Design e finitura dei compositi derivati dal legno

un motore per l’innovazione del prodotto

  • Storia dell'arte
  • Analogie
  • Potenzialità
  • I Brief
  • I progetti

Con “asportazione di materiale” intendiamo evidenziare le potenzialità derivanti dall’uso e dalla lavorazione del MDF per la realizzazione di prodotti per l’arredo. Ben note sono le caratteristiche del pannello in fibre a media densità, la cui omogeneità della massa di scaglie e resina poli-merica consente una lavorazione meccanica libera e in tutte le direzioni dello spazio fisico. La considerazione dell’unione di questa caratteristica all’impiego della finitura a polveri apre al progettista una prospettiva nuova per il design del prodotto d’arredo. Sia il semilavorato di base che il sistema di finitura esprimo-no la loro essenza tecnologica nei volumi privi di spigoli, negli intagli dele superfici, nelle forature profonde, nelle forme libe-re, senza nulla togliere alla resa del prodotto finito in termini di resistenza all’usura e di qualità estetica. In sostanza un’esperienza progettuale che consideri appieno il potenziale tecnologico offerto dall’accoppiamento di MDF e powder coating si tramuta in potenziale espressivo e funzio-nale per i prodotti d’arredo, consentendo di trascendere alcu-ne limitazioni tradizionali nella lavorazione dei pannelli a base legno. Bordature, maniglie integrate, intagli costruttivi ecc. possono essere liberamente concepiti, così come possono essere pro-gettati senza limitazioni tutti gli elementi decorativi derivati dalla asportazione di materiale sulla superficie, a partire dagli intagli in stile classico, fino a pantografature di nuova concezione che beneficino degli automatismi nei controlli dell’utensile.

Nelle schede che seguono abbiamo inteso campionare alcune nuove possibili interpretazioni progettuali del pannello MDF verniciato a polveri in cui la lavorazione meccanica libera diventa più “industrializzabile” che in passato grazie alla riduzione delle lavorazioni successive tradizionalmente necessarie per la finitura e il rivestimento delle superfici finite.

Nelle tre categorie potenziali individuate (taglio, lavorazione di costa e pantografatura) abbiamo considerato l’impiego delle tecniche di asportazione di truciolo più attinenti alla tecnolo-gia oggetto di studio e che si utilizzano per la lavorazione di pannelli. Non è impossibile pensare però ad una estensione creativa alla lavorazione di blocchi stampati in MDF a cui applicare lavorazioni di fresa CNC o lavorazioni al tornio. Si tenga conto però delle impliczioni in termini di sviluppo prodotto e al superamento dei confini delle lavorazione seriale che tale scel-ta comporterebbe. E’ nella serialità e nella profonda attitudine all’ottimizzazione dei processi industriali che si possono trovare le potenzialità della tecnologia proposta e che, con la spinta creativa, si possono trovare nuove identità per gli oggetti prodotti industrialmente per l’uso quotidiano, dotando gli spazi per vivere di una nuova vita formale, funzionale ed espressiva alla portata di tutti.

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Con “asportazione di materiale” intendiamo evidenziare le potenzialità derivanti dall’uso e dalla lavorazione del MDF per la realizzazione di prodotti per l’arredo. Ben note sono le caratteristiche del pannello in fibre a media densità, la cui omogeneità della massa di scaglie e resina poli-merica consente una lavorazione meccanica libera e in tutte le direzioni dello spazio fisico. La considerazione dell’unione di questa caratteristica all’impiego della finitura a polveri apre al progettista una prospettiva nuova per il design del prodotto d’arredo. Sia il semilavorato di base che il sistema di finitura esprimo-no la loro essenza tecnologica nei volumi privi di spigoli, negli intagli dele superfici, nelle forature profonde, nelle forme libe-re, senza nulla togliere alla resa del prodotto finito in termini di resistenza all’usura e di qualità estetica. In sostanza un’esperienza progettuale che consideri appieno il potenziale tecnologico offerto dall’accoppiamento di MDF e powder coating si tramuta in potenziale espressivo e funzio-nale per i prodotti d’arredo, consentendo di trascendere alcu-ne limitazioni tradizionali nella lavorazione dei pannelli a base legno. Bordature, maniglie integrate, intagli costruttivi ecc. possono essere liberamente concepiti, così come possono essere pro-gettati senza limitazioni tutti gli elementi decorativi derivati dalla asportazione di materiale sulla superficie, a partire dagli intagli in stile classico, fino a pantografature di nuova concezione che beneficino degli automatismi nei controlli dell’utensile.

