Tessile e moda: L’obbligo del DPP per i prodotti tessili, in particolare abbigliamento e calzature, è previsto per il 2027.
Elettronica di consumo: Le apparecchiature elettriche ed elettroniche saranno tra le prime categorie a dover adottare il DPP, con l’obbligo che entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2026.
Prodotti chimici, mobili, plastica, giocattoli e beni di lusso: Per questi settori, l’obbligo del DPP è previsto tra il 2026 e il 2030, con date specifiche che saranno definite attraverso atti delegati.
Situazione in Italia
Al momento, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) non ha ancora pubblicato linee guida ufficiali specifiche per l’implementazione del DPP. Tuttavia, è previsto che il ministero fornisca indicazioni dettagliate in vista delle scadenze europee.
Prossimi passi per le aziende
Per prepararsi all’adozione del DPP, le aziende dovrebbero:
- Mappare la propria filiera: Identificare tutti i fornitori e i processi coinvolti nella produzione per garantire la tracciabilità delle informazioni
- Digitalizzare i dati di prodotto: Raccogliere e organizzare le informazioni relative ai materiali, ai processi produttivi, alla durabilità e alla riciclabilità dei prodotti
- Collaborare con partner tecnologici: Valutare soluzioni software che supportino la creazione e la gestione dei DPP, assicurando la conformità con le normative europee
- Monitorare le normative: Rimanere aggiornati sulle disposizioni legislative europee e nazionali relative al DPP.
L’adozione del Digital Product Passport rappresenta un passo significativo verso una maggiore sostenibilità e trasparenza nella produzione e nel consumo dei beni. Le aziende che si preparano in anticipo potranno non solo garantire la conformità normativa, ma anche offrire un valore aggiunto ai consumatori sempre più attenti all’impatto ambientale dei prodotti.















