È stato pubblicato lo scorso 14 febbraio il rapporto Sace relativo alle dinamiche dell’export del sistema economico italiano. Di seguito estrapoliamo alcuni tra i dati pubblicati: nonostante il nostro settore non sia considerato autonomamente, tuttavia ci sono indicazioni interessanti all’atto di orientare le decisioni in relazione ai mercati con migliori prospettive di crescita.

«Come è andata nel 2023? Nello scorso anno – si legge nel rapporto – il valore dell’export italiano è rimasto stazionario rispetto all’anno precedente; al netto dell’energia si sarebbe registrata una crescita dell’1,3%. La dinamica è stata determinata da un aumento dei valori medi unitari (+5,3%) e da una riduzione, di pari entità, del dato in volume (-5,1%).
Chiudono l’anno in flessione le vendite verso i Paesi Ue (-2,3%), influenzate soprattutto dal dato negativo della Germania (-3,6%)».

Congiuntura, tendenza e contesto globale
«A dicembre – prosegue il rapporto – le vendite estere hanno riportato un incremento dell’1,2%, sintesi di simili aumenti per i Paesi Ue (+1,3%) e quelli extra-Ue (+1,1%). L’ultimo trimestre del 2023 si è chiuso in espansione (+1,4% rispetto ai tre mesi precedenti). L’export si è invece contratto ancora in termini tendenziali (-7,8% dopo il -4,2% di novembre), a riflesso dei cali di metalli e prodotti in metallo (-14,5%), articoli farmaceutici (-11,2%), raffinati (-19,5%) e prodotti chimici (-10,1%). L’avanzo commerciale, pari a €5,6 miliardi a dicembre, ha mantenuto l’apporto positivo dell’area extra-Ue, al netto di un disavanzo per l’Ue».

Focus industrie e settori
«In termini di raggruppamenti principali di industrie, i beni strumentali hanno guidato la crescita (+8,4%), a fronte di un contenuto calo dei volumi (-1,1%). Più modesto, ma comunque rilevante, il contributo fornito dai beni di consumo (…).
La meccanica strumentale è stata il secondo settore, dopo i mezzi di trasporto, a registrare il maggior incremento nel 2023 (+8,8%). La domanda è risultata particolarmente vivace da Paesi Opec (+26,2%), Asean (+15,6%), India (+14,7%) e Stati Uniti (+11,4%)».
Per concludere, visti i risultati dello scorso anno e le tendenze in atto, per i produttori italiani di beni strumentali i mercati internazionali rimangono un’opportunità eccellente, in particolare al di fuori del mercato europeo. Gli Stati Uniti (e mercati collegati in ambito manifatturiero dal trattato T-Mec, Canada e Messico), sono un obiettivo molto interessante, tenuto conto che l’aumento percentuale si riferisce a grandezze già significative e che tali mercati sono attualmente in fase di notevole espansione.

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