Nelle schede che seguono abbiamo inteso campionare alcune nuove possibili interpretazioni progettuali del pannello MDF verniciato a polveri in cui la lavorazione meccanica libera diventa più “industrializzabile” che in passato grazie alla riduzione delle lavorazioni successive tradizionalmente necessarie per la finitura e il rivestimento delle superfici finite.

Nelle tre categorie potenziali individuate (taglio, lavorazione di costa e pantografatura) abbiamo considerato l’impiego delle tecniche di asportazione di truciolo più attinenti alla tecnolo-gia oggetto di studio e che si utilizzano per la lavorazione di pannelli. Non è impossibile pensare però ad una estensione creativa alla lavorazione di blocchi stampati in MDF a cui applicare lavorazioni di fresa CNC o lavorazioni al tornio. Si tenga conto però delle impliczioni in termini di sviluppo prodotto e al superamento dei confini delle lavorazione seriale che tale scel-ta comporterebbe. E’ nella serialità e nella profonda attitudine all’ottimizzazione dei processi industriali che si possono trovare le potenzialità della tecnologia proposta e che, con la spinta creativa, si possono trovare nuove identità per gli oggetti prodotti industrialmente per l’uso quotidiano, dotando gli spazi per vivere di una nuova vita formale, funzionale ed espressiva alla portata di tutti.

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Il taglio di pannelli semilavorati porta con se alcune limitazioni legate alla forma da ottenere a cui si può ovviare con le finiture di verniciatura liquida. L’introduzione del powder coating consente al prodotto finito di essere concepito nelle forme più libere, ma anche di assumere caratteristiche di resistenza superficiale notevoli e certamente superiori a quelle offerte da una laccatura o da una semplice finitura a vernice.
Con una mano a finire, si possono rivestire componenti di mobili, come la testiera di un letto o un isola funzionale da ufficio, o un top da mobile per l’ambiente bagno.
Si possono produrre tagli curvilinei a raggio breve, o forature a forma libera la cui finitura non è più una lavorazione successiva, ma simultanea e integrata nel processo di verniciatura a polveri.
I prodotti che necessitano di resistenza superficiale, di pulibilità e di forme complesse diventano industrializzabili a basso costo e con semplicità del processo produttivo, ma soprattutto possono beneficiare di una evoluzione creativa fino ad ora fortemente impedita dalla disponibilità tecnologica.

Esempi di lavorazione grafica

Più nel dettaglio delle lavorazioni dei pannelli a base legno, in questa scheda si descrive la lavorazione sulla costa del semilavorato.
il pannello MDF ricopre un ruolo principe là dove vi sia la necessità di asportare materiale sullo spessore della lastra. Ciò risulta sconsigliabile impiegando pannelli con densità disomogenea nello spessore, come nel truciolare, in cui la parte centrale della sezione risulta decisamente meno compatta che le parti superficiali, o negli stratificati.
L’uso della verniciatura a polveri unisce alla versatilità di lavorazione del MDF la possibilità di ovviare all’impiego di bordature preformate, ma soprattutto di concepire geometrie di costa potenzialmente illimitate e che rientrano nella fase di finitura del pannello senza generare complessificazioni o aumenti di fasi nel processo di finitura.
Dalle lavorazioni funzionali, come fresature per incastri o per sedi di profili antiurto, alle lavorazioni decorative, dalla modanatura al mezzo toro, a quelle più particolari come la creazione di un sgocciolatoio (img. 5), la finitura risulta semplice e industrializzabile.

