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Verniciatura Industriale 685

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Finishing Group – Euromask

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Editoriale

Siamo pronti?

Me lo sto chiedendo da giorni.
Siamo pronti ad accogliere davvero i nuovi stimoli che arrivano da un cambiamento di sentire, profondo e collettivo?
Le direttive Ecodesign e, più in generale, l’inseguimento di normative in materia di sostenibilità, possono talvolta sembrare misure calate dall’alto – e spesso lo sono – imposte da istituzioni sovranazionali o governi senza un apparente legame diretto con la realtà quotidiana delle persone o delle imprese. Tuttavia, queste normative non nascono nel vuoto: si basano e si sviluppano a partire da cambiamenti concreti già in atto nella società.
Un esempio evidente è l’evoluzione del rapporto delle nuove generazioni con il lavoro e l’ambiente. I giovani di oggi hanno un approccio profondamente diverso rispetto alle generazioni precedenti: sono più attenti all’impatto ambientale delle loro scelte e molto spesso richiedono che prodotti e servizi siano sostenibili per definizione. In questo contesto, le direttive Ecodesign – che impongono ad esempio l’efficienza energetica, la riparabilità, la durabilità o il riciclo dei prodotti – non fanno altro che formalizzare e rafforzare tendenze già esistenti, rispondendo a una domanda sociale e economica crescente.

In altre parole, il cambiamento non è solo imposto dalle normative, ma nasce dalla società stessa, che evolve nei valori, nei comportamenti e nelle aspettative. Le leggi, di conseguenza, accompagnano e strutturano questa trasformazione, rendendola più coerente, misurabile e efficace.
In questo scenario, la tecnologia non rappresenta solo un’evoluzione funzionale, ma diventa un mezzo fondamentale per ripensare i processi, aumentare l’efficienza, assumersi nuove responsabilità e ridurre l’impatto ambientale.

Oggi serve anche giusto, trasparente, consapevole.
Alcune filiere lo stanno capendo molto bene. Penso, ad esempio, a quella dell’accessorio metallico per la moda, di cui si parla in questo numero, dove si cominciano a vedere investimenti reali verso una produzione più responsabile.
Questa ondata sarà trascinata dalla sensibilità delle nuove generazioni, che generalmente non sono più disponibili ad accettare indiscriminatamente ciò che viene proposto dal mercato.
La tracciabilità di un prodotto sarà una richiesta dal basso, non serviranno imposizioni.
Le superfici richiederanno una particolare attenzione, non si tratta solo di “attenzione all’ambiente”, ma sicuramente di “etico”.
Tutti ci stiamo avvicinando, più o meno rapidamente, a una nuova idea di qualità, che si costruisce intorno alle 5 R dell’ecodesign: ridurre, riutilizzare, riciclare, riparare, ripensare.

Il punto, però, resta quello iniziale:
siamo pronti ad accettare che qualcosa dovrà cambiare?
Che l’intelligenza – naturale, artificiale, collettiva, come dice il titolo della biennale di architettura di Venezia – deve entrare in ogni fase, dall’ideazione alla produzione?
Forse non abbiamo tutte le risposte.
Ma è proprio per questo che vale la pena iniziare a farci le domande giuste.

Sommario

Editoriale | Patricia Malavolti
Siamo pronti?

L’Opinione dell’utilizzatore
Verniciatura Industriale Spinese:
flessibilità, rapidità e sostenibilità ambientale

Flessibilità e miglioramento continuo.
Nuova linea di verniciatura per Inovocorte

Tecnologie d’applicazione
Tecnofirma e la verniciatura delle ruote:
efficienza, controllo e sostenibilità per un processo evoluto

Scenari
L’innovazione dell’accessoristica di metallo per la moda passa
anche attraverso le tecnologie di rivestimento

Tecnologie vernicianti
Innovazione e visione:
il futuro delle vernici passa dall’evoluzione tecnologica delle materie prime

Industrializzazione
Personalizzazione e standardizzazione “intelligente” nella produzione di ganci, telai e bilancelle

In questo numero: