Estratto dalla relazione presentata nei P&E Coating Days 2025 da Angelo Radaelli, Airtreco
Sul funzionamento degli RTO (ossidatore termico-rigenerativo) per l’eliminazione dei COV dai flussi in uscita dagli impianti di verniciatura non ci sono più grandi segreti. Oggi tutti i migliori costruttori ottengono efficienze (termiche) nell’ordine di almeno il 95-96%. Installando RTO elettrici è però possibile ottenere efficienze ancora superiori, fino al 98%, e contemporaneamente ridurre le emissioni di CO2.
Gli RTO (ossidatori termici rigenerativi) sono costituiti da 3 torri di scambio termico e da una camera di combustione dove vengono bruciati i COV (solventi).
La camera di combustione viene mantenuta a una temperatura di 780-900 °C (in funzione dei COV da trattare) tramite bruciatori a metano oppure, con le nuove tecnologie, da resistenze elettriche.
Più alta è l’efficienza termica del RTO (recupero energetico delle torri) minore quantità di COV serve per l’auto-sostentamento del medesimo.
Gli RTO elettrici di ultima generazione utilizzano resistenze per l’avviamento e il mantenimento dell’impianto durante la fase di depurazione o stand-by.
I vantaggi degli RTO elettrici sono:
- aumento dell’efficienza termica dovuta al fatto che non vi è apporto di aria comburente in camera di combustione (necessaria, invece, al funzionamento del bruciatore a metano) da dover scaldare dalla temperatura ambiente esterna alla temperatura di 780-900 °C. Non essendoci aria comburente l’efficienza termica del RTO elettrico aumenta fino al 98%. Di conseguenza, anche con un flusso di aria da depurare contenente una bassa concentrazione di COV si può raggiungere l’autosostentamento
- con l’RTO elettrico è possibile eseguire lo spegnimento completo dell’impianto a fine turno perché grazie al sistema di movimentazione valvole di processo si andrà a sigillare gli ingressi di entrata/uscita aria RTO, in modo da ridurre la dispersione termica. Questo permetterà un riavvio con un minor apporto energetico
- non è richiesta la fornitura e posa di una linea metano a bordo impianto
- minor manutenzione dell’RTO in quanto assente il bruciatore
- non utilizzando il bruciatore a metano si ha una riduzione delle emissioni di CO2 e NOx in atmosfera dovute alla combustione (ogni Smc di metano bruciato produce 1,956 kg di CO2).
In definitiva, si tratta di macchine di più semplice installazione, minore impatto ambientale e costi di gestione più contenuti.
RECUPERO ENERGETICO
Se nel nostro flusso da depurare abbiamo alte concentrazioni di COV, queste, quando bruciano, vanno a innalzare la temperatura dell’aria e quindi sarà possibile recuperare energia dal flusso tramite adeguati scambiatori di calore.
Questa energia recuperata può essere riutilizzata per produrre acqua calda, per scaldare aria da inviare alle cabine/forni di verniciatura, ai tunnel di flash-off, o per riscaldare lo stabilimento nella stagione invernale.
In alcuni casi particolari si possono installare anche scambiatori aria-olio diatermico, prelevando una quota determinata d’aria direttamente dalla camera di combustione.
