Esempi di lavorazione di costa

La pantografatura può essere considerata, tra le lavorazioni per asportazione di materiale, quella che offre le maggiori potenzialità espressive al pannello in MDF.
La finitura a polveri consente di finire intagli e ribassamenti del piano di pannello, con rapporti dimensionali ottimali tra larghezza della lavorazione e profondità di 1:1 o superiori. In tal modo il pannello può essere “graficizzato” e decorato per diventare segnaletico, paesaggistico, istituzionale, o simu-lare superfici naturali come un’estensione di sabbia o una pie-tra a spacco e diventare evocativo.
Infine si possono immaginare funzionalità nuove come la segnaletica e l’alloggiamento di utensili.
Ciò nella considerazione di una finitura uniforme in termini di qualità superficiale, ma soprattuto di resistenza all’usura e pulibilità.
Il prodotto d’arredo, mobile o pannellatura verticale che sia, si può interpretare con maggiore libertà e creatività importando nel mondo degli arredi funzionali una nota di espressività progettuale, allo stato attuale delle tecnologie di finitura, difficilmente ottenibile.

Esempi di lavorazione a pantografo

Sul mercato sono disponibili polveri con finiture molto particolari, trasparenti, satinate, metallizzate, fluorescenti, ecc. Alcune di queste però sono applicabili solo su superfici termoresistenti, come quelle metalliche, anche se l’impiego su pannelli in MDF è industralmente sviluppabile.

Potenzialmente molte industrie produttrici di polveri potreb-bero realizzare miscele in grado di creare effetti particolari. Per esemplificare le potenzialità di caratterizzazione dell’mdf verniciato a polveri, si è deciso di illustrare alcune possibili finiture, segnalando la doverosa considerazione dei tempi tec-nici necessari alla realizzazione di polveri con caratteristiche chimico-fisiche innovative.
Ecco quindi una gamma di colorazioni fluorescenti o termo-sensibili, texture morbide o vellutate, superfici a effetto peloso o ad effetto gommato.

Esempi di finiture superficiali 

 

Mediante la sublimazione la superficie verniciata a polveri può essere ulteriormente decorata direttamente sul supporto fini-to.
Per “sublimazione” si intende il fenomeno fisico per cui un materiale passa direttamente dallo stato solido allo stato gassoso (o viceversa) senza il passaggio intermedio della fase liquida. È ciò che avviene agli inchiostri sublimatici.
Non è necessario entrare nel dettaglio della natura chimica degli inchiostri utilizzati dai produttori di carte per decorazione, ma è importante rilevare che ultimamente vi sono stati notevoli progressi nel settore: i nuovi inchiostri permettono infatti di avere disegni colorati più resistenti ai raggi solari. Di norma per questo processo vengono utilizzate vernici poliuretaniche, che danno migliore garanzia di durata nel tempo. Gli inchiostri sublimatici penetrano nei pori della vernice e generano un disegno di elevata qualità, con effetto visivo tridimensionale.
Il processo di sublimazione si basa essenzialmente su una sequenza di operazioni che consente la decorazione di un supporto attraverso la trasposizione di un disegno da un oggetto ad un altro. Gli elementi principali utilizzati nella decorazione mediante sublimazione, oltre ovviamente al supporto da decorare, sono: base a polveri, carta transfer e film plastici.

 

Esempi di sublimazione

Il taglio di pannelli semilavorati porta con se alcune limitazioni legate alla forma da ottenere a cui si può ovviare con le finiture di verniciatura liquida. L’introduzione del powder coating consente al prodotto finito di essere concepito nelle forme più libere, ma anche di assumere caratteristiche di resistenza superficiale notevoli e certamente superiori a quelle offerte da una laccatura o da una semplice finitura a vernice.
Con una mano a finire, si possono rivestire componenti di mobili, come la testiera di un letto o un isola funzionale da ufficio, o un top da mobile per l’ambiente bagno.
Si possono produrre tagli curvilinei a raggio breve, o forature a forma libera la cui finitura non è più una lavorazione successiva, ma simultanea e integrata nel processo di verniciatura a polveri.
I prodotti che necessitano di resistenza superficiale, di pulibilità e di forme complesse diventano industrializzabili a basso costo e con semplicità del processo produttivo, ma soprattutto possono beneficiare di una evoluzione creativa fino ad ora fortemente impedita dalla disponibilità tecnologica.

