Autore: La Redazione

Il sistema Sprayvision, ci spiega Stefano Sala:

«E’ costituito da un software che legge e analizza attraverso una scansione il “pennello” spruzzato su un supporto, in questo caso un foglio trasparente posizionato ai bordi della cabina, ma è possibile analizzare anche un pattern dinamico. La lettura dei parametri morfologici del “pennello” attraverso il software da noi elaborato, consente di dare una serie di indicazioni, tra i quali anche la viscosità delle vernici, l’attuale richiesta di Vermat».

A COSA SERVE IL SISTEMA SPRAYVISION

Il sistema controlla diversi parametri a partire dallo spruzzo di verniciatura. Grazie ai risultati dell’analisi si può regolare al meglio il processo di applicazione delle vernici.

E’ costituito da:

  • Scanner SprayCapture
  • Un software Sprayvision.

COME FUNZIONA IL SISTEMA?

La sequenza operativa è così determinata (esempio applicato al caso Vermat):

  • il robot antropomorfo spruzza su foglio trasparente posizionato ai bordi della cabina ad una distanza di 25 cm dal foglio stesso nella fase iniziale di verniciatura del lotto
  • lo scanner importa l’immagine, detta “spray pattern”, dello spruzzo
  • una volta importata l’immagine, il software analizza differenti parametri morfologici, cioè elabora la forma e il posizionamento delle goccioline del “pennello”
  • si effettua una calibrazione per ogni tipologia di vernice.

QUALI PARAMETRI SI POSSONO CONTROLLARE?


Il software Sprayvision è in grado di elaborare, a partire dalla forma del “pennello”, alla dimensione e posizionamento dell’overspray, alla tipologia della pistola (se HVLP, elettrostatica, convenzionale) una serie di parametri:

  • orientamento e traiettoria della pistola
  • efficienza di trasferimento
  • spessore (micron applicati)
  • atomizzazione (viscosità della vernice)
  • volumi trasferiti (in mm3)
  • altezza e larghezza del pennello
  • intersezione delle traiettorie
  • residuo secco.

A partire dall’analisi di questi parametri è possibile correggere il processo di verniciatura secondo le proprie necessità, impostando correttamente l’applicazione (pistola, ventaglio di spruzzatura, quantità erogata, e altro).

CONCLUSIONE


«La nostra idea – ci spiega Stefano Sala di Pentris – è quella di dare uno strumento fisso da inserire in cabina per il controllo del processo ad inizio operazioni».

In questo modo l’operatore avrà a disposizione uno strumento preventivo per la regolazione del risultato finale.

«Proseguiamo nell’organizzazione della nostra verniciatura con strumenti automatici (prima i robot, ora questo software), completamente interconnessi con il gestionale aziendale: in questo modo abbiamo la possibilità di garantire uno standard di risultati che rispettano le prescrizioni, sempre più graditi o, meglio, incentivati dalla clientela multinazionale che serviamo» – concludono Raoul Obbia e Gianluca Bartoli di Vermat.

Leave a Reply