Una delle Associazioni più longeve del settore dei trattamenti di superficie, fondata nel 1973 è UCIF, il cui acronimo significa Unione Costruttori Impianti di Finitura.

UCIF ha accettato l’invito a patrocinare l’evento P&E Milano Coating Days che si è tenuto il 7 e 8 luglio al Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci.

Abbiamo intervistato il Presidente Daryush Arabnia, presidente e amministratore delegato di Geico Taikisha, in carica dal 2020.

Presidente Arabnia, cosa è UCIF?

É un’associazione che fa parte di Anima, la federazione confindustriale dell’industria meccanica italiana, che riunisce 30 associazioni di vari settori. UCIF rappresenta lo zoccolo duro delle aziende italiane che producono macchine ed impianti dedicati al trattamento delle superfici. Tra i soci dell’associazione si trovano produttori di macchine e impianti di verniciatura, lavaggio, granigliatura, impianti di depurazione aria/acqua, movimentazione, automazione e robotica, rappresentando quindi un settore molto ampio, cosa che la rende anomala nell’ambito di Anima stessa, perché non ha un unico prodotto che caratterizza le aziende socie ma piuttosto un “processo”, anzi, differenti processi applicati a moltissime industrie differenti. Le sfide dell’associazione sono molte, perché questa ricchezza di anime differenti è un grande stimolo per trovare iniziative comuni di sviluppo.

Come dice la nostra Mission: “Rappresentiamo e tuteliamo i costruttori di impianti di finitura e le aziende associate, promuovendone le attività e i prodotti nel mercato italiano e internazionale. Vogliamo essere il punto di riferimento per le problematiche di carattere tecnico-normativo e il punto di contatto per le diverse esigenze del nostro settore”.

Alla luce di quanto avvenuto nell’ultimo anno, con quali strumenti l’associazione intende supportare le aziende associate per affrontare i necessari cambiamenti?

É indubbio che il Covid abbia cambiato tanti equilibri e modus operandi del passato. Forse più che mai il concetto di vicinanza e di networking diventa fondamentale e ancor di più in un’associazione come UCIF dove i soci hanno una forte propensione all’esportazione. Più del 60% del fatturato aggregato è prodotto oltre i confini Italiani.

Per questa ragione l’associazione vuole dare alle aziende socie gli strumenti per affrontare adeguatamente il confronto all’estero con aziende concorrenti che spesso hanno a disposizione forti supporti locali.

In generale, comunque, ritengo che ci siano molti argomenti comuni alle imprese, non solo la necessità di affrontare i mercati esteri: anche se le aziende hanno ognuna la propria storia e le proprie esigenze ci sono tanti fattori che uniscono. È compito dell’associazione informare in modo approfondito gli associati sui temi del futuro che in questo momento possono essere ancora visti lontani, ma che devono essere affrontati con una preparazione adeguata altrimenti diventa difficile reagire in tempo. Uno degli argomenti è, ad esempio, la sostenibilità. Oggi è ancora un argomento poco affrontato, ma noi sappiamo che tra qualche anno ci saranno alcuni standard che verranno imposti se si vorrà avere la possibilità di vincere commesse importanti oppure per ricevere il supporto dalle banche.

Come associazione facente parte di Anima, sono convinto che non sia solo la collaborazione tra aziende da incentivare, ma anche tra associazioni. Spesso ci troviamo di fronte a problematiche che non sono specifiche del settore di appartenenza ma sono comuni e trasversali. Per questo motivo è importante che a livello associativo si collabori: chi è meglio strutturato e introdotto dovrebbe fare da locomotiva.

Quali sono le attività che vengono offerte ai soci?

Le prossime attività di UCIF sono impostate sulla vicinanza con il socio: per questo motivo abbiamo avviato il progetto “we talk” che userà diversi canali (Tavole Rotonde, Linkedin e Telegram) per proporre argomenti che possono essere interessanti trasversalmente per tutte le aziende, dato sia una visione tecnica che umana.

Il paradosso è che spesso per le aziende è difficile muoversi nel mondo associativo ma è proprio in questi momenti di confusione che sarebbe opportuno collaborare. Per questa ragione, anche in post-pandemia, continueremo ad innovarci per promuovere strumenti che permettano a tutti di essere presenti senza però abbandonare gli incontri in presenza.

L’associazione può fare attività anche a livello internazionale, presentandosi ai tavoli di discussione di interesse comune, ad esempio, europei. É importante quindi che i soci sappiano qual è il ruolo dell’associazione che deve diventare una “squadra”. Da questo punto di vista, appartenendo ad una grande federazione di associazioni, UCIF è comunque in grado di dare una prima risposta all’associato su svariati argomenti e problemi, essendo all’interno di un grande network di aziende e professionisti.

Ci piacerebbe che UCIF facesse da faro, un network di informazioni e di supporto vero, e per questo invitiamo piccole e grandi aziende a diventarne soci, a raggiungere persone che credono veramente alle potenzialità della comunità. Vorremmo che fosse il primo contatto per eccellenza, l’associazione a cui rivolgersi per le esigenze quotidiane delle aziende del nostro comparto. Si ringraziano Marcello Zinno e Manuela Casali per la partecipazione.

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