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Resistere all’incertezza: la sfida di un produttore di vernici in polvere italiano tra crisi globali e innovazione

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Intervista a Roberta Lago, CFO di Bullcrem Lack

In un contesto globale segnato da crescenti tensioni geopolitiche, instabilità economica e rallentamento del commercio internazionale, anche il settore manifatturiero si trova ad affrontare nuove sfide. L’industria delle vernici in polvere, fortemente legata all’andamento dell’edilizia, dell’automotive e di altri comparti produttivi, risente delle dinamiche internazionali che condizionano costi energetici, catene di approvvigionamento e fiducia degli investitori. Alla luce di questi fattori, è fondamentale comprendere come le aziende del settore stiano reagendo e quali strategie adottino per mantenere competitività e profittabilità.

Per capire come le aziende resistono all’incertezza dei mercati odierni ne abbiamo parlato con Roberta Lago, Chief Financial Officer di Bullcrem Lack, azienda con sede a Riese Pio X, in provincia di Treviso, specializzata nella produzione di vernici in polvere. Nonostante l’attuale contesto globale, segnato da forti incertezze geopolitiche ed economiche, l’azienda prosegue con determinazione nel suo percorso di innovazione, ponendo al centro della propria strategia la capacità di rispondere alle esigenze in continua evoluzione delle aziende clienti.
Bullcrem Lack si distingue per una visione fortemente orientata alla sostenibilità, intesa sia in termini economici che ambientali. L’impresa è stata tra le prime nel settore ad adottare un approccio sistemico all’economia circolare, sviluppando un protocollo di servizio avanzato per i propri clienti che consente il recupero e la reimmissione nel ciclo produttivo degli scarti derivanti dalla verniciatura a polvere, che normalmente rappresentano circa il 5% del materiale utilizzato. Questo processo trasforma gli scarti in materia prima secondaria, contribuendo così alla riduzione degli sprechi e all’ottimizzazione delle risorse.
Un ruolo centrale in questa transizione sostenibile è svolto dal laboratorio Ricerca & Sviluppo, guidato da Simone Dal Bello, che nel tempo ha sviluppato formulazioni all’avanguardia. Tra i risultati più significativi vi è la creazione di primer anticorrosivi privi di metalli pesanti, come lo zinco, spesso sotto osservazione nel contesto normativo europeo (in particolare secondo le disposizioni del regolamento REACH). Queste nuove soluzioni mantengono elevate prestazioni protettive, senza compromettere la sicurezza ambientale e la conformità alle normative.
Attraverso queste scelte strategiche, Bullcrem Lack dimostra come l’innovazione sostenibile possa rappresentare non solo un impegno etico, ma anche un fattore chiave di competitività, capace di rafforzare la posizione dell’azienda nel mercato europeo ed internazionale.

Quali sono le principali conseguenze economiche dei conflitti in corso a livello globale, con particolare riferimento all’impatto sull’Italia e sull’Unione Europea?
Roberta Lago – Attualmente nel mondo sono attivi 56 conflitti di diversa estensione e intensità che coinvolgono oltre 92 Paesi (più o meno direttamente), Italia compresa. Dalla Palestina all’Ucraina, dal Myanmar al Sudan, guerre e conflitti che hanno prodotto nel solo 2024, almeno 233.000 vittime ed è una stima al ribasso.
È il numero di conflitti più alto dalla seconda guerra mondiale; conflitti che hanno costretto oltre 100 milioni di persone a migrare per sfuggire a violenze ed orrori.
La situazione è così precaria che stimati analisti, tra cui Papa Francesco, hanno parlato di “guerra a pezzi”.
Il passaggio da un mondo unipolare, dominato dagli USA, a un mondo multipolare ha contribuito alla proliferazione dei conflitti. La debolezza degli USA, le loro divisioni interne, la loro incapacità di intervenire in diversi quadranti, infatti, ha permesso a Paesi e gruppi armati che prima non si sarebbero mai azzardati a muoversi, ad attivarsi e a muovere guerra o ad attaccare altri Stati o altre realtà regionali. Inoltre, potenze come Cina, Russia e Turchia, solo per citarne alcune, stanno sempre più cercando di influenzare aree colpite da conflitti per provare a creare una propria rete di alleanze sempre più estesa. Al contempo, l’Unione Europea, emblema della pace dopo la Seconda Guerra Mondiale, sembra incapace di proiettare la propria influenza per prevenire o fermare le guerre.
È stato calcolato che nell’arco dei tre anni di guerra l’economia mondiale ha contabilizzato oltre mezzo punto (-0,6%) di minore crescita del PIL all’anno. La frenata è più marcata per l’Unione europea che, a fronte di un previsto tasso di crescita medio annuo del +2,6% registra un più ridotto +1,5%.
All’incertezza determinata dall’instabilità del contesto internazionale e il calo della fiducia delle imprese, si sommano gli effetti delle diffuse strette monetarie attuate dalle banche centrali per arginare lo shock inflazionistico innescato dalla crisi energetica e il calo del commercio internazionale.
Le conseguenze delle guerre determinano un impatto rilevante anche per l’Italia. Va peraltro ricordato che, nonostante i rilevanti impulsi recessivi conseguenti ai conflitti, tra il 2021 e il 2024, l’economia italiana ha mostrato una maggiore resilienza rispetto alle altre economie europee, registrando una migliore performance rispetto a Francia e Germania sia per crescita del PIL che per aumento dell’occupazione.

