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Come nel passato i prodotti chimici di fosfatazione dei metalli hanno avuto epoche di continuo aggiornamento qualitativo a partire dall’ultimo dopoguerra (prima il fosfato di ferro, come fosfosgrassaggio, poi un miglioramento qualitativo con la fosfatazione allo zinco cristallino, poi la fosfatazione a freddo allo zinco-manganese, poi alla massima qualità protettiva della fosfatazione tricationica), anche i prodotti chimici di pretrattamento nanotecnologico si sono sviluppati qualitativamente fino ad oggi, continuando questo miglioramento pure periodicamente, insieme al miglioramento applicativo.

Vale la pena ricordarlo:

  • nel 1996 Piero Pecchioli lancia il suo prodotto “no rinse” che raddoppia la durata alla corrosione rispetto al fosfosgrassaggio alla verniciatura di manufatti in acciaio e eguaglia quella della cromatazione su alluminio
  • nel 2001 viene ufficializzato, presso il Politecnico di Milano, il prodotto “no rinse” Brugal come nanotecnologico, perché gli spessori applicati sono nanometrici (di circa 100-200 nanometri)
  • nel 2003 la Whirlpool di Trento pretratta un milione di frigoriferi con il Brugal (resistenza alla corrosione, provata su lastrina verniciata a polveri con 60 micron di spessore, di 400 ore alla nebbia salina con 1 mm di corrosione all’intaglio)
  • nel 2005 comincia lo sviluppo qualitativo dei prodotti di pretrattamento nanotecnologico per raggiungere le 500 ore di resistenza alla nebbia salina, offerta dalla fosfatazione tricationica, con due metodi differenti: tutto il processo inorganico a base di sali di zirconio e di titanio e misto organico-inorganico con derivati di silani e ossidi di zirconio.

L’industria che vernicia in proprio e per conto terzi comincia ad utilizzarli, anche se lentamente, anche per motivazioni ambientali, perché la fase operativa – oltre alla qualità raggiunta dopo 500 ore di nebbia salina- non crea quasi fanghi da smaltire a costi rilevanti.

Per eliminarli completamente nel 2009 viene industrializzata – un passo avanti notevolissimo – e prima al mondo la tecnica applicativa della “nebulizzazione”, la cui fase di conversione sulla superficie del manufatto avviene immediatamente, senza alcun bisogno di risciacquo con acqua di rete e successiva acqua demineralizzata, eliminando completamente i classici fanghi e le acque reflue di risulta, creati dalle fosfatazioni e – molto meno – dalla tradizionale spruzzatura dei prodotti nanotecnologici.

La nebulizzazione è un’operazione, creata in Europlast di Poggio Berni (Ri) con i prodotti della Dollmar, grazie ad semplice modulo Soft Rain, che atomizza solo una decina di litri di prodotto nanotecnologico (50 litri per grandi impianti), creando una nebbia attraverso cui passano i pezzi da pretrattare e non come tradizionalmente avviene nel tunnel con l’erogazione di un getto di soluzione chimica, contenuta in una vasca di 1000-1200 o più litri che periodicamente deve essere smaltita, con altro aggravio di costi.

Dal 2010 al 2019 gli sviluppi del mercato portano ad un miglioramento continuo della resistenza alla corrosione della conversione tecnologica, fino a raggiungere e superare definitivamente le caratteristiche di resistenza della fosfatazione tricationica, lasciando però ancora nuovi spazi al miglioramento qualitativo della conversione chimica nanotecnologica.

LA RICERCA FUTURA

Due sono le possibili strade della ricerca, per dare ancora maggiori risultati positivi di resistenza alla corrosione, una volta ricoperto lo strato nanometrico di conversione delle superfici metalliche:

  • lo sviluppo  di prodotti chimici completamente organici (per impedire la movimentazione elettronica della dissoluzione del metallo: se si impedisce la dissoluzione ionica del metallo all’anodo della cella di corrosione, si blocca la formazioni di elettroni che vanno al catodo per creare idrossili che reagiscono con il metallo ossidandolo)
  • la presenza del film nanometrico di nanoparticelle di nanotubi di carbonio o di grafene, che impediscono – date le loro caratteristiche lamellari – il passaggio di acqua e aria (ossigeno) nello strato nanometrico, necessarie per reagire con il metallo per formare ossidazione.

Oggi due aziende  (Chemtec e DN Chemicals) hanno già presentato on line i loro possibili risultati positivi di laboratorio durante il ventesimo incontro Nanotecnologie 2020 : prossimamente maggiori informazioni al riguardo.

Un salto di qualità anticorrosiva nel pretrattamento nanotecnologico di conversione manufatti metallici

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