Dal Trentino, una realtà giovane che integra competenze di carpenteria, impianti efficienti e verniciature a basso impatto ambientale a polvere e ad acqua, con un approccio consulenziale orientato al cliente.
Fondata coraggiosamente a ridosso della pandemia, Svit – Società di Verniciatura Industriale Trentina nasce da un importante retaggio e da una consolidata esperienza nella lavorazione del metallo e dalla volontà di trasformare un’iniziale esigenza operativa interna in una concreta opportunità di servizio. L’azienda nasce infatti come naturale completamento di Cosma, carpenteria trentina, fondata da Arturo Dalla Torre, attiva dal 1989 e rappresenta oggi un interlocutore tecnico altamente specializzato per chi ricerca una verniciatura conto terzi flessibile, sostenibile e aperta all’innovazione e alle sfide.
«Non abbiamo lasciato nulla al caso: abbiamo progettato Svit partendo dalle difficoltà che noi stessi riscontravamo come produttori: la necessità di tempi certi, di qualità costante e della possibilità di gestire anche piccole commesse senza costi fuori scala», racconta Miriam Dalla Torre, della famiglia proprietaria insieme al marito e ai due figli.
Verniciatura a liquido, rigorosamente all’acqua, e a polvere: una scelta sostenibile
Svit lavora esclusivamente con vernici a polvere e vernici liquide all’acqua, escludendo completamente l’uso di prodotti a base solvente, che viene utilizzato unicamente per le operazioni di pulizia delle attrezzature.
Questa impostazione è frutto di una scelta etica e tecnica ben precisa, cui Svit ha dato un nome: Ecoloriamo. Un impegno che unisce rispetto ambientale, sicurezza per gli operatori e conformità alle normative più stringenti in materia di emissioni. Anche i sistemi di pretrattamento sono stati progettati per minimizzare l’impatto ambientale e al tempo stesso garantire un’elevata qualità del risultato.
Ciclo produttivo: efficienza, flessibilità, qualità
«Non offriamo un servizio standardizzato: ogni progetto è una sfida. Se un cliente ha bisogno di un ciclo particolare, o di un tipo di lavorazione non tradizionale, siamo in grado di adattarci e costruire insieme la soluzione giusta», sottolinea Miriam Dalla Torre.
Di seguito le principali fasi operative di un ciclo standard.
1. Carico del materiale
I pezzi vengono agganciati al trasportatore aereo per essere movimentati lungo le diverse stazioni di trattamento. La disposizione è adattata in funzione delle caratteristiche dei manufatti, per garantire una copertura uniforme nelle fasi successive.
2. Sabbiatura
In funzione della tipologia di manufatto, Svit offre anche un servizio di sabbiatura, utile per eliminare ossidazioni superficiali, vecchi rivestimenti o impurità particolarmente tenaci.
Il trattamento, eseguito in apposita cabina dedicata, permette di aumentare la rugosità superficiale e quindi migliorare l’adesione della vernice, soprattutto nei cicli più critici o su supporti grezzi. La sabbiatura può essere applicata sia prima della verniciatura a liquido, sia prima di quella a polvere, a seconda del materiale e dell’esigenza del cliente.
«Per noi la sabbiatura non è un servizio accessorio, ma una parte essenziale del ciclo in molte lavorazioni. È proprio lì che si decide la qualità finale dell’adesione», sottolinea Miriam Dalla Torre.
3. Pretrattamento e lavaggio a vapore saturo
Il cuore del pretrattamento Svit è il sistema di lavaggio a vapore saturo, un processo che utilizza vapore ad alta temperatura (fino a 180 °C) e bassa umidità per eliminare efficacemente sporco, oli e residui senza l’impiego di sostanze chimiche aggressive.
Questo trattamento offre numerosi vantaggi:
- pulizia profonda, anche nelle cavità più complesse
- asciugatura rapida, senza ristagni
- ridotto consumo d’acqua
- assenza di solventi o tensioattivi tossici
- perfetta preparazione alla verniciatura, sia a polvere sia a liquido
Quando richiesto, il trattamento è preceduto da un ciclo detergente sgrassante e risciacquo fosfatante, per migliorare l’adesione e la resistenza alla corrosione.
«Molti pensano che il pretrattamento sia una fase accessoria della verniciatura. Ma un buon rivestimento comincia sempre da una superficie pulita, compatta, pronta ad accogliere il film. Per questo abbiamo investito in un sistema come il vapore saturo: sostenibile, ma anche tecnicamente efficace», spiega Miriam Dalla Torre.
4. Asciugatura
Dopo il trattamento a vapore, i pezzi passano in un forno statico per completare l’asciugatura e garantire la completa evaporazione dell’umidità residua.
5. Verniciatura
La vernice viene applicata manualmente con pistole elettrostatiche in cabine separate per polvere e per liquido all’acqua. «La scelta dell’applicazione manuale è strategica – dice Miriam Dalla Torre – consente cambi colore rapidi, alta precisione anche su pezzi singoli e un controllo visivo diretto.
La cabina per il liquido all’acqua è riscaldata fino a 60 °C, temperatura ideale per favorire una stesura omogenea e una rapida essiccazione.
La cabina a polvere, dedicata ai cicli termoindurenti, ha una gestione controllata dell’overspray.
6. Cottura
Dopo l’applicazione, i pezzi verniciati vengono inseriti in forno statico per la polimerizzazione o l’essiccazione del film, con temperature comprese tra 180 e 190 °C e cicli di 30–45 minuti, in base al prodotto utilizzato.
7. Raffreddamento
Terminata la cottura, i manufatti sono lasciati raffreddare naturalmente, per evitare shock termici o deformazioni su supporti sensibili.
8. Controllo qualità e scarico
Ogni pezzo è sottoposto a verifica visiva e funzionale, per accertare l’uniformità del film, l’assenza di imperfezioni, colature o difetti superficiali. Il controllo è interno, ma può essere integrato da verifiche concordate con il cliente. Per i cicli che devono rispondere a determinati standard di resistenza ci affidiamo ai nostri partner per le prove in nebbia salina, ad esempio», prosegue Miriam Dalla Torre.
9. Imballaggio personalizzato
La fase finale prevede l’imballaggio, che può essere personalizzato su richiesta, soprattutto nei casi in cui i pezzi richiedano movimentazioni complesse o viaggi di lunga percorrenza.
Un approccio consulenziale
La vera forza di Svit risiede nella capacità di adattare il processo alle esigenze del cliente, risolvendo problemi concreti, anche al di fuori degli standard tipici. L’approccio è consulenziale, non meramente esecutivo.
«Spesso il verniciatore conto terzi è considerato un “imbratta ferri”, ma c’è una profonda differenza tra chi applica una vernice e chi progetta un ciclo di rivestimento pensato per durare, per proteggere e per valorizzare il prodotto. La nostra sfida quotidiana è far capire che dietro la verniciatura c’è molta competenza tecnica», conclude Miriam Dalla Torre.
Conclusioni
Giovane ma ben strutturata, Svit rappresenta un esempio virtuoso di azienda che ha saputo trasformare la propria esperienza industriale in un servizio tecnico completo, in cui la verniciatura è solo l’ultimo anello di una catena fatta di ascolto, consulenza e attenzione al dettaglio. Una realtà trentina che dimostra come sostenibilità e flessibilità possano convivere, anche nei cicli di verniciatura più complessi.








