Eccimero

eccìmero s. m. [comp. di ecci(tato) e -mero].

 

Abbiamo approfondito il tema con Cristian Giovannini, Product Manager dell’azienda Cefla Finishing.

 

1 – Quali sono i vantaggi legati all’utilizzo degli eccimeri in termini di prestazioni e miglioramento tecnologico e/o ambientale?

Questa tecnologia offre diversi benefici che vanno dalla finitura fortemente opaca, che impedisce le macchie da impronta digitale, alla resistenza chimica, nonché ai graffi e all’usura. Inoltre, l’effetto finale soft-touch è esteticamente apprezzabile e si ottiene su materiali diversi, legno e altro.

La tecnologia opacizzante agli eccimeri si basa essenzialmente su una fase di polimerizzazione che avviene dopo la gelificazione e prima della completa reticolazione della vernice. Con lampade dedicate che usano una lunghezza d’onda di 172nm, si ottiene uno strato superficiale caratterizzato da una micro-struttura parzialmente reticolata. Siccome le lampade non generano calore, un vantaggio immediato è quello di poter trattare materiali sensibili al calore come plastica o pellicole sottili. Una delle problematiche finora riscontrate è legata all’ottenimento dell’effetto super-opaco sui bordi o su pannelli che presentano degli elementi in rilievo. Questo è dato dalla difficoltà di rimuovere efficacemente l’ossigeno presente all’interno del forno, cosa indispensabile perché il processo opacizzante deve avvenire in assenza di ossigeno. Il forno che abbiamo sviluppato risolve questo e altro.

2 – Quali sono le caratteristiche della soluzione che avete sviluppato e a quali esigenze rispondono?

Partendo dal tema appena accennato, la rimozione dell’ossigeno, il forno Exydry- Z elimina questo gas utilizzando una quantità di azoto estremamente bassa, limitando costi e consumi e rafforzando la sostenibilità della soluzione. Inoltre, un nostro sistema brevettato consente di ottenere l’effetto super-opaco anche sui bordi e su manufatti 3D. Questo porta ad avere antine, per esempio, con bordi opachi e resistenti quanto sono le loro superfici.

Un ulteriore aspetto consente un flusso continuo di pannelli sagomati attraverso il forno, togliendo tutto l’ossigeno senza mai fermare l’impianto. Mentre i benefici chiave sono quelli relativi alla migliore qualità di finitura e alla capacità di ottenerla su degli oggetti tridimensionali, vi è ugualmente un incremento nell’efficienza produttiva.

3 – Quali evoluzioni prevedete per questo tipo di tecnologia e a quali innovazioni è proiettata la vostra ricerca?

Le evoluzioni che riguardano questa tecnologia sono legate allo sviluppo di un numero sempre maggiore di prodotti vernicianti adatti, e alla costante ricerca condotta per ridurre ulteriormente la quantità di gas inertizzante che serve a minimizzare l’effetto inibitorio dell’ossigeno. È evidente che la sostituzione dell’ossigeno presente in aria con azoto (ad esempio) ha un costo significativo. Riuscire a ridurre il consumo di quest’ultimo, consente una maggiore sostenibilità del processo in sé. Inoltre stiamo valutando come poter trattare manufatti dalle dimensioni sempre maggiori e ingombranti, sempre con un occhio di riguardo al consumo di azoto.

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