Dovettero passare alcuni anni (anche perché, nel frattempo, l’Unione Europea, subentrata alla CEE, prorogò la data dell’eliminazione dei derivati del cromo), prima che cominciasse la seconda, e più importante fase d’industrializzazione della cromatura fisica, con il ciclo primer UV/PVD.

Nel 2009, infatti, la società Novellini (Mantova) cominciò a rivestire (e riveste tuttora) i propri profili d’alluminio per box doccia, con la tecnologia PVD, preparata con fondo trasparente UV appositamente sviluppato da Arsonsisi, così come (dal 19 marzo del 2009) l’azienda di servizi per conto terzi Sunagen (Osio Sotto, Bg), che croma pezzi d’acciaio e plastica via sputtering (Kolzer).

L’applicazione di trasparente UV, come primer, su profili di box doccia
Le lampade UV per polimerizzare il fondo applicato
La cabina di applicazione robotizzata del primer UV
Il reattore di deposito, sul primer UV, di cromo metallico con la tecnologia PVD su vari manufatti

Le continue proroghe della sunset date – la data di bando dei derivati tossici del cromo prevista dalla relativa direttiva europea – hanno rallentato gli investimenti sulle alternative a mezzo processi fisici della cromatura galvanica, ma nel 2015 un validissimo imprenditore, Gaetano Pagano, titolare della società Imper (Garbagnate Milanese, Mi), decide d’impegnarsi e d’impegnare i propri lavoratori ad installare un impianto di pretrattamento mediante vernici UV e uno di PVD via sputtering (Kolzer) per cromare i suoi 50.000 pezzi metallici e plastici prodotti annualmente (macchine da caffè, water dispenser, coprinterruttori elettrici, piccoli elettrodomestici e molto altro ancora), così lavorando secondo etica professionale, basata su fiducia, rispetto dei lavoratori e forte senso di responsabilità imprenditoriale.

L’eccellente lavoro degli specialisti della Imper e di altre aziende che si sono aggiunte (ricordiamo che si cromano fisicamente dischi freno e molti altri, ha permesso anche una drastica riduzione dei costi d’investimento, insieme a una significativa evoluzione tecnologica degli impianti (oggi vengono offerte in versioni ammortizzabili al 250 %), grazie agli ottimi imprenditori della Kolzer (Cologno Monzese, Mi), Antonio e Davide D’Esposito, che rafforzeranno il loro lavoro di ricerca di soluzioni concrete grazie a un nuovo laboratorio di R&S, dove potranno mettere a punto soluzioni sempre più efficaci per sostituire quei processi galvanici particolarmente difficili da gestire dal punto di vista sanitario ed economico-ambientale, sia sotto il profilo della depurazione delle acque, sia per lo smaltimento dei sottoprodotti tossici creati dai relativi processi.

L’impianto di verniciatura del trasparente UV, presso la Imper
I pezzi dopo verniciatura UV pronti per essere inseriti nel reattore PVD
Alcuni manufatti Imper cromati con la tecnologia PVD

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