Anni 2010

Negli anni 2010 accelera l’introduzione delle nanotecnologie di pretrattamento.
Un terzista italiano (Europlast) insieme a Dollmar (oggi DN Chemical) mettono a punto un sistema d’applicazione della nanotecnologia di “conversione” (in realtà, non effettua una tipica “conversione” della superficie metallica, ma la “isola” offrendo contemporaneamente un grande potenziale d’adesione al successivo strato di vernice), per nebulizzazione (sistema che viene denominato “soft rain”). Il sistema oggi conosciuto anche come no rinse (non richiede una fase di risciacquo finale della conversione nanometrica) permette anche di trasformare con un investimento e interventi contenuti i tunnel di fosfosgrassaggio esistenti, dando origine a un ciclo semplice ma ad alte prestazioni “sgrassaggio/doppio risciacquo/conversione nebulizzata”.
Un ciclo corto che risolve un problema qualitativo ma che presenta ancora, nella fase di sgrassaggio, la criticità della saturazione della relativa soluzione e la produzione di reflui. Questi problemi continuano a stimolare la ricerca secondo differenti direttrici:

  • l’ottimizzazione del tunnel, che gestisce i flussi delle acque primarie e di processo al fine di stabilizzare automaticamente il processo nelle sue diverse fasi, attraverso il controllo in continuo dei parametri critici (per esempio, pH, conducibilità, temperature, pressioni), il ripristino dei livelli di concentrazione, l’attivazione di diverse tecnologie di trattamento individuate a seconda delle condizioni tipiche del processo (disoliatura, filtrazione e microfiltrazione, elettroflocculazione, evaporazione e così via)
  • sviluppo e industrializzazione degli sgrassanti nanotecnologici senza tensioattivi, come prima ricordato, per evitare di dover smaltire il bagno una volta saturo di contaminante
  • pretrattamento monostadio nanotecnologico che, in una sola operazione sgrassa/converte/passiva il supporto metallico – il processo (Toran 3) ricorda la plaforizzazione degli anni 70, senza contenere solventi o acqua (l’olio rimosso diventa plastificante degli oligomeri filmanti: operazione analoga a quanto fatto nel passato con le resine nitrocellulosiche con la plastificazione del dibutilftalato): nessuno scarico acquoso, nessun fango di risulta.
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