Il taglio di pannelli semilavorati porta con se alcune limitazioni legate alla forma da ottenere a cui si può ovviare con le finiture di verniciatura liquida. L’introduzione del powder coating consente al prodotto finito di essere concepito nelle forme più libere, ma anche di assumere caratteristiche di resistenza superficiale notevoli e certamente superiori a quelle offerte da una laccatura o da una semplice finitura a vernice.
Con una mano a finire, si possono rivestire componenti di mobili, come la testiera di un letto o un isola funzionale da ufficio, o un top da mobile per l’ambiente bagno.
Si possono produrre tagli curvilinei a raggio breve, o forature a forma libera la cui finitura non è più una lavorazione successiva, ma simultanea e integrata nel processo di verniciatura a polveri.
I prodotti che necessitano di resistenza superficiale, di pulibilità e di forme complesse diventano industrializzabili a basso costo e con semplicità del processo produttivo, ma soprattutto possono beneficiare di una evoluzione creativa fino ad ora fortemente impedita dalla disponibilità tecnologica.

Esempi di lavorazione grafica

Più nel dettaglio delle lavorazioni dei pannelli a base legno, in questa scheda si descrive la lavorazione sulla costa del semilavorato.
il pannello MDF ricopre un ruolo principe là dove vi sia la necessità di asportare materiale sullo spessore della lastra. Ciò risulta sconsigliabile impiegando pannelli con densità disomogenea nello spessore, come nel truciolare, in cui la parte centrale della sezione risulta decisamente meno compatta che le parti superficiali, o negli stratificati.
L’uso della verniciatura a polveri unisce alla versatilità di lavorazione del MDF la possibilità di ovviare all’impiego di bordature preformate, ma soprattutto di concepire geometrie di costa potenzialmente illimitate e che rientrano nella fase di finitura del pannello senza generare complessificazioni o aumenti di fasi nel processo di finitura.
Dalle lavorazioni funzionali, come fresature per incastri o per sedi di profili antiurto, alle lavorazioni decorative, dalla modanatura al mezzo toro, a quelle più particolari come la creazione di un sgocciolatoio (img. 5), la finitura risulta semplice e industrializzabile.

Esempi di lavorazione di costa

La pantografatura può essere considerata, tra le lavorazioni per asportazione di materiale, quella che offre le maggiori potenzialità espressive al pannello in MDF.
La finitura a polveri consente di finire intagli e ribassamenti del piano di pannello, con rapporti dimensionali ottimali tra larghezza della lavorazione e profondità di 1:1 o superiori. In tal modo il pannello può essere “graficizzato” e decorato per diventare segnaletico, paesaggistico, istituzionale, o simu-lare superfici naturali come un’estensione di sabbia o una pie-tra a spacco e diventare evocativo.
Infine si possono immaginare funzionalità nuove come la segnaletica e l’alloggiamento di utensili.
Ciò nella considerazione di una finitura uniforme in termini di qualità superficiale, ma soprattuto di resistenza all’usura e pulibilità.
Il prodotto d’arredo, mobile o pannellatura verticale che sia, si può interpretare con maggiore libertà e creatività importando nel mondo degli arredi funzionali una nota di espressività progettuale, allo stato attuale delle tecnologie di finitura, difficilmente ottenibile.

