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Dal 1 maggio l’accordo UE-Mercosur in applicazione provvisoria

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Dopo negoziati durati 25 anni, conclusi nel dicembre 2024, entra in vigore, provvisoriamente, l’accordo UE-Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay). Provvisoriamente, perché si è in attesa della pronuncia dei magistrati comunitari, chiamati a esprimersi sulla compatibilità formale dell’accordo con le norme europee su denuncia delle corporazioni europee dell’agroindustria, spaventate dal dover giustificare gli straordinari rincari dei loro prodotti prendendo come scusa l’aumento del gasolio da autotrazione.

Tutte le associazioni che rappresentano l’industria manufatturiera spingono per l’immediata applicazione dell’accordo, che prevede:

  • dazi azzerati subito per l’11% delle linee tariffarie, liberalizzazioni in 4-10 anni.
  • risparmio stimato di 4 miliardi di euro annui per le imprese europee.
  • liberalizzazione del 90% dei beni industriali e del 93% dei prodotti agricoli del Mercosur.
  • accesso facilitato agli appalti pubblici e rimozione delle barriere non tariffarie.

Gli impatti economici e commerciali sono potenzialmente molto interessanti, in particolare – anche se non esclusivamente – per le attività in Brasile, l’economia più importante di tutto il Sud America:

  • si apre un mercato di oltre 300 milioni di consumatori. Circa 13.000 imprese italiane già esportano nella regione, verso Brasile (circa 10 miliardi di dollari, oltre il 30% di macchinari e attrezzature), in misura minore Argentina (circa 1,3 miliardi di dollari), Uruguay (370 milioni) e Paraguay (120 milioni). In generale, i tassi d’interesse sono molto alti, in questo il supporto di Simest-Sace con i programmi tipo Credito Fornitore (si veda più avanti) sono un ulteriore potenziale vantaggio competitivo per le imprese italiane.
  • l’export totale italiano, nel 2025, è stato intorno agli 12 miliardi di dollari, ed è cresciuto quasi del 3% nell’ultimo anno.
  • Argentina: crescita del PIL 2025 del 4%, inflazione intorno al 30% (in netta decrescita rispetto agli anni precedenti). Nel 2025 più della metà dell’export italiano ha riguardato beni d’investimento (circa 500 milioni di euro)
  • Brasile: crescita del PIL 2025 intorno all’1,2%, inflazione intorno al 4%.
  • Uruguay: crescita del PIL 2025 intorno al 2,5%. Il paese mantiene rating investment grade, con inflazione al 4,5%, e si sta affermando come polo d’innovazione.
  • Paraguay: crescita PIL 2025 intorno al 5%.

Le stime di crescita dell’export italiano a regime sono di 14 miliardi di vendite aggiuntive, tra l’altro in un momento dove molti dei mercati delle nostre imprese sono chiusi o in difficoltà (Russia, Medio Oriente, Germania) e dal ritorno dei dazi in altri mercati considerati strategici.
Per quanto riguarda le micro e piccole imprese, Confartigianato calcola che nei settori dove la loro presenza è maggiore – moda, legno-arredo, prodotti in metallo, gioielleria e occhialeria – le esportazioni italiane raggiungono 1 miliardo di euro, pari al 17,1 per cento dell’export Ue in questi comparti. La liberalizzazione di oltre il 90 per cento delle linee tariffarie prevista dall’accordo aprirebbe nuovi spazi competitivi anche per distretti simbolo dell’eccellenza artigiana italiana. «Le economie del Mercosur – ha recentemente sostenuto il presidente di Confartigianato, Marco Granelli, in un’intervista rilasciata a Il Foglio lo scorso 24 gennaio – mostrano una crescente domanda di beni strumentali, meccanica di precisione, prodotti di design e arredo di fascia medio-alta, ambiti nei quali le Pmi italiane esprimono competenze distintive…Il successo dell’accordo Ue-Mercosur dipenderà anche dalla capacità di trasformarlo in un’opportunità reale per le micro e piccole imprese” e ribadisce l’impegno dell’associazione presieduta a rafforzare i servizi di accompagnamento all’export, le missioni imprenditoriali e la collaborazione con istituzioni e sistema camerale».
Due aziende pubbliche, Simest e Sace mettono a disposizione degli esportatori due prodotti interessanti, spesso sottovalutati, in particolare, dalle piccole aziende del nostro settore:

Contributo Export su Credito Fornitore
È un contributo in conto interessi concesso da Simest all’esportatore italiano a parziale o totale riduzione del costo dello smobilizzo di titoli di pagamento (ivi incluso crediti nella forma di lettere di credito stand by e lettere di garanzia autonome e irrevocabili) emessi dall’acquirente estero a fronte della dilazione di pagamento a medio lungo termine prevista nei contratti di fornitura di beni e servizi di investimento. Sono ammissibili ai contributi credito fornitore anche gli smobilizzi di fatture commerciali. Una recente modifica al prodotto Simest estende a tutti i contratti di esportazione il contributo export fino al 5%. È inoltre prevista l’estensione dell’intervento agevolativo a contratti di esportazione “quadro”, ossia contratti di fornitura di diverse tipologie di beni strumentali, anche appartenenti a differenti settori industriali.

Assicurazione del credito commerciale
A integrazione di Credito Fornitore, Sace mette a disposizione Export Up, per l’assicurazione del credito commerciale.
L’assicurazione del credito commerciale (oggi si accede anche solo per via digitale), previsto ordinariamente per operazioni fino a 10 milioni di euro, è stato recentemente esteso fino a 50 milioni, per singola commessa o transazioni ripetute. La singola commessa assicura dal rischio di mancato pagamento e dal mancato recupero dei costi di produzione per revoca del contratto, per indebita escussione delle fideiussioni e distruzione, danneggiamento, requisizione e confisca dei beni esportati. Per i rapporti commerciali continui, la copertura che assicura le transazioni ripetute per la fornitura di beni di consumo e servizi può operare per singolo cliente o per una loro selezione, conta su un monitoraggio costante della solidità dei clienti e, in caso di mancato pagamento, su un indennizzo a data certa. Attualmente è stata attivata un’opzione che, come detto, permette di assicurare le operazioni fino a 50 milioni di euro, con durata fino a 23 mesi e assicurare il rischio di produzione fino a 60 mesi. In definitiva, l’attivazione della polizza permette di:

  • ricevere in poco tempo una valutazione preventiva della solvibilità dei clienti
  • concedere ai propri clienti dilazioni di pagamento competitive e differenziate
  • ottenere una copertura dal rischio di credito (mancato pagamento) dei crediti commerciali
  • monitorare costantemente i propri clienti inseriti in copertura
  • monetizzare i crediti assicurati e rappresentati da cambiali o da fatture in tempi brevi attraverso la cessione della copertura assicurativa alla banca scontante.

Le principali banche italiane hanno un servizio che permette di utilizzare questi prodotti, un modo che il cliente estero possa beneficiare della dilazione nel pagamento senza dover ricorrere al sistema bancario locale, e all’esportatore di ridurre significativamente il rischio e trasformare rapidamente in liquidità (fino all’80%) la polizza Sace.