ALLA VERMAT, AD ESEMPIO, SI CONTROLLA LA VISCOSITA’
Già nel passato siamo stati ospiti di Vermat, verniciatura conto terzi con sede a Bagnolo in Piano, in provincia di Reggio Emilia (vedi Verniciatura Industriale n. 597/gennaio 2018, visitata a seguito dell’installazione di robot antropomorfi all’interno delle cabine), azienda con spiccata propensione all’innovazione ma soprattutto alla ricerca costante di strumenti per definire la qualità finale dei manufatti. Questa volta siamo stati invitati a verificare per i nostri lettori l’applicazione di uno strumento avanzato che permette il controllo della fase di spruzzatura. L’azienda si trova in una fase di transizione dalla verniciatura con prodotti a solvente alle vernici all’acqua. Entro la primavera saranno terminate le modifiche all’impianto di applicazione e, proprio per questo motivo i soci, Raoul Obbia e Gianluca Bartoli hanno deciso di coinvolgere Pentris con Stefano Sala per la messa a punto del sistema Sprayvision. Infatti la verniciatura all’acqua è generalmente più sensibile di quella al solvente alle variazioni ambientali, alla maggiore o minore temperatura, alla maggiore o minore umidità: la possibilità di controllare e definire degli standard di viscosità della vernice applicata è la prima necessità di Vermat.
Il sistema Sprayvision, ci spiega Stefano Sala:
«E’ costituito da un software che legge e analizza attraverso una scansione il “pennello” spruzzato su un supporto, in questo caso un foglio trasparente posizionato ai bordi della cabina, ma è possibile analizzare anche un pattern dinamico. La lettura dei parametri morfologici del “pennello” attraverso il software da noi elaborato, consente di dare una serie di indicazioni, tra i quali anche la viscosità delle vernici, l’attuale richiesta di Vermat».
A COSA SERVE IL SISTEMA SPRAYVISION
Il sistema controlla diversi parametri a partire dallo spruzzo di verniciatura. Grazie ai risultati dell’analisi si può regolare al meglio il processo di applicazione delle vernici.
E’ costituito da:
- Scanner SprayCapture
- Un software Sprayvision.
COME FUNZIONA IL SISTEMA?
La sequenza operativa è così determinata (esempio applicato al caso Vermat):
- il robot antropomorfo spruzza su foglio trasparente posizionato ai bordi della cabina ad una distanza di 25 cm dal foglio stesso nella fase iniziale di verniciatura del lotto
- lo scanner importa l’immagine, detta “spray pattern”, dello spruzzo
- una volta importata l’immagine, il software analizza differenti parametri morfologici, cioè elabora la forma e il posizionamento delle goccioline del “pennello”
- si effettua una calibrazione per ogni tipologia di vernice.
QUALI PARAMETRI SI POSSONO CONTROLLARE?
Il software Sprayvision è in grado di elaborare, a partire dalla forma del “pennello”, alla dimensione e posizionamento dell’overspray, alla tipologia della pistola (se HVLP, elettrostatica, convenzionale) una serie di parametri:
- orientamento e traiettoria della pistola
- efficienza di trasferimento
- spessore (micron applicati)
- atomizzazione (viscosità della vernice)
- volumi trasferiti (in mm3)
- altezza e larghezza del pennello
- intersezione delle traiettorie
- residuo secco.
A partire dall’analisi di questi parametri è possibile correggere il processo di verniciatura secondo le proprie necessità, impostando correttamente l’applicazione (pistola, ventaglio di spruzzatura, quantità erogata, e altro).
CONCLUSIONE
«La nostra idea – ci spiega Stefano Sala di Pentris – è quella di dare uno strumento fisso da inserire in cabina per il controllo del processo ad inizio operazioni».
In questo modo l’operatore avrà a disposizione uno strumento preventivo per la regolazione del risultato finale.
«Proseguiamo nell’organizzazione della nostra verniciatura con strumenti automatici (prima i robot, ora questo software), completamente interconnessi con il gestionale aziendale: in questo modo abbiamo la possibilità di garantire uno standard di risultati che rispettano le prescrizioni, sempre più graditi o, meglio, incentivati dalla clientela multinazionale che serviamo» – concludono Raoul Obbia e Gianluca Bartoli di Vermat.






















