pioniere

Inizia la sua vita professionale nei primi anni 60 quando, durante gli studi di chimica all’Università Cattolica di Rio de Janeiro, dove si era da poco trasferita la famiglia, si trova di fronte alla necessità di scegliere tra due possibilità: ricerca nel campo dell’alimentazione, nel laboratorio di una fabbrica di cioccolato, o nel campo dell’anticorrosione, in una fabbrica di vernici.
Per poter esprimere meglio quanto studiato – difenderà una tesi sull’anticorrosione – effettua la sua scelta, e già in quegli anni approfondisce la ricerca sui prodotti a base acquosa che, dal 1966, diventano il suo cavallo di battaglia, dopo la pubblicazione dei suoi lavori sulla rivista tecnica brasiliana Engenheiro Moderno. Nel 1968 torna in Italia, con contratti di consulenza nel campo del pretrattamento dei metalli: con l’azienda assistita mette a punto un processo monostadio organico di sgrassaggio-conversione; del pretrattamento del polipropilene: mette a punto il ciclo per poter decorare i contenitori del caffè di quel materiale; delle resine per la formulazione di vernici e smalti all’acqua; della verniciatura: sviluppa il ciclo all’acqua per i serramenti di legno del più grande serramentista italiano del tempo. Promuove i risultati di queste esperienze, tutte tecnologicamente molto innovative, scrivendo prima e poi acquistando una rivista con ambizioni tecniche, La Rivista del Colore. Nel 1971 ne cambia il titolo, Verniciatura Industriale, mentre La Rivista del Colore rimane a identificare casa editrice e marchio. All’attività editoriale affianca l’organizzazione di convegni tecnici, alcuni dei quali lanciano nuove tecnologie (vernici all’acqua, vernici a polveri, pretrattamento, sistemi applicativi, nanotecnologie), altri trattano le tematiche della protezione ambientale e della salute dei lavoratori.

innovazione tecnologica

Individuare, descrivere e spiegare gli sviluppi tecnologici della verniciatura e appoggiarne i protagonisti è la sua passione, anche se ha molti altri interessi, in primis, l’archeologia, l’impegno sociale che svolge in forma associata, e infine la politica, per cui s’impegna in attività di servizio (è stato rappresentante del CD del consorzio che ha costruito uno dei primi depuratori delle acque reflue civili, per molti anni a seguire riferimento per efficienza, tecnologia e risultati ottenuti). All’azienda assegna il ruolo di promozione dell’innovazione tecnologica e delle aziende che dell’innovazione fanno la propria missione, e persegue questo ruolo con passione e dedizione, permeandone la vita sua e quella della famiglia, che viene coinvolta in tutte le attività.

strutturare il settore

Un settore che, per molti anni, è stato all’avanguardia tecnologica internazionale del settore e che, in alcuni casi, lo è ancora, non è posizionato, nella struttura industriale italiana, nella posizione di riconoscibilità considerata corretta. Per questo Danilo si spende non solo per promuovere l’innovazione tecnologica, ma per “strutturare” i trattamenti delle superfici, e lo fa attraverso lo stimolo e la costituzione di associazioni d’imprese del settore. È promotore e tra i fondatori di UCIF (Unione Costruttori Impianti di Finitura) nel 1973, poi del VCTA (Verniciatura Conto Terzi Alluminio), per promuovere la verniciatura dei profili d’alluminio (poi diventerà Vectal, in seguito confluita in Aital). Lavora a livello europeo, insieme al maggior terzista di verniciatura di alluminio per architettura, per la creazione del marchio di qualità (Qualicoat). Fonda VEMP, promuovendo lo sviluppo della verniciatura dei plastici, che poi confluisce in Anver, come Cleantech (associazione per il lavaggio industriale, la pulitura e la finitura in massa) e Fiberpol (associazione per la promozione della verniciatura polveri dei derivati dal legno). Fonda INAC, l’Istituto nazionale anticorrosione, che tuttora eroga l’unico corso italiano ad altissimo livello per formare ispettori e tecnici di cicli protettivi per l’anticorrosione. Nel 1990 dà origine, con un gruppo di terzisti e verniciatori in proprio, ANVER, associazione della verniciatura industriale, che rimane l’esperienza alla quale è più legato, a difesa di chi ogni giorno affronta i problemi della verniciatura. Negli anni a seguire intuisce la necessità di stringere un’alleanza con il mondo universitario, per dare nuovo impulso all’innovazione tecnologica che, dopo decenni di grande vivacità, sul finire degli anni 90 rallenta, seduto sui successi degli anni precedenti. Coinvolgendo aziende e le associazioni citate, fonda Efun, con l’appoggio dell’allora rettore del Politecnico di Milano, Adriano di Maio e dell’allora assessore all’istruzione della regione Lombardia, On. Paola Frassinetti, oggi sottosegretaria al Ministero dell’istruzione e del merito. Efun finanzia il primo corso di laurea in ingegneria dei trattamenti delle superfici e regala al Politecnico di Milano un laboratorio di caratterizzazione e uno tecnologico, sediati in un complesso educativo superiore di Monza. Terminato il primo ciclo con la laurea dei primi ingegneri, trasferisce Efun alla gestione dello stesso Politecnico (Poliefun).

