Alcune tecnologie di trattamento di superfici, pur esistendo da decenni, hanno ancora grandi possibilità di sviluppo in diversi settori: una di queste è il PVD Sputtering che, abbinato all’aumento delle prestazioni delle vernici, in particolare quelle a polimerizzazione UV, hanno una grande potenzialità.

Ne è convinto Stefano Lazzerini che, per questo motivo, ha accettato la sfida proposta da Kolzer che lo ha incaricato di esplorare nuove applicazioni e nuovi mercati grazie alla sua grande competenza nell’ambito delle vernici UV.

«Si è visto nello sviluppo di questa tecnologia – afferma Stefano Lazzerini – che molte volte il PVD Sputtering si avvantaggia, nella preparazione delle superfici (primer) e successivamente nella protezione (top coat), dei prodotti vernicianti. Dopo molta reticenza finalmente il mercato accetta questa tecnologia di deposizione fisica di metalli sulle superfici, ma ogni settore ha bisogno di un approccio specifico e l’aspetto della conoscenza dei prodotti vernicianti ci consente di chiudere il cerchio».

VI – Sono ormai passati 20 anni dal convegno “Cromless” organizzato dalla nostra casa editrice per informare il mercato della possibilità di sostituire la cromatura galvanica, che ha problemi ambientali e sanitari, con quella fisica. Ora che il mercato finalmente ha recepito questa tecnologia, quali sono i possibili sviluppi con l’utilizzo del corretto ciclo di vernici?

SL – Il PVD Sputtering è già di per sé una tecnologia riproducibile industrialmente. Le vernici hanno la possibilità di migliorare la superficie che deve essere trattata il cui controllo, essendo frutto di tecnologie industriali come stampaggi o fusioni, non sempre è costante: il trattamento di uniformità della superficie potrebbe essere troppo oneroso, si usano così le vernici che rendono i pezzi adatti all’applicazione – gli strati di deposizione sono estremamente ridotti – correggendo i difetti e consentendo un risultato estetico migliore.

VI – Quali caratteristiche devono avere le vernici adatte a questo processo?

SL – In generale sono vernici a indurimento UV – all’acqua, a solvente, 100% di secco – anche perché spesso si trattano superfici che soffrono la temperatura, come ABS, o pressofusioni di alluminio. Questi trattamenti richiedono superfici molto dure, caratteristica per la quale le vernici UV sono risultate vincenti.

Per la protezione della deposizione, il cosiddetto “top coat”, è possibile utilizzare anche altre tipologie di vernice, dipende dalle richieste prestazionali delle superfici. Una volta che il deposito è stato applicato, si possono usare anche vernici termiche che fanno egregiamente il lavoro richiesto dall’uso dei pezzi depositati. Per esempio per l’esterno, dato che le vernici UV tendono ad ingiallire, si preferisce utilizzare prodotti termici, con le resistenze adeguate al capitolato.

VI – Non abbiamo ancora finito di capire tutte le potenzialità di questo processo?

SL – In effetti sono ancora molto in evoluzione: Kolzer è una delle poche aziende che produce le macchine per la deposizione in vuoto di metalli che ha sposato l’idea di abbinare questo processo alla verniciatura, allo scopo di migliorarne le prestazioni e le possibilità, perché ritiene strategico proporre al cliente dei cicli completi. L’effetto si ottiene grazie alla macchina e alla sua tecnologia di deposizione mentre la vernice consente la perfetta adesione su gran parte dei materiali e la protezione finale, se richiesta in particolare.

VI – Quali sono i principali mercati dove è presente il processo di deposizione PVD Sputtering?

SL – I mercati sono davvero innumerevoli, dall’elettrodomestico al vetro, dall’automotive alla meccanica, dall’illuminazione alla moda, questa sfida mi piace molto perché questa tecnologia mi permette di spaziare davvero in tantissimi ambiti diversi, alla scoperta di nuovi mercati dove proporre questa tecnologia risolvendo problemi.

Ritengo che la deposizione Sputtering sia quella che si svilupperà maggiormente in futuro dato che altre tecnologie, come ad esempio la deposizione termica o “metallizzazione”, si può fare solo con alluminio e, fondamentalmente, soprattutto per funzioni estetiche: lo Sputtering consente l’utilizzo di “target” differenti, cioè la deposizione di diversi metalli, ciò che permette di ottenere spessori e effetti estetici differenziati e, soprattutto, prestazioni delle superfici molto diverse, anche in ambiti molto tecnici.

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