EDITORIALE
INNOVAZIONE, FORMAZIONE
Sono due parole, innovazione e formazione, che rischiano di diventare dei mantra svuotati di
significato, anche se spesso si pronunciano insieme.
Da più parti infatti si dice che i cambiamenti repentini dell’era digitale richiedono una formazione continua dei lavoratori che, rispetto al passato, non manterranno nel tempo il lavoro con il quale hanno iniziato la carriera lavorativa. Si stima che nei prossimi anni la durata media di un lavoro sarà di 5 anni.
In realtà questa “formazione continua” spesso è risolta spulciando nel web informazioni a casaccio, senza esattamente sapere cosa si deve cercare. La figura del docente, in generale, ha perso di autorevolezza a tal punto che non si ritiene più di avere beneficio da momenti di confronto con chi dovrebbe avere più competenze di noi. Spesso ci si affida ai “sentito dire” che non hanno fondamento.
“Fake news” e notizie senza riscontri – a volte condite da un po’ di calunnia – la fanno da padrona, soprattutto sulle nuove generazioni che già non sono attratte da attività legate al manifatturiero. Il ruolo di “selezione” delle notizie e degli argomenti che storicamente hanno svolto le riviste di settore non sono più ritenute necessarie dalle aziende che dovrebbero invece appoggiare la comunicazione specialista senza affidarsi esclusivamente a quella “generalista” e superficiale oppure a quella interna – con effetto “guardiamoci allo specchio”. Aziende e professionisti si ritrovano così senza ricambio di figure professionali in grado di affrontare con competenze adeguate – oppure anche solo con volontà di imparare un lavoro – nuove sfide dove in gioco ci sono produttività, flessibilità e, appunto, innovazione.
Per innovare è fondamentale conoscere.
Senza conoscere le tecnologie, gli strumenti, le modalità per operare è impossibile trovare nuove soluzioni. Nel settore della verniciatura questo gap tra il mondo produttivo e quello formativo è molto evidente: l’esigenza di trovare il verniciatore oppure il tecnico che sappia risolvere il problema del cliente con competenza è molto frustrante perché sempre più difficile.
La soluzione nasce dal basso: il settore della verniciatura deve costruire una propria autorevolezza e dignità essendo una industria che opera orizzontalmente su tutta la produzione industriale, superando il senso di inferiorità nei confronti del sistema produttivo che lo precede. La verniciatura e in generale
tutti i trattamenti di superficie sono il “valore aggiunto” dei prodotti che vengono immessi sul mercato; sono l’estetica, la qualità, ciò che il consumatore percepisce di un prodotto. Bisogna esserne consapevoli.
Come fare? Con azioni combinate e sinergiche, per il raggiungimento di risultati comuni, per presentarsi con una voce unica, per fare “massa critica” nei confronti del mercato, dei legislatori, dei consumatori: con una nuova associazione, forte, attiva.
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SOMMARIO
Editoriale | Patricia Malavolti
Innovazione, formazione
Eventi
Finiture Green Experience – Navigli Colors 2019: un percorso esperienziale tra le finiture sostenibili lungo il Naviglio Grande di Milano
opinione dell’utilizzatore | Patricia Malavolti – Gianni Giardina
Kempa: verniciatura a polveri di ante per cucine e altri pannelli
opinione dell’utilizzatore | Ilaria Cardellicchio
Elevata flessibilità e cura del dettaglio per una produzione di porte socialmente responsabile
opinione dell’utilizzatore | Patricia Malavolti
Verniciatura del legno di altissima qualità
opinione dell’utilizzatore | Ilaria Cardellicchio
Arredamento di lusso sostenibile: l’utilizzo dei prodotti all’acqua come scelta prima che come richiesta
Qualità
MQ Italia sulla strada dell’automazione: l’ultimo aggiornamento dell’impianto targato Finiture













