L’USO DI AZOTO PER IL TRASPORTO DI VERNICI LIQUIDE E IN POLVERE PERMETTE, PER SUA NATURA – PER ESEMPIO, NON È REATTIVO (ALLE NORMALI TEMPERATURE DEI PROCESSI D’APPLICAZIONE) NÉ POLARIZZABILE – L’USO CON VERNICI DI OGNI TIPO, SIA LIQUIDE CHE IN POLVERE, MIGLIORANDO SIGNIFICATIVAMENTE LA QUALITÀ FINALE DELLA PELLICOLA APPLICATA. IL SISTEMA DI SEPARAZIONE DELL’AZOTO DALL’ARIA ELIMINA OGNI TRACCIA D’UMIDITÀ E ALTRE IMPURITÀ DAL CIRCUITO VERNICI. NEL CIRCUITO, L’AZOTO SI MUOVE PIÙ VELOCEMENTE DELL’ARIA, CONSENTENDO LA RIDUZIONE DELLA PRESSIONE D’APPLICAZIONE, I RIMBALZI, ED ESCE PIÙ RAPIDAMENTE DALLO STRATO APPLICATO.

Il successo dell’uso dell’azoto, come mezzo di trasporto gassoso delle vernici alle apparecchiature di spruzzatura, in sostituzione dell’aria compressa, è un fatto ormai generalizzato, perchè migliora i difetti creati dall’utilizzo dell’aria compressa, che sono:

  • con le vernici all’acqua ritarda la filmazione dopo spruzzatura
  • con le vernici in polvere riduce la brillantezza del film applicato
  • aumenta l’umidità della cabina di spruzzatura
  • accentua la formazione di “gabbie di Faraday” sui pezzi raggiunti dalla erogazione elettrostatica
  • può creare i classici difetti applicativi (scorrimento del film, “buccia d’arancia”)
  • interagisce con la qualità finale, perché può trascinare polverosità, vapori d’olio e altri contaminanti
  • altro.

Il suo uso e le sue caratteristiche migliorative sono riconosciuti internazionalmente, grazie all’invenzione – che è stata brevettata – che fece Ottavio Milli della Eurosider di Grosseto in Toscana, dopo vari anni di ricerche. Verificò che l’utilizzo dell’azoto nella spruzzatura di vernici permette di eliminare tutte le mancanze tecnologiche nella spruzzatura di vernici liquide dall’uso dell’aria compressa, anche nel caso fosse filtrata ed asciutta.

L’utilizzo dell’azoto nella spruzzatura di vernici si sta generalizzando in tutto il mondo, grazie al lavoro sviluppato dal ricercatore toscano, e pertanto la tecnologia è presentata anche da altre aziende, anche se non sono ancora scaduti i termini di protezione brevettuale europea (dal 2019).

Alcuni strumenti alternativi si basano infatti su tecnologie differenti, non con la tecnica a membrana, che si basa sulla permeazione selettiva dell’aria compressa proveniente dal compressore sulla membrana a fibre cave, in modo da separare azoto e ossigeno, grazie ai diversi loro gradi di diffusione.

Non bisogna dimenticare anche Dino Cancellier, titolare della ditta omonima di Brugnera (Pn), che nel 2014 nel proprio laboratorio di verniciatura mise a punto per primo l’utilizzo dell’azoto anche nella verniciatura a polveri, dopo avere promosso durante gli anni 2000 l’utilizzo dell’azoto nella verniciatura con prodotti liquidi a solventi e all’acqua, soprattutto nel settore della verniciatura del legno. In conclusione le date da ricordare nella verniciatura a spruzzo elettrostatica di manufatti metallici, cellulosici e di plastica, con l’uso dell’azoto, sono le seguenti:

  • 2001, Ottavio Milli (Eurosider) “inventa” l’uso dell’azoto gassoso nella verniciatura di vernici liquide, dopo averlo prodotto nella sua apparecchiatura speciale posizionata nei pressi della cabina di spruzzatura
  • Nel 2011 Ottavio Milli brevetta in Italia l’applicazione a polveri con spruzzatura a mezzo di azoto gassoso
  • Nel 2014 Dino Cancellier utilizza per primo l’azoto nella verniciatura di pezzi metallici con vernici a polveri
  • Nel 2019 la Eurosider brevetta in Europa l’apparecchiatura di produzione di azoto per verniciatura a spruzzo, con il metodo a membrana.

Nel frattempo sono nate altre aziende che costruiscono macchine per la produzione di azoto anche con metodi diversi da quelli a membrana, detti PSA (Pressure Swing Adsorption), che si basa sull’assorbimento dell’aria compressa a pressione su un setaccio molecolare di carbonio.

Praticamente l’aria compressa viene convogliata in un contenitore di assorbimento, pieno di un filtro molecolare di carbonio. Le molecole di ossigeno dell’aria si fissano sul filtro, mentre quelle di azoto, ormai libero, confluiscono in altro serbatoio.

L’invenzione di Ottavio Milli si sta diffondendo in modo generalizzato nel mondo, dando a tutto il settore della verniciatura industriale, che ancora non utilizza l’azoto nella spruzzatura di vernici, un massiccio contributo al suo miglioramento qualitativo, ambientale ed economico.

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