Presentate durante i P&E Coating Days le resine per vernici in polvere Uralac® Ultra sviluppate dalla ricerca di DSM Resins and Functional Materials, ora acquisita da Covestro, leader al mondo nello sviluppo e produzione di polimeri hightech, sono la soluzione per la produzione di rivestimenti per materiali termosensibili. Conosciamo tutti la necessità di ridurre l’impronta del carbonio: le vernici in polvere sono una delle soluzioni possibili, secondo i dati in nostre mani, “la” più efficiente, come è facilmente osservabile nel grafico.

Durante il seminario “Surface & Sustainability – Economia circolare” Enrico Geninazza, responsabile per il mercato italiano di Uralac® Ultra, ha evidenziato le alte prestazioni delle vernici in polvere nei settori dove queste ultime sono maggiormente utilizzate.

Perché non approfittare di questi fattori premianti per verniciare materiali termosensibili come il legno e altri materiali di sua derivazione?

La storia della verniciatura a polveri dei materiali termosensibili, ha avuto alti e bassi. Se ne parlava già negli anni 90, anche se qualche accenno è degli anni 80.

In Italia, durante gli anni 90, è Fantoni di Osoppo (UD) ad iniziare una sperimentazione con un proprio fornitore di servizi di verniciatura, Quintino Tomè dell’azienda Eliogea di Cordignano (in provincia di Treviso), non più attiva.

Con gli anni l’utilizzo delle polveri per la verniciatura di pannelli a base legno non ha avuto il successo sperato, probabilmente per fattori diversi, come le difficoltà applicative e il fatto che la chimica delle materie prime non era ancora pronta. Tra il 2007 e il 2012 DSM Resins and Functional Materials, ora Covestro, sviluppa il prodotto Uralac® Ultra Low bake che promette una polimerizzazione a 130° C per 3 min e il rivestimento a mano unica. Dal 2013 quindi è disponibile sul mercato una resina che, utilizzata per la produzione delle polveri consente:

  • un processo di verniciatura facile, a mano unica
  • il rivestimento contemporaneo di tutte le facce del manufatto
  • un processo di produzione affidabile
  • una consistente riduzione dei costi industriali.

Una caratteristica che nel passato aveva frenato gli investimenti per utilizzare questa tecnologia era la limitatezza di finiture disponibili.

Le resine attuali, invece consentono:

  • finiture testurizzate
  • finiture lisce
  • trasparenti.

Inoltre la formula garantisce una facile carteggiabilità, indispensabile per cicli a due mani (ad esempio quando l’effetto da ottenere è molto lucido, 80/90 gloss, si può utilizzare una vernice liquida finale).

Conclusioni

Per concludere, come abbiamo visto, le vernici in polvere hanno delle prestazioni molto interessanti, soprattutto per quanto riguarda le resistenze meccaniche (all’abrasione, al graffio) ma anche quelle chimiche (alla macchia, ai raggi UV). Inoltre è riconosciuta la resistenza all’umidità e la sua durabilità, per non parlare delle prestazioni ambientali, sicuramente un grande vantaggio per questi tempi.

Le prestazioni più interessanti sono quelle produttive: mano unica quindi minori costi, reticolazione in 3 min. a 130 °C, minori costi per m2. Dal punto di vista della libertà di espressione, facilita ad esempio il rivestimento dei bordi, che quindi possono essere “disegnati” liberamente, ed è disponibile in finiture innovative e originali.

In Cina, dove la verniciatura che utilizza solventi è stata vietata, molte fabbriche di mobili – soprattutto mobili per bambini, vista la caratteristica di sostenibilità, mobili per ufficio, mobili per cucina e per bagno e, infine, materiali da costruzione a base legno – si sono convertite alla verniciatura a polveri, sia di pannelli di legno o derivati, sia di pezzi tridimensionali (come le sedie).

Quando qualche azienda del Made in Italy prenderà in considerazione questa tecnologia a bassissima impronta di carbonio?

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