1970:
Anno del grande sviluppo tecnologico della verniciatura industriale

Il 1970 è l’anno dello sviluppo tecnologico italiano della polimerizzazione a forno, non tradizionale ad aria calda, che gli impiantisti si sono incaricati successivamente di industrializzare dato il rifiorire, nel decennio appena terminato, di prodotti vernicianti con caratteristiche fisiche avanzate: quelli ad indurimento con fasci elettronici, con irraggiamento elettromagnetico: UV, con energia di microonde e a “plasma spraying”: una prima, importante, dimostrazione della primazia italiana nella verniciatura industriale, ufficializzata poi nei successivi anni 80-90.

Ma è anche l’anno di chi cerca di ridurre gli stadi del pretrattamento (i 5-7 stadi della fosfatazione
di ferro e di zinco cristallino) per aiutare i terzisti a ridurre al massimo gli spazi occupati nei propri piccoli capannoni, ora che stanno adeguando l’operazione di verniciatura con un impianto in continuo. É il compito della plaforizzazione, una tecnologia di pretrattamento polifosfatico, ad un solo stadio ad immersione e a spruzzo (che in 60 secondi sgrassa/fosfata/passiva (dopo asciugatura) prima della finitura (che nel caso della ditta Selle Aquila di Milano è ad  immersione).

Pretrattamento e finitura in continuo sono i primi sintomi della creazione dell’industria della verniciatura (che ancora non esiste come tale, perché i terzisti sono ancora artigiani, prestatori di manodopera), in questo aiutata dallo sviluppo industriale – il cosiddetto “miracolo italiano” – che ha portato alla saturazione delle aziende che verniciano in proprio, che tendono a contrarsi per la continua diminuzione della manodopera (si stanno cercando forme di lavoro più “accomodanti”) e che ha portato alla lievitazione dei costi di manodopera, fenomeno irrefrenabile che ha causato, come prima conseguenza, l’esternalizzazione del lavoro ai citati “prestatori di manodopera”: nasce così il terzismo italiano di verniciatura in un numero tale di aziende che non ha eguali in Europa.

Mentre sta nascendo l’industria del terzismo di verniciatura, l’industria automobilistica e dei veicoli industriali, della trattoristica e degli elettrodomestici macina vasche di primerizzazione elettroforetica (impianti Drysys, Empis, Olpi e Idro-Volt). Si cerca anche di semplificare  l’applicazione elettrostatica di vernici liquide e in polvere (eliminazione del cavo di alto voltaggio, generatore, trasformatore e altri strumenti del sistema operativo elettrostatico) con il sistema “elettrogasdinamico” (conversione diretta dell’energia cinetica di un flusso D’aria compressa in elettricità di alto voltaggio – 50-70.000 V – con una semplice batteria al cadmio- nichel di 6.000 volt).