In che modo l’incertezza geopolitica e le politiche commerciali globali influenzano la crescita economica e le esportazioni dell’area euro?
Livelli persistentemente elevati di incertezza sul piano geopolitico e delle politiche economiche e commerciali dovrebbero incidere negativamente sull’economia dell’area dell’euro, rallentandone la prevista ripresa dopo una crescita lievemente inferiore alle attese alla fine del 2024.
Si ipotizza che gli effetti negativi dell’incertezza in merito alla possibilità di ulteriori variazioni delle politiche commerciali a livello mondiale, specialmente nei confronti dell’Unione europea, pesino sulle esportazioni e sugli investimenti dell’area dell’euro determinando un ulteriore calo della quota delle esportazioni. Nonostante tali circostanze sfavorevoli, permangono i presupposti per un nuovo rafforzamento della crescita del PIL dell’area euro.

Quali sono le prospettive per l’inflazione energetica nell’area euro, nonostante il previsto calo dei prezzi di petrolio e gas?
Benché si ipotizzi un calo dei corsi del petrolio e del gas, l’inflazione dei beni energetici rimarrà verosimilmente positiva, seppur inferiore alla media storica.
Nell’insieme, il tasso di incremento medio annuo del PIL in termini reali sarebbe pari allo 0,9% nel 2025 e salirebbe all’1,2% nel 2026 e all’1,3% nel 2027.

Come sta reagendo la vostra società al contesto economico instabile e quali risultati ha ottenuto nel primo trimestre del 2025?
In questo contesto economico caratterizzato da forti elementi di incertezza, la nostra società continua con un’attenta e fedele esecuzione dei progetti aziendali che si è preposta, ponendo in essere le misure necessarie a garantire un adeguato livello di profittabilità delle sue operatività.
Grazie alle attività finora realizzate, Bullcrem Lack si appresta a chiudere il primo trimestre del 2025 in crescita nei volumi, nel fatturato a pari marginalità lorda rispetto al precedente esercizio.
Nonostante i livelli persistentemente elevati di incertezza sul piano geopolitico e delle politiche economiche e commerciali che inevitabilmente incidono negativamente sull’economia dell’area dell’euro, rallentandone la ripresa, la nostra società prosegue all’attuazione dei progetti aziendali che si è preposta, ponendo in essere le misure necessarie a garantire un adeguato livello di profittabilità della sua operatività.
Il fatturato del 2024 si è chiuso con 8.898.876,00 evidenziando un notevole +8% rispetto ai ricavi del 2023
Nel corso del 2025 Bullcrem Lack ha concluso il progetto di attuazione di un nuovo magazzino e si avvale ora di uno spazio logistico maggiorato di oltre 4.000 m2. Il tetto del nuovo magazzino è interamente coperto da moduli fotovoltaici per un totale di potenza nominale installata di 316,76 kWp. Il sistema fotovoltaico è destinato all’autoconsumo di energia elettrica ed è collegato in parallelo alla rete elettrica in corrente alternata. Lo sforzo profuso in un investimento per la produzione di energia da fonte rinnovabile evidenzia la volontà di perseguire i propri obbiettivi risparmiando in combustile fossile, riducendo le emissioni in atmosfera di anidride carbonica, ossido di azoto, diossido di zolfo e polveri sottili.
Nel corso del 2025 Bullcrem Lack ha compiuto il primo passo al fine di portare la propria organizzazione verso un sistema di gestione sostenibile. Ha iniziato un lungo percorso formativo che porterà a migliorare le proprie performance di sostenibilità con il fine di proteggere i propri marchi, promuovere trasparenza e innovazione ed accelerare la crescita.