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Autore: La Redazione

Si riportano molto sulla stampa e sui media in genere notizie di vernici e pitture che riducono i gas di scarico stradali dopo il loro assorbimento nel film, rimuovendo l’inquinamento atmosferico.

COME FUNZIONANO?


L’ossido di azoto emesso dagli scarichi automobilistici, assorbito, viene trasformato, grazie all’irraggiamento luminoso solare o di luce artificiale (vedi tunnel di transito illuminati) in nitrato, normale sale solubile che l’acqua della pioggia dilava dalla parete dell’edificio e lo trasporta nelle fognature.

La letteratura tecnica riporta che l’abbattimento dell’inquinamento stradale varia, a seconda delle formulazioni, dal 90 al 98% dopo otto ore d’irraggiamento solare o luminoso.

Eppure queste vernici vengono poco utilizzate in città, anche se un’indagine condotta dall’Istituto Superiore di Sanità ha presentato dati drammatici di crescita tumorale nei bambini e ragazzi, che vivono in ambiente cittadino inquinato – come è l’ambiente cittadino, e da più parti si comincia a pensare che esista una relazione tra inquinamento – polveri sottili e diffusione del Covid-19.

Già a suo tempo Verniciatura Industriale (settembre 2016) aveva presentato alcune opere eseguite dall’azienda NTAts di Caselle Torinese ai Murazzi del Po di Torino, quando il suo titolare Gerardo Lamesta aveva presentato tutti i vantaggi dell’uso del ciclo nanotecnologico fotocatalitico sui materiali lapidei, di calcestruzzo ed altro (insieme all’applicazione di questo ciclo sul palazzo Bulgari a Roma.

Da analisi periodiche presso i Murazzi, dopo 2 anni circa, la percentuale di abbattimento degli NOx si è di poco ridotta al 90% di attività fotocatalitica, dando un buon riscontro alla città di Torino.

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