Nel settore della verniciatura industriale a polveri, economia circolare può voler dire non smaltire le vernici in polvere “fini” – fuori specifica granulometrica – non più applicabili elettrostaticamente in cabina, ma recuperarle e riciclarle – secondo un protocollo specifico – come materie prime secondarie per produrre nuove polveri della medesima qualità di quelle da cui derivano.

Risparmiando due volte:

  • non spendere alcun denaro per lo smaltimento
  • innescare un sistema etico virtuoso in azienda (seguendo i criteri ESG)
  • acquistare polveri “nuove” a prezzi mediamente inferiori a quelli commerciali.

Questi interessanti risultati tecnici permettono a chi vernicia in proprio e per conto terzi di soddisfare le esigenze sia di riduzione dei costi di verniciatura sia di eliminazione delle spese per lo smaltimento nelle discariche controllate da imprese omologate, a tal fine, dalle autorità.

É una perdita secca di denaro, che fa lievitare il costo di vendita della verniciatura di manufatti metallici da parte dei terzisti, quando questi prodotti fini, “buttati via”, possono essere recuperati e restituiti alle aziende che li hanno prodotti, con la qualità necessaria richiesta dal mercato.

Tra le aziende attive da anni nel recupero delle polveri fuori specifica o scadute citiamo la società SBS-Steel Belt Systems, di Venegono inferiore (Va) che, nel suo stabilimento di Villafranca Tirrena, in provincia di Messina, ha disponibile un impianto di rigenerazione delle polveri “fini” coadiuvato da un laboratorio gestito da alcuni ricercatori, gestiti da Roberto Giovenco, di controllo del materiale in entrata e in uscita.

Di questo argomento Verniciatura Industriale ha già trattato:

  • sul numero 445 del maggio 2005
  • sul 458 del giugno 2006
  • sul 454 del febbraio 2006
  • sul 470 del giugno 2007
  • sul 531/532 del luglioagosto del 2012
  • sul 639/640 del luglio/ agosto 2021, a cui rimandiamo il lettore che vuol conoscere a fondo la storia del recupero e riutilizzo dei “fini”, che fa parte del principio di economia circolare, governata dal DL 152/2006, art. 183, comma 1, lettera a.

Oggi vogliamo documentare come, oltre alla eliminazione dei problemi ambientali dovuti agli smaltimenti delle vernici non più utilizzabili sull’impianto (10% circa delle polveri) di ogni colore, si può risparmiare fino al 40% sulle forniture, acquistando polveri nuove che riutilizzano come materie prime secondarie quelle contenute nella “granulometria fine”. Con questo stesso principio vengono recuperati oltre agli overspray di polveri fuori specifica negli impianti di spruzzatura secondo i principi dell’economia circolare, anche le vernici non utilizzate perché di colori non richiesti oppure scadute (anche le vernici hanno una data di scadenza). L’impianto di recupero, dopo accurata analisi delle sostanze contenute nelle vernici recuperate tramite una serie di prove qualitative e chimiche effettuate dal laboratorio interno.

CONCLUSIONE

Poiché i colori delle polveri utilizzate sono diversi e numerosi, così come le finiture (raggrinzate, lisce, metallizzate, ecc.), chi vernicia deve adottare dei criteri specifici di raccolta del prodotto che non si utilizza più in cabina.

Criteri definiti insieme a SBS Steel Belt Systems o ad altre realtà produttive in grado di offrire questo servizio (come Bullcrem Lack) dividendo in recipienti diversi, a seconda della gamma di colore o finitura, in quanto la mancanza di suddivisione – come avviene attualmente in molti contesti – non consentirebbe di riprodurre tutti i colori RAL (o altro sistema di identificazione).

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