creativo

Creatività, intuizione e determinazione, instancabile nel lavoro, inventa un modo originale per fare informazione tecnica, che infatti viene poi preso a modello in Italia e all’estero: agli articoli teorici e di ricerca affianca quelli sull’applicazione concreta delle tecnologie, l’opinione dell’utilizzatore (o reportage). Nel 1996 inizia a interessarsi e promuovere l’uso delle nanotecnologie nel campo del pretrattamento e della verniciatura. Nel 2001 questo lavoro verrà ufficializzato, con alcuni giovani professori del Politecnico di Milano, in un primo (discusso!) convegno, oggi alla sua XXIII edizione. Immagina e organizza a Verona, nel 1997, “Polveri”, la prima fiera europea sulle tecnologie di verniciatura, con un forte focus sulle polveri, e successivamente, nel 2000, anche sui prodotti liquidi a basso impatto ambientale e altre più innovative tecnologie di rivestimento, come la cromatura fisica (PVD e altre tecnologie), con un pionieristico primo convegno sulle tecnologie “Cromless”.
Nel 2018, in occasione dei 50 anni della Rivista del Colore, scrive un libro sulla “Storia della verniciatura industriale” italiana a partire dal 1968 fino ai giorni nostri, ripercorrendo lo sviluppo delle più importanti tecnologie che hanno portato il mercato alla situazione attuale.
In questi ultimi anni il suo impegno è rivolto alla ricerca di tecnologie di pretrattamento e verniciatura a impatto “zero” sull’ambiente e sulla salute e sicurezza dei lavoratori: ricerca che si traduce nell’individuare processi virtuosi secondo la filosofia produttiva e applicativa dell’economia circolare.

la rivista del colore

Nasce nel 68 e, quando ne prende le redini, specializza la pubblicazione, mensile, in campo strettamente tecnico, denominandola Verniciatura Industriale. E’ la prima rivista italiana che promuove l’innovazione tecnologica nella verniciatura industriale e altri trattamenti delle superfici. Negli anni successivi, accompagnando il grande sviluppo industriale italiano, scorpora da Verniciatura Industriale temi più specifici e fonda pubblicazioni dedicate, Verniciatura del Legno, Anticorrosione, Lavaggio Industriale, Verniciatura dei Plastici.
Oltre all’attività editoriale, dà all’azienda il compito di promuovere l’innovazione tecnologica e le aziende che ne fanno la loro politica di crescita, mediante un ampio ventaglio di attività, organizza convegni tecnici, fiere, eventi e supporta le associazioni d’impresa affinché riescano a fare squadra di fronte alle sfide tecnologiche, economiche e politiche della modernità. Il figlio Massimo lo affiancherà a partire dalla fine degli anni 80, dedicandosi in particolare, a partire dagli ultimi anni 90, all’internazionalizzazione delle attività, in particolare nella Penisola Iberica e America Latina, dove l’azienda è oggi considerata “di casa”. La figlia Patricia alle attività con la casa editrice alternerà quelle di progettista, fino ai primi anni del 2000, quando entrerà definitivamente in azienda. Oggi si dedica principalmente a sostenere gli sforzi di comunicazione e formazione del settore verso i “prescrittori”, gli specificatori e industrial designer che progettano le prestazioni protettive ed estetiche della produzione manifatturiera, dell’architettura e delle grandi opere civili e industriali, con una “piattaforma” di comunicazione multicanale – rivista periodica cartacea, canali digitali, eventi ad alto contenuto culturale, corsi di formazione – denominata “Finiture Green”.

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