Ora il problema è risolvibile dato che è possibile utilizzare prove di controllo accelerate, della durata di uno o due giorni, e i controlli si possono effettuare al momento dell’arrivo della fornitura.
E’ infatti disponibile un’apparecchiatura molto semplice, che permette il controllo qualitativo in sole 24 ore, con la certezza dei risultati, perché il metodo è stato ormai normato dagli enti di controllo internazionali (ISO 17.463) e ha valore legale.

Con un unico difetto operativo, se così si può dire: non è possibile utilizzare come campione di prova il pezzo verniciato, ma solo lamierini standardizzati pretrattati e verniciati con il ciclo richiesto dal cliente.

É un passo avanti non indifferente rispetto al passato, in quanto il Metodo Acet – così è chiamata questa prova – offre una totale sicurezza a chi vernicia, perché in una volta sola controlla anche la qualità del pretrattamento metallico su cui è applicata la vernice da utilizzare (non a caso le maggiori aziende che lo utilizzano producono prodotti chimici di pretrattamento di manufatti in acciaio, alluminio e altri materiali non ferrosi).

COME FUNZIONA

Opera in quattro fasi continue di 4 ore (ripetute più volte per eliminare qualsiasi dubbio in proposito):

  1. misura l’impedenza elettrochimica (controlla in ohm quanto il film resiste alla penetrazione di umidità e aria)
  2. polarizza il catodo (in altre parole, verifica quanto il metallo emette di elettroni, misurati in volt, per scindere l’umidità in ione idrogeno e OH- idrogeno gassoso che nell’evaporare stacca il film dal supporto)
  3. rilassa il potenziale (fino a quando il voltaggio rimane costante)
  4. opera una nuova impedenza elettrochimica (sul film ormai condizionato da umidità e ossigeno dell’aria).

In parole semplici lo strumento misura la resistenza in ohm del film al passaggio di H20 e aria per attraversarlo fino a raggiungere il metallo e, nello stesso tempo, quanto metallo si scioglie per ossidarsi, grazie alla movimentazione elettronica.
I risultati possono essere:

  • sopra i 106 ohm, con voltaggio positivo (perché il ferro ha un potenziale negativo di -0,44 V), la resistenza è sicura.

Così:

  • 2,30 x106 ohm e 0,06 V il film resiste circa 180 ore nel confronto con la nebbia salina
  • 0,10 x 107 ohm e 0,12 V = 500 ore di nebbia salina
  • 6,44 x 107 ohm e 0,23 V = 1000 ore
  • 5,32 x 1010 ohm e 0,53 V = 3000 ore

il tutto con uno spessore di film di 25 micron di vernice liquida.

CONCLUSIONI

Il risultato delle prove con il Metodo Acet è quindi più sicuro di quello ottenuto con la prova di nebbia salina, perché il primo è numericamente oggettivo (dato in V e ohm), mentre quello con la nebbia salina è completamente soggettivo, in quanto interpretato visivamente, come si presenta la lastrina all’esaminatore.
Le due apparecchiature, che devono essere collegate a
un PC, hanno un costo inferiore ai 10.000 euro.

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