Estratto della relazione presentata durante i P&E Coatings Days da
Simone Sanseverinati e Lucas Schmelz, Dörken
La tecnologia zinco-lamellare è un metodo di zincatura delle superfici ben conosciuta e affermata.
La nuova evoluzione proposta da Dörken permette di sfruttare le caratteristiche protettive anche per applicazioni con essiccazione a temperatura ambiente
In quest’articolo presento, con il supporto di Lucas Schmelz, una tecnologia che rappresenta un salto di qualità nella protezione anticorrosiva, i rivestimenti a base di zinco lamellare, pensati per ambienti critici e condizioni estreme, che indurisce anche a temperatura ambiente. A proposito d’innovazione, vorrei fare una breve premessa. Credo fermamente che l’innovazione non sia una scelta, ma una responsabilità. Essere pionieri significa proporre soluzioni che anticipano i bisogni del mercato, anche quando non sono ancora pienamente comprese. Da oltre vent’anni promuovo tecnologie che spesso diventano lo standard del futuro. L’innovazione segue sempre lo stesso schema: all’inizio viene sottovalutata, poi il mercato ne riconosce il valore e la adotta. Essere un passo avanti non è una gara, ma un atto di visione. È mettere competenza, esperienza e strategia al servizio dei clienti, per guidarli nel cambiamento prima che diventi un obbligo.
Cos’è la vernice zinco-lamellare
Si tratta di un rivestimento anticorrosivo ad alte prestazioni e bassi spessori. È composto da particelle lamellari (o fiocchi) di zinco e alluminio, disperse in una matrice organica o inorganica.
I tre meccanismi di protezione
Protezione catodica (sacrificale): le particelle di zinco si ossidano prima del metallo sottostante, proteggendolo attivamente. Gli elettroni liberati riducono l’ossigeno nell’acqua, rallentando la corrosione.
Formazione di prodotti protettivi: gli ossidi e idrossidi di zinco si depositano nelle microfessure, creando una barriera fisica aggiuntiva, potremmo dire che il prodotto si attiva con l’umidità, dando vita a un sistema intelligente e auto-rigenerante.
Effetto barriera lamellare: le lamelle di zinco e alluminio sono disposte come tegole su un tetto, rendendo difficile la penetrazione dell’umidità. Inoltre la matrice può essere idrofoba, respingendo ulteriormente l’acqua.
Un sistema che si difende da solo
Per questi prodotti l’umidità non è un nemico, ma un attivatore. Parliamo di una “catalisi funzionale”: l’ambiente attiva la protezione e stimola la rigenerazione.
La struttura della vernice – lamelle, legante e additivi – lavora in sinergia, per garantire protezione elettrochimica e fisica.
Il ruolo dell’alluminio
Spesso sottovalutato, l’alluminio è meno reattivo dello zinco ma fondamentale:
aumenta la resistenza meccanica.
forma ossidi stabili che rafforzano la protezione. Senza di esso, la vernice perderebbe gran parte della sua efficacia.
Perché scegliere una vernice zinco-lamellare
È un sistema intelligente, auto-riparante, sottile e duraturo. È l’ideale per componenti complessi dove la zincatura a caldo non è praticabile. È un esempio concreto di come la chimica dei materiali diventa ingegneria funzionale. I processi tipici e più conosciuti zinco-lamellare si effettuano mediante immersione-centrifugazione e polimerizzazione a temperature significative. Dörken ha tuttavia sviluppato un’intera piattaforma tecnologica basata sul sistema zinco-lamellare, mono e bi-strato, operante a basse temperature.
Il sistema monostrato a temperatura ambiente
È un sistema che offre vantaggi significativi per l’applicazione su parti termicamente sensibili, dove tuttavia si desiderano ottenere resistenze anticorrosive importanti (720 ore di resistenza in nebbia salina), a bassi spessori, tipicamente tra gli 8 e i 15 µm. Nelle figure facciamo alcuni esempi d’applicazione, sottolineando i vantaggi dell’uso di questi sistemi monostrato essiccanti a temperatura ambiente.
Il sistema a doppio strato
Il sistema zinco-lamellare a 2 strati è costituito da:
- un primer: (epossidico) a base zinco-lamellare
- un topcoat: (poliestere) bicomponente, indurisce a temperatura ambiente.
Il ciclo è compatibile con l’applicazione di finiture funzionali: resistenza chimica, stabilità UV, attrito personalizzato. È perfetto per dischi freno, bulloneria, telai di mezzi ACE, carpenteria medio-pesante e pesante, torri eoliche.
I vantaggi principali sono i seguenti:
- efficienza energetica: non richiede forno, l’indurimento è a temperatura ambiente
- riduzione di produzione di CO2: fino al 55% in meno rispetto ai sistemi a polvere
- protezione superiore: classe C5 (molto alta) secondo ISO EN UNI 12944
- precisione dimensionale: si applica a spessori ridotti, ideali per tolleranze strette.
- flessibilità operativa: nessun vincolo di licenza, applicazione semplificata (si usano i sistemi d’applicazione già in uso per vernici liquide), costi ridotti.
- conforme alle normative ambientali più stringenti.
Impatto reale
Per quanto riguarda la produzione di CO2, vediamo i dati relativi a un esempio concreto: rivestendo 1.500.000 m² di telai d’acciaio all’anno, si risparmiano circa 2.729 tonnellate di CO2.
È come evitare oltre 1.000 voli andata e ritorno da Francoforte a New York per un passeggero.
Prestazioni
Uno studio comparato per la protezione di telai di veicoli commerciali di nuova generazione ha dimostrato la validità del prodotto.
Il sistema bistrato qui presentato è stato omologato dalle ferrovie tedesche per la protezione dei ponti provvisori (si usano per non fermare il transito ferroviario durante i lavori di manutenzione).
Conclusione
Il sistema zinc-flake a 2 strati di Dörken è una vera rivoluzione. Unisce prestazioni elevate e sostenibilità ambientale. In un mondo che chiede soluzioni efficienti e responsabili, questa tecnologia è una scelta intelligente, concreta e lungimirante.































