AZIONI DI CHI VERNICIA

Cosa potrebbe fare il verniciatore, abituato com’è a disfarsi delle morchie di verniciatura pagando aziende autorizzate di smaltimento rifiuti, per risparmiare questi costi? Qualora decidesse di utilizzare le vernici all’acqua, per scelta o perchè pressato dalle autorità di controllo ambientale – anche per evitare costosi abbattimenti improduttivi dei solventi (postcombustori) – potrebbe recuperare il relativo overspray – cioè vernice ancora “buona” – dall’acqua del velo di cabina?

La tecnologia di trattamento delle acque attuale dà la possibilità di recuperare tutto l’overspray durante le operazioni di spruzzatura fondi e smalti all’acqua, mono e bicomponenti, in maniera del tutto analoga a quanto viene fatto da sempre con l’eccesso di fondo cataforetico – che è all’acqua – non aderito elettrostaticamente al supporto (dal quale è lavato e l’eccesso, dopo il processo di ultrafiltrazione, è restituito alla vasca per il relativo riciclo applicativo).

Nel caso dei fondi e smalti all’acqua l’impianto di ultrafiltrazione è accompagnato da uno di osmosi inversa, che restituisce l’acqua pulita al velo di cabina: si recupera così tutto l’overspray, che è rimesso immediatamente nella linea di spruzzatura e tutta l’acqua del velo che lo diluiva.

VANTAGGI NOTEVOLI

Recuperando tutto l’overspray il costo/chilo della vernice all’acqua viene dimezzato – e questo non guasta – e si azzererebbero tutte le spese di smaltimento perché non ci sono più morchie.

QUALCHE CONSIDERAZIONE

Ci sono aziende che verniciano i loro manufatti e che utilizzano questa tecnologia di recupero da tempo: una di esse è la 3F di Millesimo (SV), che vernicia fusti metallici da 200 litri, con smalti all’acqua di differenti colori, molto lucidi (92 gloss), recuperando totalmente tutti i loro overspray (da sottolineare il fatto che applica giornalmente 6-8 colori diversi). Non essendosi sviluppata questa tecnologia, per diversi motivi, tra cui il fatto che dopo la crisi del 2009 si è sostanzialmente fermata la crescita dell’utilizzo di vernici all’acqua, si sono sviluppati “luoghi comuni” e “notizie false” sull’argomento:

  • alcune aziende che utilizzano smalti all’acqua bicomponenti ritengono che non si riesca a ultrafiltrare e osmotizzare questo tipo di vernice durante le prime tre ore di durata reattiva dei due componenti.
  • altre ritengono che la qualità del prodotto recuperato venga man mano ridotta per il continuo riciclo. A ciò si aggiunga la preoccupazione delle aziende che producono vernici che, avendo la certezza di ridurre la vendita dei loro prodotti, diffondono la notizia della impossibilità di recuperare le vernici bicomponenti.

Quanto si riporta in questo articolo vuole essere una provocazione: probabilmente molte operazioni devono essere messe a punto, non tutte le vernici all’acqua formulate come sono attualmente rispondono a queste esigenze, forse si aprono spazi (anche commerciali) a nuovi prodotti e sistemi.

Molti settori hanno già intrapreso la via dell’economia circolare, il settore della verniciatura ha davanti a se un percorso di adattamento della produzione per vincere sull’inquinamento e sullo spreco di risorse.

Una segnalazione: tutti i produttori di impianti di ultrafiltrazione e di osmosi inversa possono mettere a disposizione delle aziende che volessero verificare le operazioni di recupero le proprie apparecchiature. Tra queste ci è la Osmoplanet di Bareggio (Mi), il cui titolare Carlo Cavicchi è disponibile per dare a chi vernicia la migliore soluzione tecnologica/ambientale/economica dell’operazione di recupero totale dell’overspray delle vernici all’acqua.

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