Esempi di lavorazione a pantografo

Oggi le vernici a polveri applicabili all’mdf sono numerosissime: la gamma di colori è praticamente illimitata e ogni colo-razione può essere rifinita con finitura lucida, semilucida, opaca, texturizzata ecc, con ottima fedeltà di riproduzione. Alcuni produttori, come ad esempio Pulverit, hanno studiato vernici in polvere, termoindurenti o fotopolimerizzabili, adatte all’applicazione su supporti termosensibili, che consentono l’ottenimento di diversi tipi di finitura. Si possono quindi utilizzare: – vernici con finitura strutturata (goffrata, bucciata, martellata) per la verniciatura di MDF con cicli di polimerizzazione di 15 Minuti a 110/130°C,oppure attraverso l’impiego di raggi infra-rossi per 2-4 Minuti a 140/150 °C; – vernici con finitura lucida e opaca dotate di particolare durezza superficiale, fotopolimerizzabili con cicli combinati IR+UV. -vernici fotopolimerizzabili da utilizzare con 1 o 2 mani per finiture lisce, specifiche per metalli e MDF, sulle quali è possibile realizzare la sublimazione.

Sul mercato sono disponibili polveri con finiture molto particolari, trasparenti,  satinate,  metallizzate,  fluorescenti, ecc. Alcune di queste però sono applicabili solo su superfici termoresistenti, come quelle metalliche, anche se l’impiego su pannelli in MDF è industralmente sviluppabile.

Sul mercato sono disponibili polveri con finiture molto particolari, trasparenti, satinate, metallizzate, fluorescenti, ecc. Alcune di queste però sono applicabili solo su superfici termoresistenti, come quelle metalliche, anche se l’impiego su pannelli in MDF è industralmente sviluppabile.

Potenzialmente molte industrie produttrici di polveri potreb-bero realizzare miscele in grado di creare effetti particolari. Per esemplificare le potenzialità di caratterizzazione dell’mdf verniciato a polveri, si è deciso di illustrare alcune possibili finiture, segnalando la doverosa considerazione dei tempi tec-nici necessari alla realizzazione di polveri con caratteristiche chimico-fisiche innovative.
Ecco quindi una gamma di colorazioni fluorescenti o termo-sensibili, texture morbide o vellutate, superfici a effetto peloso o ad effetto gommato.

Esempi di finiture superficiali 

 

Mediante la sublimazione la superficie verniciata a polveri può essere ulteriormente decorata direttamente sul supporto fini-to.
Per “sublimazione” si intende il fenomeno fisico per cui un materiale passa direttamente dallo stato solido allo stato gassoso (o viceversa) senza il passaggio intermedio della fase liquida. È ciò che avviene agli inchiostri sublimatici.
Non è necessario entrare nel dettaglio della natura chimica degli inchiostri utilizzati dai produttori di carte per decorazione, ma è importante rilevare che ultimamente vi sono stati notevoli progressi nel settore: i nuovi inchiostri permettono infatti di avere disegni colorati più resistenti ai raggi solari. Di norma per questo processo vengono utilizzate vernici poliuretaniche, che danno migliore garanzia di durata nel tempo. Gli inchiostri sublimatici penetrano nei pori della vernice e generano un disegno di elevata qualità, con effetto visivo tridimensionale.
Il processo di sublimazione si basa essenzialmente su una sequenza di operazioni che consente la decorazione di un supporto attraverso la trasposizione di un disegno da un oggetto ad un altro. Gli elementi principali utilizzati nella decorazione mediante sublimazione, oltre ovviamente al supporto da decorare, sono: base a polveri, carta transfer e film plastici.

 

Esempi di sublimazione

Per concludere, e fornire un quadro complessivo delle poten-zialità esprimibili della tecnologia MDF-powder coating, si è pensato di correlare le potenzialità individuate generando una nuova gamma di potenzialità composte.
Se, ad esempio, le finiture sono in grado di riprodurre con il colore e la texture la superficie di materiali naturali di qualsiasi genere, l’effetto ottenuto può essere ulteriormente perfeziona-to con l’applicazione di una fotoriproduzione della superficie del materiale stesso mediante sublimazione.
O ancora, si può immaginare di creare un marchio istituzionale tridimensionale, un pannello attrezzato con indicazioni per l’uso più appropriato, un pannello segnaletico, ecc.

Mettendo a matrice lavorazioni e finiture si possono individuare potenzialità espressive e innovative che fanno intravedere nuove prospettive per il design d’arredo.t